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sabato 16 luglio 2011



I giudici: Accordo Pomigliano legittimo ma Fiat "antisindacale"



Fiat non può estromettere Fiom-Cgil dalla rappresentanza nella newco campana anche se non ha firmato l'accordo

I giudici: Accordo Pomigliano legittimo ma Fiat


Torino, 16 lug.  - L'accordo di Pomigliano è "legittimo" ma la Fiat ha messo in atto una "condotta antisindacale" violando l'art. 28 dello Statuto dei lavoratori: lo dice la sentenza del Tribunale di Torino, in seguito al ricorso della Fiom-Cgil contro Fabbrica Italia-Pomigliano, la newco creata dalla Fiat all'interno del piano di rilancio dell'azienda. Di conseguenza l'accordo è valido ma Fiat non può estromettere la Fiom dalla rappresentanza in fabbrica.

Con la sentenza il giudice Vincenzo Ciocchetti ha dichiarato "antisindacale" la condotta di Fiat Spa, Fiat Group Automobiles e Fabbrica Italia Pomigliano Spa, perchè ha determinato l'estromissione dal sito produttivo campano di Fiom-Cgil. 



La Fiat è stata condannata per comportamento antisindacale e questo è un fatto significativo». Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. «Da tempo - aggiunge - avevamo denunciato che l'esclusione della Fiom dagli stabilimento Fiat era illegittima. Dobbiamo leggere il dispositivo della sentenza, dopodiché valuteremo se avviare delle cause individuali dei singoli lavoratori». «Non credo che faremo ricorso», ha spiegato l'avvocato Nanni Alleva della Fiom Cgil. «Più che un ricorso - ha spiegato il legale - faremo in modo di fare accertare la violazione dell'articolo 2112 del codice civile che dice che non si può frazionare il rapporto di lavoro».
«Più che ricorsi collettivi - ha ancora detto l'avvocato - potranno esservi ricorsi individuali allo scopo di accertare che il rapporto di lavoro non è frazionabile» «La causa l'abbiamo vinta noi - ha aggiunto - perchè la Fiom rientra in Fabbrica Italiana Pomigliano a vele spiegate mentre altre organizzazioni sindacali si erano impegnate a non scioperare. Noi invece abbiamo dimostrato che lo poss
iamo fare»


venerdì 15 luglio 2011


Fiat, grande adesione a sciopero per premio risultato

La 
Fiom 
"esprime viva soddisfazione per la riuscita dello 
sciopero di oggi in tutto il Gruppo Fiat
, contro la mancata erogazione del saldo del
 premio di risultato
 alle lavoratrici e ai lavoratori". Lo dichiara il coordinatore nazionale del gruppo, Enzo Masini.
"Negli stabilimenti interessati allo sciopero l’adesione ha superato complessivamente il 50% fra il personale operaio, con punte del 70% alla Fpt di Foggia e dell’80% alla Sevel, all’Iveco di Suzzara, all’Iveco di Pregnana, alla Marelli di Crevalcore, Corbetta, Tolmezzo e Sulmona. Sulmona, che aveva già scioperato mercoledì scorso, ha visto un’adesione al 95%. Gli stabilimenti Iveco di Brescia, la Sata di Melfi e la Cnh di Iesi sciopereranno per lo stesso motivo la prossima settimana".
"L’adesione così importante dei lavoratori -
 a suo avviso - conferma la giustezza delle scelte della Fiom, mentre le altre organizzazioni sindacali Fim e Uilm, in molte realtà non hanno neppure attuato le 4 ore stabilite nazionalmente dalle loro organizzazioni sindacali".
"La riuscita di questo sciopero nel Gruppo, con un’adesione così importante, deve portare l'azienda a ripensare al proprio comportamento, sia in termini di difesa dei livelli occupazionali – a partire dall’annuncio della chiusura di Termini Imerese e della Irisbus di Grottaminarda (Avellino) – sia riconoscendo alle lavoratrici e ai lavoratori un saldo del Premio di Risultato adeguato ai sacrifici che questi stanno facendo - conclude Masini -, a fronte di una crisi che, per le scelte del gruppo dirigente della Fiat, permane molto acuta nel nostro paese".

15 luglio 2011

mercoledì 13 luglio 2011


UNA SCELTA COERENTE

Nei giorni scorsi la RSU della Fiom ha fatto presente alla RSU di Fim e Uilm della necessità di indire Assemblee per spiegare ragioni e modalità dello sciopero/i indetti dalle rispettive segreterie nazionali sul PdR 2011 che Fiat non intende pagare. La risposta non si è fatta attendere:

1.    Fim e Uilm rifiutano per l’ennesima volta il confronto in Assemblea con i lavoratori, ricordiamo che le assemblee non sono proprietà delle organizzazioni sindacali, ma un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, alle O.O.S.S. spetta di indirle.

