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venerdì 7 febbraio 2014

ASSEMBLEA RETRIBUITA



 

Federazione Impiegati Operai Metallurgici  Ancona

Via I° Maggio, 142/A - 60131 ANCONA / Tel 071/285741 - Fax 071/2857400
e-mail: ancona.categorie@marche.cgil.it

                  
         ASSEMBLEA RETRIBUITA

DI 1 ORA 


Vi comunichiamo che abbiamo fatto la richiesta per tenere l'assemblea retribuita di organizzazione per il giorno

12 FEBBRAIO 2014

nei seguenti orari:

DALLE ORE
ALLE ORE
TURNO
08.30
09.30
1° - CENTRALE - IMPIEGATI
15.45
16.45
21.00
22.00

All’assemblea sarà presente il

SEGRETARIO NAZIONALE GENERALE DELLA FIOM-CGIL

MAURIZIO LANDINI


L’ordine del giorno dell’Assemblea sarà il seguente:

1.)              PRESENTAZIONE E VOTAZIONE DEI DOCUMENTI CONGRESSUALI;

2.)              VARIE ED EVENTUALI.


Jesi, 28 Gennaio 2014                                             la RSA FIOM-CGIL

mercoledì 5 febbraio 2014

NON CAPIAMO.....



La Rsa della Fiom Cgil, dopo la punizione esemplare, adottata dall’Azienda con il licenziamento di un lavoratore, pone  riflessioni e una semplice domanda.
Cosa succede all’interno della nostra fabbrica?

Fim e Uilm hanno risposto che “non capiscono...”. Che non capiscano non è un fatto certamente nuovo, ma la cosa più grave che esprimono nel comunicato, è il fatto che per loro il drammatico epilogo toccato ai due lavoratori  sia normale amministrazione disciplinare, un problema che riguarda solo i diretti interessati; e non segnala invece una questione che ci riguarda tutti.

Il licenziamento è l’atto finale e la sconfitta della gestione e delle politiche Aziendali  di questo stabilimento  e  dei suoi fedeli accompagnatori. Per noi tutto ciò ha bisogno di essere discusso.

In primis, il Wcm, acclamato dal Gruppo  per  la grande capacità di evolvere e crescere insieme, ne è la testimonianza. Esso ha rappresentato una rottura, una divisione fra i lavoratori, una farsa competizione che ha premiato troppo spesso la fedeltà, il servilismo e l’incompetenza.

Non c’e giorno che non assistiamo a momenti di tensione, scontri fra trenini, mancanza di sicurezza, di materiale e attrezzatura, disorganizzazione logistica, problemi irrisolti e scarica barile fra uffici, scaricando a sua volta tutto sulla cosiddetta ultima ruota del carro, i lavoratori.

Riteniamo che tutto ciò vada a incidere fortemente sulle condizioni di lavoro nelle linee, nel relazionarsi fra persone al suo interno, di chi tocca con mano il trattore, nonché nella qualità del trattore stesso e del futuro produttivo della Cnh di Jesi.
Ciò è inaccettabile. L’azienda  oltre a colorare le officine e appendere sempre nuove foto, spostando operai per tali mansioni, (in quel caso lo spostamento è fattibile e veloce), ha l’obbligo di curare con attenzione i propri dipendenti con i preposti presenti e le Risorse Umane.

La Fiom Cgil crede che queste discussioni siano fondamentali per il futuro dello stabilimento di Jesi e di chi ci lavora, proclamando:

Un’ora di Assemblea in sciopero venerdì 7 febbraio
dalle 9.00 alle 10.00  primo turno e centrale
dalle 16,30 alle 17,30  secondo turno
dalle 21 alle 22  terzo turno
Ritrovo davanti la Palazzina.

Jesi,5 febbraio 2014                                                     La Rsa della Fiom Cgil

lunedì 27 gennaio 2014

SI RITIRI IL LICENZIAMENTO



La Rsa della Fiom-Cgil considera ingiusto e sbagliato il licenziamento messo in atto dalla Direzione aziendale nei confronti di un lavoratore reo nei giorni scorsi di aver reagito in malo modo nei confronti di una collega di lavoro.

