Pagine

lunedì 17 maggio 2010

COMUNICATO STAMPA
Crisi. Rinaldini (Fiom): “Inaccettabili le misure della manovra economica preannunciata dal Governo. La Cgil promuova l’avvio di una mobilitazione di massa”
Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“Le misure della preannunciata manovra economica, di cui parlano i membri del Governo, si presentano come inaccettabili perché volte a scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori dipendenti i costi della crisi. Pur da dichiarazioni contraddittorie, si capisce che l’idea è quella di comprimere i consumi interni aumentando le disuguaglianze sociali, col che si aggraverebbe inevitabilmente il quadro recessivo dell’intero Paese.”
“In modo spudorato, si è parlato di ripresa e di uscita dalla crisi, mentre era evidente che, senza cambiamenti profondi del modello sociale e del conseguente sistema finanziario, si sarebbe arrivati all’ennesima operazione contro coloro che hanno già duramente pagato la crisi.”
“Nello stesso tempo, Governo e Confindustria continuano ad operare per smantellare diritti e tutele attraverso il preannunciato Statuto dei lavori e con il cosiddetto ‘collegato lavoro’ che, probabilmente, sarà varato nel prossimo mese di giugno.”
“E’ una enormità quello che sta avvenendo sul piano sociale. E’ quindi necessario che la Cgil non si limiti ad avanzare proposte a Cisl e Uil ma, riunendo i propri organismi dirigenti, promuova l’avvio di una mobilitazione di massa dei lavoratori e dei pensionati nei luoghi di lavoro e nei territori fino ad arrivare allo sciopero generale.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 17 maggio 2010

CASSA INTEGRAZIONE ALLA FERRARI

Paghi il gruppo dirigente che ha Sbagliato!!!

Ancora una settimana di cassa integrazione alla Ferrari che si protrarrà dal 17 al 21 Maggio 2010. Coinvolti alla CIG oltre 400 dipendenti tra Impiegati e Operai. Secondo la Ferrari, a causa del rallentamento delle forniture Maserati, la cassa integrazione è inevitabile in quei reparti dove si lavora per Ferrari e Maserati (Fonderia, Nuova meccanica, Montaggio Motori e Verniciatura).
Le stime di crescita auspicate da Ferrari per il 2009 sono completamente disattese. L’azienda avrebbe dovuto produrre tra Ferrari e Maserati circa 20.000 vetture, ne produrrà circa 11.000. Un piano produttivo fallito che si ripercuote interamente sui lavoratori. Infatti, nonostante le possibilità economiche dall’azienda i lavoratori in Cassa Integrazione della Ferrari rivendicano ancora:
1)rotazione della cassa integrazione
2)integrazione economica sulla cassa integrazione
3)maturazione dei ratei (ferie e tredicesima)
È inaccettabile che aziende meno blasonate integrino il salario ai lavoratori in cassa mentre alla Ferrari si fa
ricadere il peso della crisi e delle scelte fallimentari del gruppo dirigente sui lavoratori.
La Ferrari oltre a disinteressarsi delle difficoltà economiche dei lavoratori, non esita a incrementare i ritmi di lavoro, a chiedere ai lavoratori ore di straordinario e il lavoro notturno; tutte forme di flessibilità che hanno lo scopo principale di creare degli over- stock che consentono di fare cassa integrazione. Una atteggiamento questo dell’azienda non più tollerabile che si è tradotto nello sciopero dello straordinario in Nuova Meccanica.
Oggi lavoriamo in un’azienda che fa fatica a riconoscere (almeno fino ad oggi) il premio di Risultato, che si muove per cercare soluzioni poco rumorose per 270 esuberi, e che dichiara un problema di Maserati la Cassa Integrazione di centinaia di dipendenti Ferrari. Questo è l’atteggiamento di un’azienda che vuole tenere i lavoratori divisi per avere mano libera su una ristrutturazione aziendale indolore per l’immagine internazionale.
Sappiamo che il Futuro di una parte di Ferrari è legato alle scelte strategiche che la Fiat ha in serbo per Maserati. Sappiamo inoltre, come cassintegrati Ferrari che un eventuale trasferimento di Maserati da Modena avrebbe un impatto devastante non solo su una parte dei lavoratori della Ferrari ma anche sul tessuto sociale, produttivo ed economico del modenese.
Per questi motivi, alla disgregazione tra i lavoratori auspicata dalla Ferrari e dalla Fiat noi rispondiamo con la visibilità del problema Cassa integrazione in Ferrari e con la proposta di solidarietà tra i lavoratori della Ferrari e tra i lavoratori del gruppo Fiat di Modena.
Chiediamo ai lavoratori della Ferrari attraverso la sospensione del lavoro straordinario di dare prove di rispetto e solidarietà nei confronti dei Cassintegrati Ferrari. Mai come in questi giorni abbiamo imparato che muoverci assieme riesce a cambiare le cose...la Lotta per i diritti dei lavoratori, Continua!
17-5-2010 Cassintegrati in Presidio

