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giovedì 28 ottobre 2010

Noi operai tedeschi più produttivi e con duemila euro netti al mese, da Repubblica


BERLINO - «Lavorare di più, come facciamo noi qui costruendo con passione le limousines col cerchio bianco e blu sul muso? Non so come sia da voi, ma da noi la perfezione costa: una buona paga, e la sicurezza del lavoro». Heinz, 31 anni, operaio Bmw, marito e padre di due bimbe alla periferia industriale di Monaco, sa quel che dice. «Più produttività?», incalza al telefono Gerd, 27 anni, scapolo di Wolfsburg, uno dei tanti che montano la Golf sognata dai giovani in tutto il mondo. «Noi la garantiamo, e abbiamo rinunciato alla voglia di aumenti continui. Ma in cambio il posto è sicuro. E 2.700 lordi alla catena di montaggio non sono pochi». Germania dell' auto, freddo autunno del 2010: qui la classe operaia non sogna d' andare in paradiso: è già piccola borghesia. Con la IgMetall come sindacato fortissimo, quasi una Confindustria dei Cipputi. Visto da qui, il dibattito aperto da Marchionne sembra cronaca da un altro mondo. Un freddo quasi da annuncio d' inverno russo, nella pianura bassosàssone, gela la Wolfsburg di fine ottobre. Al telefono ascolto gli operai di Volkswagen e Bmw. Il numero uno europeo dei generalisti, ma con in tasca marchi di lusso da far invidia, e il campione mondiale del premium. Sentiamo come i loro operai vivono e fanno i conti a ogni fine mese. «Con l' inizio della crisi internazionale», racconta Heinz, «arrivò la paura anche da noi. Vendite in crollo, parcheggi pieni di auto invendute. Col padrone per fortuna riuscimmo a negoziare, "loro" furono negoziatori duri ma anche partner capaci di ascoltare. Orario corto, meglio della cassa integrazione. Niente più straordinari, per molti rinuncia alla tredicesima. Accettammo di spostarci a rotazione tra Monaco, Dingolfing e Ratisbona, dove sorgono i tre grandi impianti, per dare più lavoro dove più serviva. Ma niente "taglio di esuberi", come si dice da voi». Governare insieme la nave nella tempesta fu più facile, con alle spalle decenni di concertazione inventata qui. «Adesso è cambiata la musica», spiega ancora il giovane padre di famiglia bavarese. «Gli impianti lavorano a pieno ritmo, straordinari a non finire». Ma la borghesia operaia del Mitteleuropa postmoderno raccoglie com' è giusto i suoi vantaggi. Moderazione salariale sì. «Ma da noi in Volkswagen l' operaio semplice alla catena di montaggio ha 2.750 euro lordi, l' addetto alla manutenzione tra 3.300 e 3.500», mi spiega Gerd. «Certo, il prelievo Irpef è pesante. Però i premi notturno valgono il 45% del salario mensile, altre indennità e il supplemento domenicale esentasse ci regalano un altro 30%. Poi io sono scapolo, ma per chi ha figli il Kindergeld, l' assegno familiare, vale 184 euro mensili per ogni bimbo. Pagare fitti per case belle, o un mutuo per una porzione di villino a schiera, è quotidiano possibile, non sogno. E in ferie da voi o in Francia o Spagna mi fa paura quanto meno posso comprare con un euro, rispetto che a casa». Facciamo i conti, con l' aiuto di un commercialista. All' operaio alla catena di montaggio, se è scapolo, dei 2.750 euro ne restano 1.714, se è sposato senza figli 1.975. All' addetto alla manutenzione dei 3.500 euro da scapolo ne rimangono 2.069, da sposato senza figli 2.377. Più straordinari, notturno, e extra domenicale, più 184 euro mensili per ogni figlio. Appartamenti decorosi in palazzine immerse nel verde a Wolfsburg. Immobili simili o villini a schiera attorno alle tre città della Bmw. «Io sono troppo giovane - racconta Gerd di Wolfsburg - so solo dai racconti dei colleghi anziani del trauma del ' 93, l' accordo salvalavoro, orario corto e molto meno salario per lavorare tutti. Oggi il padrone ha utili per miliardi di euro, le ultime intese sulla moderazione salariale significano in pratica che in cambio è impossibile licenziarci. E con voli low cost o ferie tutto compreso la vacanza di famiglia fuori confine torna possibile. A Mallorca, in Croazia o magari da voi in Italia».

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