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venerdì 5 dicembre 2014

LETTERA DI MAURIZIO LANDINI


Care lavoratrici e cari lavoratori metalmeccanici,

 da parecchie settimane siamo impegnati con voi in una battaglia per la dignità e la libertà del lavoro.Insieme ci stiamo battendo contro i provvedimenti che il governo ha raccolto nel Jobs Act, che sono sbagliati, ingiusti, non servono a creare nuovo lavoro, non affrontano il dramma della precarietà e la disoccupazione giovanile, né risolvono la crisi in cui è stato trascinato il paese da sprechi, speculazioni, egoismi e illegalità.
 Insieme abbiamo proposto delle alternative e presentato le nostre idee frutto di tante assemblee e discussioni con voi, ma il governo ha imboccato la strada della riduzione dei diritti, ha sposato le ricette di chi pensa che solo licenziando si crea nuova occupazione, non ha voluto ascoltare il parere e le richieste delle donne e degli uomini che per vivere devono lavorare.
 Contro questo atteggiamento di chiusura e contro chi vuole dividere i lavoratori abbiamo manifestato e scioperato: sappiamo tutti quanto possa costare a chi deve arrivare a fine mese contando sul proprio stipendio, mentre deve fare i conti con una crisi che sembra non finire e ha già fatto perderecentinaia di migliaia di posti di lavoro.
 Questa lotta non è ancora finita, non si conclude con l’approvazione parlamentare del Jobs Act, perché la delega che il governo chiede dovrà poi essere riempita di contenuti e perché i prossimi mesi saranno decisivi per tutte le scelte di politica economica.
 Tra pochi giorni, con lo sciopero generale del 12 dicembre proclamato da Cgil e Uil, porteremo nuovamente in piazza le nostre idee e le nostre energie per difendere il lavoro e i suoi diritti, cambiare il paese e farlo più giusto.
 Alla vigilia di questo nuovo appuntamento permettetemi di ringraziarvi per aver condiviso il nostro impegno e di promettervi che continueremo sulla strada intrapresa insieme, convinti che sia quella giusta per modificare i provvedimenti del governo, difendere l’occupazione, riconquistare i diritti per ognuno e per tutti.
 Questo è un momento importante per il futuro di tutti noi, delle lavoratrici e dei lavoratori, delnostro sindacato che esiste e ha un senso solo se riesce a rappresentare democraticamente i vostri interessi e da voi riceve il sostegno di idee ed energie necessarie a migliorare le condizioni del lavoro dipendente, rivendicare un sistema pensionistico più giusto, con la riduzione dell’età pensionabile, dare un’occupazione a chi non ce l’ha e combattere il precariato.
 Questa battaglia l’abbiamo iniziata insieme e insieme la proseguiremo. Con le metalmeccaniche e i metalmeccanici, con le delegate e i delegati, con le iscritte e gli iscritti alla Fiom.
 Per questo mi permetto di chiedervi di trasformare lo sciopero del 12 dicembre in una grande giornata di partecipazione, come avete fatto con gli scioperi di categoria delle scorse settimane. E di cogliere questo momento per costruire una Fiom più forte e moderna, iscrivendovi al nostro sindacato e votando i nostri candidati alle elezioni delle Rsu, come già state facendo visto gli ottimi risultati per le nostre liste nelle elezioni di questi ultimi mesi e la grande vittoria della lista Fiom nelle elezioni per l’Assemblea nazionale dei delegati di Cometa, il fondo pensione dei lavoratori dell’industria metalmeccanica.
 Per questo chiedo alle nostre delegate e ai nostri delegati d’impegnarsi nella campagna di tesseramento, allargando i confini del nostro sindacato, portando ciascuno un nuovo iscritto, per far sì che a fine anno, al momento della certificazione sindacale, la Fiom possa rappresentare al meglio il punto di vista e le richieste della nostra categoria.
 Il momento è adesso, per crescere e cambiare abbiamo bisogno di voi. La vostra partecipazione e la vostra intelligenza sarà la nostra comune forza.
                                                                                                          
                                                                                                                        Maurizio Landini
Roma, 5 dicembre 2014

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