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giovedì 21 giugno 2012

Il Tribunale di Roma ha condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano: 145 iscritti alla Fiom dovranno essere assunti nella fabbrica e 19 iscritti al nostro sindacato avranno anche diritto a 3.000 euro ciascuno per danni


Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.


“Il Tribunale di Roma ha riconosciuto un comportamento discriminatorio collettivo della Fiat nello stabilimento di Pomigliano, teso ad escludere dalle assunzioni gli iscritti alla Fiom-Cgil.”
“Infatti ad oggi su oltre 2.000 assunzioni effettuate dalla FIP (Fabbrica Italia Pomigliano) sui 5.000 dipendenti già occupati per lo stabilimento Gian Battista Vico della Fiat nessuno di questi è iscritto alla Fiom.”
“Pertanto il giudice del Tribunale di Roma ha ordinato a FIP di cessare il comportamento discriminatorio e di rimuoverne gli effetti attraverso l’assunzione di 145 lavoratori e lavoratrici iscritti alla Fiom-Cgil e di mantenere nel prosieguo delle operazioni di riassunzione del personale a Pomigliano la non discriminazione nei confronti degli iscritti Fiom.”
“E’ l’ennesima conferma che la Fiat nel nostro Paese si sta muovendo al di fuori di qualsiasi regola di legalità e di rispetto dei principi della nostra Costituzione.”
“E’ necessario che il Governo, il Parlamento, le forze politiche intervengano immediatamente per ripristinare in tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat l’esercizio delle libertà sindacali e dei diritti delle persone che lavorano e per rendere certo il futuro industriale, produttivo ed occupazionale del Gruppo Fiat in Italia.”
“La Fiom considera di fondamentale importanza democratica la sentenza del Tribunale di Roma, che riafferma il principio di eguaglianza e di non discriminazione.”
“Ringraziamo tutte le iscritte e gli iscritti alla Fiom-Cgil che negli stabilimenti Fiat, nonostante le pressioni e le discriminazioni che stanno subendo, con la loro tenacia e la loro dignità difendono i principi costituzionali e l’idea fondamentale di un lavoro con diritti.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa


mercoledì 20 giugno 2012

SE LA CGIL DICE NO ALLO SCIOPERO GENERALE


di Gianni Rinaldini, Coord.Naz.la CGIL che Vogliamo
da  Il Manifesto, 20.6.2012 

Alla vigilia di un probabile voto di fiducia sul disegno di legge sul mercato del lavoro, ovvero su precarietà, art. 18 e ammortizzatori sociali, la Cgil ha deciso di considerare conclusa questa fase e cambiare pagina per favorire le iniziative unitarie fino ad arrivare a un ipotetico sciopero generale unitario in autunno dai contenuti indefiniti.
E’ stata così cancellata la decisione del precedente comitato direttivo che aveva proclamato 16 ore di sciopero, 8 ore a livello territoriale e 8 ore per lo sciopero generale, contro il ddl sul mercato del lavoro e per riaprire la questione previdenziale.
La segreteria ha gestito quel mandato in modo tale da evitare l’apertura di un conflitto con il governo nel corso dei lavori del Senato, fino alla paradossale decisione alla vigilia dell’atto parlamentare conclusivo di mettere a disposizione le 8 ore di sciopero per le future iniziative unitarie, di cui non si conoscono i contenuti.
Nel frattempo il ddl è stato ulteriormente peggiorato.
Un vero e proprio ribaltamento, che svela una totale mancanza di trasparenza nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno scioperato e manifestato nel corso di queste settimane, senza che il gruppo dirigente della Cgil avesse il pudore di dire esplicitamente che stava operando in tutt’altra direzione, a partire dal comunicato della segreteria che considerava positiva la soluzione del nuovo art. 14 che cancella di fatto l’art. 18.
Per questa ragione come Coordinatore dell’area di minoranza ho annunciato la nostra non partecipazione al voto del direttivo perché non è accettabile che l’organizzazione venga gestita in violazione delle più elementari regole democratiche.
Se queste erano le intenzioni, il gruppo dirigente aveva il dovere di esplicitarle convocando il direttivo in tempi utili per confermare o disdire lo sciopero generale della Cgil e non convocarlo alla vigilia dell’ultimo passaggio parlamentare.
Questa deriva nella vita interna della Cgil è l’ultimo atto in ordine di tempo di una gestione dell’organizzazione sconosciuta nella mia lunga esperienza sindacale.
Una gestione dove si sostituisce l’autoritarismo all’autorevolezza di un gruppo dirigente.
Vengono ridotti, in alcuni casi annullati, gli spazi democratici di confronto e di discussione con la pratica di accordi sottoscritti dalla segreteria e il pronunciamento successivo del direttivo che assume ogni volta il significato del voto di fiducia al segretario generale, pensando cosi di mettere a tacere la dialettica interna, che esiste nella Organizzazione, e che va ben oltre il rapporto congressuale maggioranza e minoranza.
La stessa consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, quando si realizza come sull’accordo del 28 giugno, non ha alcuna possibilità di svolgimento e verifica democratica correndo il rischio di svilire lo strumento della democrazia.
Resta il fatto che in questi mesi il governo ha utilizzato la crisi per ridisegnare l’intero assetto sociale del nostro Paese: sistema previdenziale, precarietà, art.18 e tutela nel lavoro e ammortizzatori sociali, nell’assenza di una reale iniziativa di contrasto da parte della Cgil, a differenza di ciò che accade negli altri paesi europei.
La mobilitazione cresciuta negli ultimi mesi, anche in previsione dello sciopero generale annunciato, è stata smontata in primo luogo dalla stessa Cgil, gli stessi scioperi da proclamare localmente si sono svolti soltanto in alcuni territori, isolando nella pratica l’iniziativa e la generosità dei metalmeccanici.
In questo modo si è consegnato alla mediazione tra le forze politiche la definizione di questioni sociali che avranno un effetto devastante sulla condizione di lavoro e di vita di milioni di lavoratori, precari e pensionati.
I rapporti unitari, per essere ricostruiti, devono svilupparsi in assoluta chiarezza delle reciproche posizioni.
Affermare che non è possibile proclamare lo sciopero generale come Cgil perché in questo modo non si favorisce la crescita dei rapporti unitari, ovviamente su altre questioni, e non su quelle che ho prima richiamato, significa associare alla subalternità alle forze politiche, la subalternità alle altre organizzazioni sindacali.
Un vero capolavoro.
Infine, il documento finale del direttivo nazionale richiama l’importanza della manifestazione unitaria del 2 luglio in Campania, mentre negli stabilimenti Fiat le lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil non vengono assunti a Pomigliano.
Esiste un problema democratico non eludibile che va ben oltre l’accordo del 28 giugno 2011, e riguarda il ripristino di elementari diritti fondamentali, come il fatto che una organizzazione sindacale non può essere espulsa dagli stabilimenti.
Questo è un aspetto preliminare nel rapporto con Cisl e Uil che non può essere condizionato ad alcun altro aspetto di natura contrattuale e/o di accordi sindacali perché riguarda la democrazia nel nostro paese, e qualsiasi cedimento su questo versante assume il significato della collusione.
La crisi della rappresentanza politica non è cosa diversa dalla crisi della rappresentanza sociale.
Non aprire un confronto a tutto campo che abbia la valenza di un Congresso straordinario temo che preluda a una deriva preoccupante della Cgil, della funzione e del ruolo delle organizzazioni sindacali.
Tutto ciò avviene mentre il disagio sociale cresce paurosamente con un impasto di rabbia, frustrazione e rassegnazione che non trovano oggi alcuna rappresentanza portatrice di un segnale di speranza per il futuro.
Quella che viene chiamata antipolitica fa parte dell’umore popolare di cui anche noi portiamo responsabilità. E’ da qui che dovrebbe partire la discussione.