sabato 15 maggio 2010

MALATTIA, LEGGE 104 E PAR IN CIGO

Spett.le CNH ITALIA S.p.A.
Ufficio Personale
Via Agnelli
60035 JESI

Oggetto:richiesta chiarimenti

La presente viene inviata dalla scrivente Organizzazione Sindacale in nome e per conto della R.S.U. Aziendale e dei lavoratori nostri iscritti per chiedere una serie di chiarimenti sulle seguenti problematiche:
1. trattamento economico della malattia iniziata prima dell'avvio del periodo di cassa integrazione nel caso in cui non ci sia la CIGO a zero ore nel reparto in cui è adibito il lavoratore;
2. calcolo dei permessi (3giorni) legge 104/92 per assistenza a familiare in condizioni di handicap grave in caso di cassa integrazione;
3. pagamenti PAR maturati e non goduti al 31/12/2007 in caso di cassa integrazione.
In riferimento al primo punto contestiamo il fatto che ad alcuni lavoratori che erano in malattia prima dell'avvio della CIGO anziché la malattia come previsto dalla circolare INPS 82/2009.
Per quanto riguarda il secondo punto l'Azienda nell'applicare l'algoritmo (circolare INPS 133/2000) previsto per i lavoratori che stanno in cassa ad orario ridotto ha preso come riferimento le ore di CIGO dell'intero reparto, anziché le ore effettive del lavoratore. Pertanto a seguito di tale procedura il lavoratore ha perso il diritto a poter utilizzare un giorno di permessi per la legge 104/92.
Infine per quanto riguarda il pagamento dei PAR 2007 anziché essere stati liquidati con la retribuzione in atto al momento della scadenza, come previsto dalla normativa contrattuale, sono stati utilizzati dall'azienda al posto della CIGO senza dare alcuna motivazione specifica al riguardo.
Afronte delle nostre osservazioni restiamo in attesa di urgenti chiarimenti, rendendoci disponibili anche ad effettuare un incontro in azienda. In caso contrario tuteleremo gli interessi dei lavoratori nelle sedi più appropriate.
Distinti saluti.