E' ingiusto innanzitutto perché in passato su fatti molto simili a questo, l'Azienda ha sempre tenuto un comportamento radicalmente differente, non facendo ricorso né alla sospensione cautelare prevista dal CCSL, né tanto meno a provvedimenti pesanti come il licenziamento. Come al solito vengono usati due pesi e due misure, a seconda di chi sono i diretti interessati.

E' sbagliato perché la principale responsabile di quanto accaduto è l'Azienda stessa, che non è mai intervenuta su una tensione tra i due lavoratori, in questo caso entrambi vittime, che da tempo era ormai nota a tutti. Direzione e preposti hanno preferito far degenerare la situazione, fino a che poi non è stato possibile evitare il peggio.

Il lavoratore ha sbagliato, ma ha reagito d'impulso. Non ci pare la stessa cosa che agire razionalmente e volutamente contro qualcuno o qualcosa all'interno della fabbrica. Anche a fronte di ciò il provvedimento che è stato preso ci sembra del tutto smisurato.

Per tutto questo la Rsa della Fiom Cgil chiede il ritiro immediato del licenziamento e un incontro con Fiat capace di rimettere a posto le cose.

Stamattina in risposta all'accaduto c'è stato uno sciopero spontaneo dei lavoratori e delle lavoratrici dalle ore 9.30 alle 10.30 e questa sera si replicherà dalle 16.00 alle 17.00 con ritrovo davanti alla porta dell'officina 1.

Nel frattempo ci dichiariamo sin da subito disponibili a sostenere il lavoratore per far valere il suo diritto alla reintegra e chiediamo alla Fim e alla Uilm di indire immediatamente un'assemblea retribuita per discutere con tutti i lavoratori e le lavoratrici su quanto accaduto e conoscere nel merito la loro posizione.


Jesi, 27 Gennaio 2014                                  La Rsa della Fiom Cgil

domenica 26 gennaio 2014

CONGRESSO


La Rsa della Fiom Cgil comunica ai lavoratori e in particolar modo agli iscritti, che in occasione del XVII Congresso della Cgil che si concluderà nel mese di Maggio a Rimini, nei giorni a venire saranno appesi in bacheca volantini e materiali dei documenti congressuali “Il lavoro decide il futuro” (prima firmataria Susanna Camusso) e “Il sindacato è un'altra cosa” (primo firmatario Giorgio Cremaschi), nonché gli emendamenti presentati al primo documento da Maurizio Landini.

Il nostro auspicio è che gli iscritti possano arrivare al voto congressuale con la massima libertà e consapevolezza possibile, consultazione che organizzeremo nella metà di Febbraio, subito dopo l'assemblea retribuita che la nostra organizzazione terrà in fabbrica con la presenza dello stesso Maurizio Landini.

La Rsa della Fiom Cgil coglie l'occasione per manifestare la propria contrarietà in merito al “Testo unico sulla rappresentanza Confindustria, Cgil, Cisl e Uil” firmato il 10 Gennaio scorso che limita con le sanzioni le libertà sindacali dentro le fabbriche.

Jesi, 20 Gennaio 2014 La Rsa della Fiom Cgil

sabato 4 gennaio 2014

INTERVISTA A MAURIZIO LANDINI SU FIAT

TORINO  -  Non c'è più tempo da perdere: "Entro gennaio Letta deve convocare allo stesso tavolo Fiat e sindacati. Nelle prossime settimane il Lingotto deciderà dove mettere la sede, la quotazione, i centri di ricerca e le produzioni del gruppo. L'Italia non può stare a guardare". Maurizio Landini è preoccupato: "L'accordo sul 100% di Chrysler ha accelerato lo scenario".

Landini, non vede aspetti positivi nell'intesa?
"Certo. Marchionne può dire con orgoglio "missione compiuta". Lui è riuscito a creare un grande gruppo globale e gli Agnelli sono riusciti a diventare gli azionisti di quel gruppo senza spendere molto. Ma ai lavoratori italiani che cosa resta?".