domenica 17 giugno 2012

MARTEDI' 12 GIUGNO
1 ORA DI SCIOPERO IN ASSEMBLEA
ritrovo davanti ai cancelli
I LAVORATORI DEVONO SAPERE

Siamo ben consapevoli del difficile momento delle lavoratrici e dei lavoratori presenti nel nostro territorio e a livello nazionale.
La crisi mascherata e portata avanti da MONTI e dal trio delle meraviglie BERSANI ALFANO CASINI risulta tragica e quasi mortale per quasi tutti i lavoratori…Ma no per tecnici, sobri, evasori e scusate il termine paraculati del potere,mettendo in conflitto quella parte d’ Italia sana e meritevole di politica e riforme serie per la crescita.
La vera priorità sia economica e sociale del paese è riunire ed estendere i diritti a tutti i lavoratori,per difendere l’occupazione, superare la precarietà e creare nuovi posti di lavoro.

Chiediamo al Parlamento di annullare le leggi che mettono in discussione i diritti e la democrazia nei luoghi di lavoro e il diritto alla contrattazione collettiva a partire alla cancellazione dell’art. 8 della manovra Berlusconi – Sacconi che permette di derogare ai contratti nazionali.

Chiediamo una legge sulla rappresentanza, che garantisca il pluralismo sindacale e rappresentativo, previsto dalla nostra Costituzione.

Dobbiamo salvare e salvaguardare l’ art. 18 e la dignità nei posti di lavoro

Dobbiamo modificare il disegno di legge sul mercato del lavoro amato e osannato dalla nostra piccola Ministra Fornero, che in realtà non risolve il problema della flessibilità del lavoro in entrata e riduce gli ammortizzatori sociali rendendo il futuro del nostro paese ancora più incerto e pericoloso.

Contrastare con forza la precarietà modificando la controriforma delle pensioni garantendo il diritto alla pensione a partire dai lavoratori esodati, senza lavoro e senza pensione.

Riconquistare il Contratto nazionale

Per tutte queste ragioni la Rsu della Fiom Cgil Cnh di Jesi proclama

Un’ora di sciopero in assemblea martedì 12 giugno dalle 9,30 alle 10,30 e dalle 15,30 alle 16,30 di fronte ai cancelli dello stabilimento, alla presenza del Segretario Regionale della FIOM Giuseppe Ciarrocchi, per confrontarci sul percorso futuro della FIOM che certamente non demorde e continua a resistere nonostante tutto il mondo politico e sindacale sia contrario alle nostre scelte, iniziative e mobilitazioni.

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE
 Si auspica la massima partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori allo sciopero


Jesi, 18/06/2012                                                                  La RSU FIOM CGIL CNH

venerdì 15 giugno 2012



La Fiom ha deciso tre giornate di mobilitazione il 13, il 14 e il 15 giugno contro il disegno di legge sul mercato del lavoro in discussione in Parlamento, per la difesa dell’articolo 18, per la democrazia, il contratto, il rispetto dei diritti dei cosiddetti “esodati”, per l’intervento del Governo nelle crisi industriali e un nuovo modello di sviluppo.

sabato 9 giugno 2012


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mercoledì 6 giugno 2012


INCONTRI DI REGIME

Venerdì prossimo 8 Giugno la Fiat incontrerà in stabilimento i sindacalisti appena 
eletti nel voto “farsa” di qualche giorno fa. A dimostrazione dell'anti-sindacalità 
del nuovoContratto Fiat, la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori sarà 
privata della rappresentanza al tavolo con l'Azienda, l'incontro infatti vedrà 
l'esclusione del sindacato maggiormente rappresentativo. Nonostante ciò vorremmo 
esplicitare alcune questioni.

Dopo mesi di silenzio complice di Fim Uilm Fismic e Capi, chiediamo di sapere quali
sono le prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento. Le scelte di Fiat
sui nuovi modelli e su come questa intende mantenere e rafforzare le “produzioni”
attualmente presenti nel sito produttivo jesino.