Jesi, 10 Maggio 2010
Segreteria FIOM CGIL Ancona

40 anni dello Statuto dei Lavoratori

venerdì 14 maggio 2010

Fiat: Wcm e sistema ErgoUas

La Fiat sta adottando un modello di organizzazione del lavoro, il World class manifacturing(Wcm), che si propone di ridurre i costi e aumentare efficienza e qualità dei prodotti; il Wcm in «versione Fiat» prevede anche l’utilizzo di una metodologia (ErgoUas) che associa gli aspetti ergonomici con la definizione dei tempi e dei ritmi di una postazione di lavoro. La Fiat ha iniziato la sperimentazione di ErgoUas a Mirafiori (Torino) a settembre 2008 e intende estenderla in tutti gli stabilimenti in Italia. Il risultato di questa sperimentazione è stata la riduzione dei«fattori di riposo», con conseguente aumento dei ritmi di lavoro e della fatica, nella maggioranza delle postazioni analizzate. L’aumento dei ritmi di lavoro è stato confermato
anche dai risultati di un questionario effettuato tra i lavoratori dalla Fiom di Torino. Di fronte al rifiuto della Fiat di discutere le proposte sindacali e di procedere in modo unilaterale nell’applicazione di ErgoUas, la Fiom ha deciso di coinvolgere lavoratrici e lavoratori per definire collettivamente le iniziative da intraprendere per contrastare un modello di organizzazione del lavoro che, soprattutto se gestito in modo unilaterale, peggiora le condizioni di lavoro.
Prima di esporre le proposte Fiom vogliamo fornire degli elementi sintetitici di conoscenza sia sul Wcm che su ErgoUas.
1. Il World class manufacturing (Wcm)
Cos’è il Wcm?
Il Wcm può essere considerato come una rivisitazione del modello giapponese della Lean production (produzione snella); un modello d’organizzazione, diffuso in particolare nelle grandi aziende del settore auto, che si basa essenzialmente su due fattori: il just in time e l’autoattivazione-coinvolgimento dei lavoratori. In teoria, infatti, in un sistema che si propone di «agganciare» la produzione alle richieste del mercato e ridurre al minimo le scorte di magazzino (just in time), dovrebbe essere fondamentale, per garantire continuità e flessibilità del flusso produttivo, il fatto che i lavoratori si attivino autonomamente (autoattivazione) per risolvere i problemi nelle singole postazioni di lavoro. Ma al di là dell’enfasi sul coinvolgimento dei lavoratori, descritto anche nei manuali distribuiti ai lavoratori («il Wcm è nelle tue mani», «diventa protagonista del Wcm» ecc.), il programma Fiat per l'implementazione del Wcm si focalizza in particolare sulle tecniche per ottenere «un'aggressione sistemica di ogni tipo di perdita e spreco». Si tratta di tecniche per analizzare le operazioni effettuate da un lavoratore ed eliminare quelle considerate «a non valore aggiunto»; quelle, cioè, che possono essere eliminate
senza compromettere la produzione nelle singole postazioni di lavoro. Esempi di attività considerate «a non valore aggiunto» sono: camminare, tentativi di avvitamento-assemblaggio-inserimento-posizionamento, passaggio di mano, posare attrezzo, cercare, contare, scegliere, trasportare, capovolgere, sollevare, tirare, abbassare ecc. Questa «razionalizzazione» delle operazioni di una mansione comporta, a fronte di un eventuale miglioramento della struttura ergonomica delle postazioni di lavoro, un evidente aumento dei ritmi di lavoro. L’adozione, ad esempio, di carrellini collegati alla «scocca» del veicolo che contengono i materiali da utilizzare (viti ecc.), possono ridurre la fatica del «camminare», ma aumentano la fatica dovuta allo «stare in piedi» e quella dei movimenti delle braccia e delle mani. 2. Ergonomia e organizzazione del lavoro: il sistema ErgoUas Nell’ambito del modello organizzativo del World class manufacturing la Fiat sta sperimentando una metodologia, denominata ErgoUas, che definisce i tempi di riposo di una fase lavorativa (ad es. 5 secondi in una fase di 1 minuto) sulla base del calcolo dell’indice di rischio di patologie muscolo-scheletriche (alle braccia, alla colonna vertebrale, alle gambe ecc.).
Se un lavoratore, ad esempio, in una postazione è costretto ad effettuare dei movimenti
dannosi per la salute (piegare la schiena, applicare forza con le mani, sollevare pesi, movimenti ripetitivi delle braccia ecc) il sistema ErgoUas assegna un fattore di riposo più elevato; se, invece, i movimenti a rischio sono poco significativi, ErgoUas riduce il fattore di riposo. Gli effetti negativi di ErgoUas sulle condizioni di lavoro possono derivare prevalentemente da due fattori:
a) la modalità di utilizzo della metodologia. Un'analisi effettuata senza il contributo dei lavoratori e dei delegati può dare dei risultati che non corrispondono alla realtà lavorativa.
b) ErgoUas definisce i tempi e i ritmi di lavoro tenendo conto solo dei movimenti considerati a rischio per la salute, ma non considera la fatica dovuta, ad esempio, al fatto di «stare in piedi fermi» in una postazione di lavoro. Nell'ambito dell'accordo Fiom-Fim-Uilm del 1971 era stata definita una soglia minima di fattori di riposo, per compensare la fatica e lo stress dei lavori ripetitivi, anche in assenza di rischi per la salute. Il sistema ErgoUas, invece, se i rischi per la salute sono poco significativi, elimina questa soglia, riduce i fattori di riposo e aumenta i ritmi di lavoro. Fiat non può utilizzare la situazione di crisi economica per aumentare i ritmi e peggiorare le condizioni di lavoro. Se Fiat vuole veramente migliorare la tutela della salute dei lavoratori, e aumentare la qualità dei prodotti, deve accettare la sfida di un controllo reale da parte dei lavoratori delle metodologie di organizzazione del lavoro che intende utilizzare; in particolare su ErgoUas deve tenere conto dei seguenti aspetti:
a) mantenere la soglia minima di fattore di riposo definita nell'accordo del
1971;
b) rivedere, secondo l'elenco delle modifiche tecniche elaborate dalla Fiom,
tutti punti di ErgoUas che non sono coerenti con le normative di riferimento;
c) garantire a delegati e lavoratori la possibilità di verificare concretamente
l’oggettività delle analisi ErgoUas attraverso:
- la consegna dei dati dettagliati su cui si basano le analisi;
- una formazione per acquisire le competenze adeguate,
- il tempo (i permessi) e gli spazi d'agibilità necessari per effettuare delle verifiche
efficaci sull'oggettività delle valutazioni aziendali dei rischi muscolo-scheletrici.