Non crede che sarebbe stato peggio per i lavoratori italiani se quell'accordo non fosse stato fatto?
"Sarebbe stato peggio. Ma non era una ipotesi plausibile. Avevo parlato anche recentemente con Bob King, il leader del sindacato Chrysler. E lui mi aveva garantito che non era intenzione del fondo Veba rimanere azionista a Detroit. Il loro obiettivo era massimizzare il valore della quota e questo sono riusciti a fare. Volevano 5 miliardi di dollari, ne hanno portati a casa 4,3. Mi sembra un ottimo risultato per loro".

Ora che si arriva alla fusione, ci saranno i soldi per gli investimenti in Italia, non crede?
"Ora che si arriva alla fusione si aprirà una fase di ristrutturazione complessiva del gruppo. Si dovrà decidere dove mettere le produzioni, con quali centri di progettazione, con quali centri direzionali, con quali sedi legali e anche dove quotare la nuova società. Nella trattativa con il sindacato americano, così com'era accaduto all'epoca del fallimento pilotato con i governi di Usa e Canada, Marchionne ha dovuto prendere impegni. In Italia in questi anni nessuno ha mai saputo, o voluto, mettere Marchionne nella condizione di prendere impegni precisi. Ora si apre l'ultima possibilità. Ma non basta che un ministro apra un tavolo. È necessario che sia Enrico Letta in persona a prendere l'iniziativa".

I sindacati che hanno firmato in questi anni gli accordi con la Fiat dicono che senza le loro firme oggi l'azienda sarebbe già fuori dall'Italia. Che cosa risponde?
"Non rispondo io. Ha risposto la Corte Costituzionale spiegando che quegli accordi, nella parte in cui tendevano a escludere dalla fabbrica i sindacati non graditi all'azienda, erano illegittimi. Sarebbe ora di voltare davvero pagina. Anche la Fiat dovrebbe ammettere tutti i sindacati alla stessa trattativa e non continuare con la pratica, illegittima dei tavoli divisi".

Che cosa significa voltare pagina?
"Significa ottenere impegni precisi dall'azienda. Noi abbiamo sempre preso sul serio quel che dice Marchionne".

Ha annunciato un nuovo piano modelli per aprile.
"Vedremo il piano e vedremo quali impegni si assumerà Marchionne per l'Italia. Dopo il precedente di Fabbrica Italia, ogni sindacalista dovrebbe essere prudente di fronte agli annunci del Lingotto. Con i sindacati americani Marchionne ha preso impegni precisi sulle produzioni. Ci aspettiamo che lo faccia anche in Italia".

Perché dice che il tempo stringe? Perché secondo lei gennaio è decisivo? Anche lei, come Renzi, tira la giacca a Letta perché acceleri le decisioni?
"Il mondo va veloce. Nei giorni scorsi parlavo con il sindacato dei metalmeccanici tedeschi, che è nel consiglio di amministrazione di Volkswagen. Stanno discutendo il varo di un piano di investimenti da 50-60 miliardi di euro. Queste sono le dimensioni con cui la Fiat deve confrontarsi".

Con Marchionne vi siete sentiti a fine anno?"No. In quelle ore era troppo impegnato con Bob King".

Una scenata di gelosia?"No di certo. Bob King sarà ospite in aprile al nostro congresso. E con la Fiat ci incontreremo il 9 gennaio".


(04 gennaio 2014)

martedì 17 dicembre 2013

COMUNICATO SINDACALE


La RSA della Fiom Cgil giudica inaccettabile e antisindacale l'atteggiamento tenuto dalla Direzione Aziendale nei confronti dei lavoratori della linea TK in officina 1 , colpevoli secondo l'azienda, di aver scioperato giovedì 12 Dicembre. Quegli stessi lavoratori, sulla cui linea il sabato seguente Fiat ha comandato lo straordinario produttivo, sono stati fatti restare a casa tutti, e sostituiti con altri lavoratori dell' officina 2 che da mesi non lavoravano più su quelle postazioni.