La paga dei lavoratori del mese scorso è stata una delle più basse di sempre. Un 3°
livello con i turni a raggiunto a malapena i 1300 euro; sintomo inequivocabile che in
Fiat esiste un problema del salario e che il nuovo CCSL non aumenta le buste paga
di chi lavora.
A fronte di questo Fiat Industrial nel 2011 ha conseguito ricavi per un +13,8% 
rispetto all'anno precedente e redistribuito nel 2012 agli azionisti 240 milioni di 
euro, oltre ai famosi soldi dati ai Capi. Ci chiediamo, quanti di quei ricavi saranno 
redistribuiti  ai lavoratori italiani?
Questo tenuto conto del fatto che un operaio della Ww riceverà un Premio di 7500 euro.

Sono mesi che questa Azienda rileva “i tempi” sulle linee e sui sottogruppi.
L'impressione è che alla qualità del trattore e dell'organizzazione del lavoro si 
preferisca unicamente recuperare produttività su “chi fa il trattore”, con il 
classico e desueto taglio dei tempi sulle linee di montaggio.
Ci può essere futuro produttivo se in certe postazioni non c'è nemmeno il tempo 
per andare a pisciare? È questa la via per raggiungere l'argento nel WCM?

La Rsu della Fiom Cgil ritiene ancora una volta necessario che le RSA che ne 
hanno la titolarità convochino le Assemblee per discutere del futuro dello 
stabilimento dell'attacco ai diritti che questo governo ha messo in campo.

p.s. Informiamo le lavoratrici e i lavoratori che in questi giorni i delegati della 
Fiom in fabbrica raccoglieranno soldi che manderemo a chi è stato colpito dal terremoto.



Jesi, 4 Giugno 2012                                      La Rsu della Fiom Cgil

venerdì 1 giugno 2012


Contro riforma del Mercato del Lavoro 

di male in peggio 


Il nuovo testo del Decreto legislativo sulla “riforma  del Mercato del Lavoro” presentato dal Governo  al Parlamento -  che è pure stato sottoposto al voto di fiducia in Senato! - peggiora il già pessimo testo della Ministra Fornero, aggravando quanto era già previsto sul lavoro precario, rendendo ancora più facile licenziare e indebolendo ulteriormente gli ammortizzatori sociali.
Adesso il testo votato al Senato andrà in discussione alla Camera; è necessario mettere in atto, durante l’iter parlamentare, una forte mobilitazione di  tutte e tutti chiedere che il Parlamento NON approvi questo disegno di legge.
Il tanto sbandierato obiettivo del Governo di ridurre la precarietà si è tradotto in un ulteriore peggioramento delle  condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici precarie.
Per i  Contratti di lavoro a termine sono cancellate le causali nelle assunzioni con contratti di lavoro inferiori a 12 mesi  ( il testo della Ministra indicava sei mesi) e inoltre con accordi interconfederali, contratti nazionali di categoria, contratti territoriali e aziendali si può derogare alle causali per tutti i contratti a termine, a prescindere dalla loro durata, fino al 6% dei lavoratori occupati.
Questo significa che il contratto a tempo indeterminato diventa un miraggio!
Per i Lavoratori interinali con contratto a termine la stabilizzazione avverrà solo dopo 36 mesi, ma il loro rapporto di lavoro sarà a tempo indeterminato con le agenzie interinali e non con l’azienda nella quale lavorano.
Per gli Apprendisti: si consente alle aziende di assumere nuovi apprendisti anche se non hanno confermato nessuno dei contratti di apprendistato precedenti, in barba alle percentuali di conferma previste dal CCNL dei metalmeccanici , già ridotte dalla ministra Fornero.
Sui Licenziamenti, non solo si conferma la cancellazione dell’art. 18, per cui di fronte ad un licenziamento illegittimo non è più automatica la reintegrazione nel posto di lavoro, ma sono state date ulteriori possibilità alle aziende per licenziare.
E sugli Ammortizzatori sociali, oltre ad aver cancellato la cassa integrazione per cessazione di attività, la legge 223 e aver ridotto la durata del trattamento di mobilità, hanno anche deciso che le aziende nei prossimi tre anni non dovranno pagare il contributo previsto dal testo della Fornero per i contratti di lavoro a termine. Il che significa che le mancate entrate pari a 7 milioni di euro per ogni anno vengono compensate esclusivamente dai fondi  per il sostegno all'occupazione giovanile e delle donne.
Hanno spiegato che la riforma serviva per estendere a tutti gli ammortizzatori sociali, in realtà hanno deciso di non far pagare le imprese, non estendono gli ammortizzatori e scaricano i costi sui giovani e sulle donne.
Una contro-riforma che riduce le tutele e i diritti, conferma la precarietà, non favorisce l’occupazione.
Facciamo sentire al Governo e al Parlamento il nostro dissenso e la nostra determinazione a:

  • estendere i diritti a chi non li ha,
  • superare la precarietà,
  • contrastare e impedire la manomissione dell’art. 18,
  • annullare gli ultimi interventi sulle pensioni e garantire la pensione a chi ha perso il posto di lavoro e oggi non raggiunge più i requisiti  a causa della riforma.

scendiamo in piazza!

mercoledì 23 maggio 2012

martedì 22 maggio 2012

L'ASSEMBLEA E' UN NOSTRO DIRITTO!


L'assemblea è un diritto sindacale regolato dallo Statuto dei Lavoratori del 1970. E' un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, non una proprietà dei sindacati. Sancisce il diritto di chi lavora a riunirsi per 10 ore annue dentro al proprio luogo di lavoro; per essere informati, per discutere, e per decidere della propria condizione di lavoro e di vita.
Da 5 mesi i sindacati che hanno firmato il Contratto della Fiat tengono i lavoratori della Fiat Cnh di Jesi all'oscuro di tutto. Che sia un incontro con la Direzione, l'articolo 18 o i “tempi” sulle linee di montaggio, per loro tanto è lo stesso: non hanno mai niente da dire. Per la Fiom tutto questo non è più accettabile e attesta invece la gravità di quanto sta accadendo dentro agli stabilimenti Fiat, dove il sindacato più rappresentativo è fuori dai cancelli e quello che firma ha paura a confrontarsi con i lavoratori.

La Rsu della Fiom Cgil ritiene urgente e necessario che le Rsa che hanno la titolarità di indire assemblee retribuite sulla base del “loro CCSL”, le convochino quanto prima. Per discutere di art. 18, delle prospettive su trattori e occpazione dello stabilimento di Jesi, dei problemi che hanno i lavoratori in fabbrica.

Se questo continuerà a non avvenire ci faremo promotori insieme ai lavoratori di una raccolta di firme per far valere quello che è un diritto sacrosanto delle lavoratrici e dei lavoratori.

Jesi, 22 Maggio 2012 La Rsu della Fiom Cgil

martedì 15 maggio 2012

GIOVEDI' 17 MAGGIO: SCIOPERO DI 3 ORE


A seguito della proclamazione dello sciopero della CGIL di Ancona nella zona della Vallesina
Per contrastare la politica del governo iniqua e recessiva che colpisce sempre i lavoratori e i pensionati.
A difesa dell’art. 18, per contrastare la riforma delle pensioni, per non abbandonare gli esodati, ampliare gli ammortizzatori sociali e tutelari i precari.
Per un impegno serio sulla crescita affinchè ci sia un futuro per i nostri giovani.

LA FIOM CGIL DI ANCONA ADERISCE ALLE 3 ORE DI SCIOPERO
DA EFFETTUARSI
AD OGNI FINE TURNO

GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2012

CONCENTRAMENTO PRESSO LA ROTATORIA DEL GLOBO VIA DON MINZONI ORE 10.30