2.    Fim e Uilm tradiscono il mandato datoci dalle assemblee del 29 Giugno scorso in cui unitariamente scioperammo e adesso a distanza di due settimane, in maniera unilaterale e non unitaria, di fatto rompendo l’unità sindacale sulla questione del salario aziendale, proclamano altre 4 ore non tentando nemmeno di trovare una data comune alle iniziative, in un momento in cui i lavoratori hanno bisogno di tutto, meno che del caos sindacale. Alla FIOM non la si invita tramite volantino a fare lo sciopero, lo si concorda prima.

3.    Poi c’è l’importante questione sul merito dello sciopero. Non si capisce dai comunicati Fim e Uilm Nazionali se indicono 4 ore per il PdR del prossimo anno o quello invece che spetta ai lavoratori a Luglio di quest’anno, e che fa riferimento ai guadagni che CNH ha realizzato nel 2010 e che Fiat beffardamente ha redistribuito a Azionisti, Capi e Capetti con cifre che vanno dalle 3000 alle 20000 euro su tutto il Gruppo, e facendo invece pagare tutta la crisi a chi da tre anni i trattori li produce con il sudore e la fatica. Tutte scelte che a noi paiono gravi e irresponsabili.

I lavoratori dello stabilimento CNH di Jesi, dalle Assemblee e con lo sciopero unitario del 29 Giugno, hanno detto in maniera chiara e inequivocabile che bisogna porre sin da subito LA QUESTIONE DEL SALDO DEL PREMIO DI RISULTATO DI LUGLIO 2011, e che su quella stessa questione occorre dare continuità.
E’ per questo che già da Settembre prossimo la Fiom si è impegnata con il proprio coordinatore nazionale del gruppo Fiat e la segreteria nazionale e regionale, a mettere in piedi un coordinamento di Fiat Industrial capace di porre al centro la questione del salario aziendale.
Per questo la RSU della FIOM proclama per lunedì 18 Luglio 1 ora di Assemblea in sciopero con le lavoratrici e i lavoratori in cui spiegheremo i motivi di questa scelta e concorderemo le modalità della mobilitazione.
Invitiamo le maestranze alla massima partecipazione.


1° turno e centrale: dalle 9 alle 10;
2° turno: dalle 17 alle 18;
3° turno: dalle 21 alle 22. 
Ritrovo alla porta dell’officina 1



Jesi, 13 Luglio 2011                       La RSU della FIOM-CGIL

martedì 12 luglio 2011

conferenza stampa FIOM su Pdr FIAT


Watch live streaming video from fiomnet at livestream.com

Fiat Spa e Fiat Industrial devono pagare il saldo del premio


In molti stabilimenti del gruppo, nei giorni scorsi, si sono stati scioperi con grandi adesioni, promossi unitariamente dalle RSU o dai delegati FIOM, contro il mancato pagamento del saldo del Premio di Risultato. 

Le lavoratrici e i lavoratori non accettano che mentre si erogano centinaia di
milioni agli azionisti e si danno migliaia di euro ai capi e capetti si continui a negare quanto dovuto a che produce e paga il prezzo più alto della crisi.

Finalmente anche FIM e UILM Nazionali se ne sono accorti. Come FIOM avevamo proposto di dare una risposta unitaria all' arroganza della FIAT chiedendo che fossero chiare le rivendicazioni:
tutte le società Fiat devono pagare il saldo adesso
non bastano poche ore di sciopero al solo fine di fare "sfogare" i lavoratori
•       va respinta la minaccia della Fiat di far uscire tutte le sue società dal Contratto Nazionale
il Contratto Nazionale va difeso e le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a un Contratto Integrativo per migliorare il salario e le loro condizioni (con loro da discutere e decidere).

Purtroppo queste condizioni unitarie non ci sono. FIM e UILM, nei fatti con il loro comportamento, continuano ad assecondare la volontà della FIAT di negare i diritti dei lavoratori estendendo a tutti le condizioni degli "Accordi" di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco.