Invece che mettere in campo politiche antisindacali contro lavoratori che liberamente esercitano un loro diritto sancito dalla Costituzione, sarebbe ora che questa Azienda cominciasse a preoccuparsi di come far meglio i trattori, visto il calo di immagine dello stabilimento avutosi negli ultimi anni.

Ancora meglio sarebbe se all'interno della fabbrica si iniziassero a premiare le competenze o le capacità di chi lavora, piuttosto che la fedeltà aziendale o la parentela. Magari ci sarebbero meno incompleti sui piazzali.

Alla stessa maniera la Rsa della Fiom Cgil contesta le postazioni 1-3 e 4 della linea C2 delle Cabine perché contenenti tempi e mansioni che spaccano le schiene di chi ci lavora. 
Chiediamo un incontro in merito e interventi dei preposti aziendali sull'organizzazione del lavoro, capaci di impedire danni irreparabili al fsico delle persone che ci lavorano.

Informiamo i lavoratori che nei prossimi mesi ci renderemo disponibili ad affrontare un tema, quello della condizione di lavoro sulle linee, su cui nessuna della Rsa frmataria da due anni dice una sola parola.

Jesi, 17 Dicembre 2013 La Rsa della Fiom Cgil


venerdì 13 dicembre 2013

ROMA, 12 DICEMBRE 2013

UN GRANDE GRAZIE AI LAVORATORI DELLA CNH DI JESI CHE NON HANNO MAI SMESSO DI LOTTARE 

martedì 10 dicembre 2013

GIOVEDI' 12 DICEMBRE, SCIOPERO DI 8 ORE


Mercoledì 11 e Giovedì 12 Dicembre la Fiom Nazionale ha indetto due giorni di mobilitazione no stop a Roma davanti Palazzo Chigi, contro lo smantellamento oggi in atto in tutti i maggiori gruppi industriali del Paese.

Fiat, Indesit, Electrolux, Ilva, Ansaldo o Fincantieri per citarne alcuni, stanno privatizzando o portando le produzioni all'estero mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. 

Dall'informatica alla siderurgia, passando per il settore metalmeccanico, viene messo in discussione l'intero sistema industriale del Paese.

Il tutto sotto gli occhi di un governo incapace di attuare una politica industriale che in Italia manca da vent'anni.

C'entra qualcosa la Cnh di Jesi in tutto questo? C'entra e anche molto.

Se Fiat investe meno in Italia, nell'auto come nei camion o nei trattori, se la testa dell'azienda come le produzioni vengono destinate sempre più fuori dall'Italia, prima o poi ricadute in termini di perdita di posti di lavoro potrebbero aversi anche nel nostro stabilimento. Tra l'altro i numeri annunciati dall'azienda per il prossimo anno lasciano tutt'altro che tranquilli.

Per questo crediamo che come per la Fiat e lo stesso per gli altri settori industriali, serva oggi più che mai un intervento del governo capace di rimettere al centro dell'agenda politica e istituzionale la difesa del lavoro e le politiche industriali. 

Chiederemo che vengano stanziati soldi pubblici per le aziende che non licenziano e che mantengono le produzioni in Italia, che vengano rifinanziati gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà, che non si avviino le privatizzazioni del patrimonio industriale pubblico che tanti danni hanno prodotto in passato.

ADERISCI ALLO SCIOPERO 
DIFENDI IL LAVORO
PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE A ROMA
partenza in pullman da Porta Valle alle ore 4.15 per Roma

La Rsa della Fiom Cgil

venerdì 6 dicembre 2013


La Fiom dà il suo ultimo saluto a Nelson Mandela 
Non dimenticheremo mai il tuo esempio nella lotta per la libertà, i diritti, la dignità dell'uomo.
Nei momenti difficili della nostra azione e delle nostre lotte terremo a mente le tue parole:
un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”
 
Ciao Madiba