Fiom-Cgil nazionale
www.fiom.cgil.it

Fiat

Fiat. Rinaldini (Fiom): “L’incontro di oggi ha avuto un carattere interlocutorio. La settimana prossima ci vedremo con gli altri sindacati per definire una posizione comune su Pomigliano”

“L’incontro che abbiamo avuto oggi a Roma con la Fiat, in merito allo stabilimento auto di Pomigliano d’Arco, ha avuto un carattere interlocutorio. Con questo appuntamento, si è chiusa la serie degli incontri a carattere esplorativo promossi dall’Azienda con i sindacati dei metalmeccanici.” Lo ha detto Gianni Rinaldini, Segretario generale della Fiom-Cgil, parlando con i giornalisti presenti al termine dell’incontro svoltosi in mattinata presso la sede romana della Fiat.

“Nella trattativa relativa a Pomigliano – ha spiegato Rinaldini – non c’è nessuna stretta, tant’è vero che non abbiamo ancora la data del prossimo appuntamento. Quello che sappiamo è che il prossimo incontro avrà un carattere unitario, nel senso che tutti i sindacati saranno presenti insieme allo stesso tavolo con l’Azienda.”

“In tale prospettiva – ha proseguito Rinaldini – ci vedremo agli inizi della prossima settimana con gli altri sindacati della categoria allo scopo di mettere a punto, nella speranza che ciò sia possibile, una posizione comune.”

“In ogni caso – ha concluso Rinaldini – per noi rimane fondamentale il rapporto con i lavoratori, sia per ciò che riguarda il loro diritto di essere informati sugli sviluppi del negoziato, sia per ciò che riguarda la sostanza della trattativa.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 14 maggio 2010

da "Fiat autunno '80" di Pier Milanese e Pietro Perotti