VENERDI’ 15 LUGLIO 2011 8 ORE DI SCIOPERO NAZIONALE (per turno) in tutte le società, gli stabilimenti
di Fiat Spa e Fiat Industrial
(in caso di concomitanza con la cassa integrazione lo sciopero potrà essere spostato su decisione dei delegati Fiom)
per il saldo ora del premio per i diritti dei lavoratori

lunedì 4 luglio 2011

     
                                  FIOM CGIL DI ANCONA
AREA LA CGIL CHE VOGLIAMO
ORGANIZZANO
PRESSO L’AUDITORIUM
FIERA DELLA PESCA DI ANCONA
(Zona Mandracchio)


VENERDI’ 8 LUGLIO 2011
ORE 16.30
ASSEMBLEA PUBBLICA


SUL TEMA
"GELSOMINI O GAROFANI
IL FIORE DELLA DEMOCRAZIA"


CON LA PARTECIPAZIONE
DEL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE FIOM
MAURIZIO LANDINI


SI DISCUTERA’ DI DIRITTI, DEMOCRAZIA, CONTRATTI A PARTIRE DALL’ACCORDO CONFINDUSTRIA CGIL CISL E UIL DEL 28 GIUGNO


L’ASSEMBLEA SARA’ APERTA ALLA PARTECIPAZIONE DELLE R.S.U., DI TUTTI I LAVORATORI E LAVORATRICI DI OGNI CATEGORIA, DEGLI STUDENTI, DEI MOVIMENTI, DELLE ASSOCIAZIONE E DEI PARTITI POLITICI

giovedì 30 giugno 2011

Comitato Centrale Fiom Cgil
30 giugno 2011


Ordine del giorno:
Il Comitato Centrale della Fiom-Cgil approva la relazione del Segretario generale della Fiom.
Il Comitato Centrale dà mandato al Segretario generale di rappresentare al Comitato Direttivo della Cgil, oltre al giudizio sull’accordo, nel rispetto dello Statuto della Fiom in merito alla democrazia sindacale la seguente posizione:
1) Lo svolgimento di una consultazione delle iscritte e degli iscritti alla Cgil interessati dall’intesa Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, attraverso il loro pronunciamento vincolante con voto certificato, come previsto dall’articolo 6 dello Statuto Cgil.
2) La sospensione della firma fino all’esito finale della consultazione.
3) La realizzazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro nel corso delle quali dovranno essere rappresentati e illustrati i contenuti e i diversi giudizi sull’accordo.Sulla base delle decisioni assunte dal Comitato Centrale del 30 maggio 2011 l’organizzazione è impegnata ad ogni livello per la costruzione della Piattaforma per il rinnovo del Ccnl che sarà varata dall’Assemblea nazionale Fiom il 22 e 23 settembre e sarà sottoposta a approvazione dalle lavoratrici e dai lavoratori con un voto referendari.
                                                                                      
Relazione introduttiva di Maurizio Landini                                                                                                                         Approvato all’unanimità

                                                          

CNH JESI - 3 ORE E MEZZO DI SCIOPERO PER IL PREMIO DI RISULTATO 2011

Ieri 29 Giugno 2011 le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento CNH di Jesi si sono fermati in sciopero (hanno aderito tutte le sigle sindacali) con una adesione che è andata oltre il 75%, per 3 ore e mezzo alla fne di ogni turno lavorativo, in dissenso e per cambiare la scelta di Fiat Industrial di non elargire alcun euro a saldo del Premio di Risultato sulle buste paga di Luglio.
Dopo tre anni di crisi CNH realizza utili (quelli del 2010 doppi rispetto a quelli del 2009), spartisce dividendi e dà nelle mani dei Professional dello stabilimento (dal 6° quadro in su) dai 4 ai 7 mila euro a testa, a seguito degli obiettivi raggiunti.
Ciò avviene grazie al sudore e alla fatica di chi da tre anni tutti i giorni, paga col proprio salario tutta la crisi , e a cui ingiustamente non viene riconosciuto nulla: ammonterebbero infatti a oltre 5000 euro i soldi sottratti ai lavoratori dalla CIGO e dal mancato riconoscimento del saldo PdR, se Fiat confermasse la scelta anche quest'anno. Oltre al danno, la beffa!
Dalle assemblee è emersa invece la necessità di un Coordinamento tra i vari stabilimenti di Fiat Industrial capace portare avanti assieme e rimettere al centro la questione del salario aziendale. Chiediamo quindi con forza la convocazione di un tavolo con Fiat che prenda in seria considerazione ciò che non è più rinviabile: il saldo del premio di risultato a Luglio 2011.

Jesi, 30 Giugno 2011    La RSU della Fiom Cgil di Jesi

ACCORDO EPOCALE di Loris Campetti - il manifesto -

Adesso non potrà più dire che mentre in America lo osannano qui in Italia gli tirano i gatti morti sul finestrino. Adesso anche da noi qualcuno lo ama. Sergio Marchionne, filosofo del Dopo Cristo, ha vinto su tutta la linea. Dopo aver cooptato Cisl e Uil alla sua corte, dopo aver dettato le regole alla Confindustria con un ricatto - o cambiate tutto come dico io o vi saluto - analogo a quello a cui sono stati sottoposti gli operai di Pomigliano - o rinunciate a diritti e dignità o chiudo e vi mando tutti a spasso - l'amministratore delegato della Chrysler-Fiat ha sbancato anche in Corso d'Italia. Incassa la resa della Cgil guidata da Susanna Camusso.

Adesso i contratti nazionali sono derogabili dunque non esistono più, siglando così la fine del basilare principio di solidarietà che ha regolato il lavoro nel secondo dopoguerra del Novecento. Adesso gli operai non possono più votare gli accordi e i contratti, firmati per loro conto da apparati sindacali sempre più organici al blocco di regime e dunque sempre meno sindacati. Adesso gli operai non possono scioperare, essendo stata sancita una «tregua». Come se il crollo di vendite di automobili Fiat in Italia e in Europa dipendesse da chi lavora alla catena di montaggio di Mirafiori o di Pomigliano, come se le tute blu avessero le braccia conserte per dimostrare la loro novecentesca aggressività e non perché non hanno nulla da costruire.
Tutto questo è avvenuto a Roma, nella dependance della Confindustria su cui erano puntati gli occhi dei lavoratori e di tutti quei cittadini e quelle cittadine che, insieme alla Fiom, avevano alzato il vento democratico del cambiamento. Adesso la strada si fa difficile e bisognerà riprendere a pedalare in salita tra le secchiate non di acqua rinfrescante ma di fango. Si è chiusa un'epoca, gridano gioiosi padroni e sindacati, plaudono i ministri, va fuori dalle righe persino il normalmente sobrio Sole 24 Ore, organo dei confindustriali che spara «Una firma per un'epoca nuova». Il Pd è contento, ma pensa un po'.
Siamo alla fine della storia? Lasciamo in pace Fukuyama, la storia non procede mai in modo rettilineo. Tra le parole di un accordo scritto nel fango e la realtà c'è di mezzo una variabile: le persone in carne e ossa, i lavoratori e tutti quelli che pensano al lavoro come a un bene comune e che non sono soli, hanno dalla loro la Fiom che «resiste ora e sempre all'invasore» come il villaggio gallico di Asterix e Obelix. Resiste e scompagina le carte ricordando a potenti e poveracci che ci sono diritti intangibili validi per tutti (sennò si trasformano in privilegi) che la dignità delle persone viene prima dei profitti. Bisognerà tenere i nervi a posto, tutti quelli che non intendono adeguarsi al modello sociale imposto da Marchionne dovranno tenere i nervi a posto. Perché la storia continua. La generosa battaglia della Fiom è una battaglia per la democrazia, perciò è una battaglia generale. Ma la Fiom, e gli operai, da soli non ce la possono fare. Non dobbiamo lasciarli soli.

martedì 28 giugno 2011

LA FIOM A CENA

La FIOM-CGIL comunica ai lavoratori della Fiat CNH che nella sera di Venerdì 1 Luglio in Zona Minonna a Jesi (nel parco adiacente la Chiesa) si terrà una cena conviviale a base di carne e buon Verdicchio.
Sono invitati tutti gli iscritti, i simpatizzanti, e tutti coloro che vorranno partecipare e che da sempre accompagnano la nostra organizzazione all'interno dello stabilimento.
Il ritrovo sarà previsto per le ore 20-20,30 in modo da permettere l'arrivo anche a chi fa il turno di pomeriggio.
La serata vedrà la presenza del segretario regionale della FIOM Giuseppe Ciarrocchi e di tutti i delegati di fabbrica, nell'auspicio che la cena possa offrire anche un possibile momento di discussione e dibattito sulle problematiche e le lotte che attendono la fabbrica nel prossimo futuro.
Invitiamo pertanto i lavoratori alla massima partecipazione e
ricordiamo a tutti coloro che sono interessati a mettersi in contatto con le RSU che provvederanno a prendere i nominativi di chi intenderà partecipare.

Jesi, 29 Giugno 2011                        La RSU della Fiom-Cgil