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mercoledì 5 dicembre 2012

SCIOPERO GENERALE DELLA FIOM

ANCONA

SCIOPERO GENERALE DELLA FIOM

PRESIDIO AI CANCELLI DALLE 3 DEL MATTINO

lunedì 3 dicembre 2012


La libertà operaia è la libertà di tutti
SCIOPERO GENERALE
di 8 ore
Mercoledì 5 Dicembre 2012
· Chiediamo il ripristino della democrazia e dei diritti sindacali dentro agli stabilimenti del gruppo Fiat e diciamo no a scelte aziendali che non dicono nulla ne' degli investimenti ne' del salario delle lavoratrici e dei lavoratori.
·  Contro gli accordi separati di cisl e uil, e per la difesa del valore e dell'efficacia del Contratto Nazionale, l'unico strumento in grado di impedire i ricatti e di garantire condizioni salariali e normative uguali per tutti.
· Per la cancellazione dell’art. 8, il ripristino dell’art. 18 e contro la riforma delle pensioni.
· Per il reddito e per misure come i contratti di solidarietà che difendono l'occupazione nelle fabbriche in crisi.
· Per un modello di sviluppo che non distrugga la salute e l'ambiente e che non scarichi la crisi sui lavoratori.
·Contro chi vuole distruggere la scuola pubblica e il futuro dei nostri giovani.
E’ ora di svegliarsi….
Scaldandoci con vin brulè, castagne e dolci appuntamento alle ore 3.30 davanti ai cancelli della Cnh per manifestare il nostro dissenso.

La R.S.U. Fiom-Cgil invita tutti i lavoratori e le lavoratrici a partecipare al presidio ai cancelli della fabbrica dove alle ore 8.30 ci sarà il pullman che ci porterà alla manifestazione regionale in Ancona.

Ancona, ore 9.00 - porto, zona Mandracchio
Comizio con Roberta Turi, segretaria nazionale Fiom-Cgil

SI AUSPICA LA MASSIMA PARTECIPAZIONE DI TUTTE LE LAVORATRICI E DI TUTTI I LAVORATORI PER UN EVENTO COSI' IMPORTANTE 

Jesi, 4 Dicembre 2012                                              La RSU della FIOM CGIL

sabato 1 dicembre 2012

martedì 27 novembre 2012

POMIGLIANO NON ERA UNA ECCEZIONE


L'ennesimo Accordo separato sulla Produttività (la Cgil ha detto No) frmato dalla Cisl e dalla Uil conferma l'attacco fnale al contratto nazionale e l'estensione del modello Marchionne all'intero mondo del lavoro. Mediante l'utilizzo delle deroghe e del ricatto occupazionale sarà infatti possibile in sede aziendale elargire meno salario, aumentare a propria discrezione l'orario di lavoro, demansionare le qualifche e utilizzare la videosorveglianza. Tramonta così l'idea solidaristica del contratto nazionale dove tutti i lavoratori di una stessa categoria dovevano avere lo stesso salario e le stesse condizioni contrattuali. Così dicono si creeranno tanti posti di lavoro. La verità è che tutto questo serve solo a dividere i lavoratori e a renderli più deboli contrattualmente.

A smantellare i diritti sono oramai da anni sempre gli stessi. La Confndustria che segue la via tracciata da Marchionne, il governo Monti che toglie ai poveri per dare ai ricchi; e come sempre la Cisl e la Uil. Quelli del “pomigliano è un eccezione”, gli stessi che a forza di accordi separati hanno azzerato 40 anni di conquiste operaie, oltre ad essersi resi complici di un vero e proprio disegno autoritario, che esclude sistematicamente da ogni loro scelta coloro che dovrebbero rappresentare: le lavoratrici e i lavoratori.

È la stessa idea che porta Fim e Uilm proprio in questi giorni a discutere con Fiat del rinnovo contrattuale, senza che nessun lavoratore ne sappia nulla, senza aver ricevuto alcun mandato, e in modo tale da negare a chi lavora di votare gli accordi che li riguardano. L'unica cosa che sappiamo è che l' Azienda ha già dichiarato che non intende elargire un solo euro ai lavoratori. Privati del contratto nazionale e senza Premio di Risultato, ci chiediamo come nei prossimi anni possano aumentare le buste paga dei lavoratori della FIAT. Questa è la domanda che dovremmo tutti rivolgere alla nostra RSA aziendalista. Perchè fno ad oggi la svendita dei nostri diritti fatta dalla Fim e dalla Uilm, l'unica cosa che ha fatto aumentare in Fiat, è la Cassa Integrazione per i lavoratori e i dividendi per gli azionisti.

La Rsu della FIOM CGIL chiede alla RSA di stabilimento di indire assemblee retribuite in merito al CCSL FIAT e al Patto sulla Produttività che hanno da poco sottoscritto. Tra l'altro manca solo un mese alla fne dell'anno e i lavoratori non hanno nessuna intenzione di regalare alla Fiat le ore di Assemblea rimaste.

L'attacco al contratto nazionale prefgura così meno diritti e meno salario per tutti, il peggioramento delle condizioni di lavoro e la rappresaglia su chi non è d'accordo. Per questo la Fiom il giorno 5 Dicembre prossimo ha proclamato 8 ore di sciopero generale con manifestazioni a carattere regionale in tutto il Paese per difendere la democrazia, i diritti, il salario, l'occupazione e per chiedere un nuovo modello di sviluppo.

Quel giorno nel primo mattino effettueremo un presidio ai cancelli della fabbrica a cui vi chiediamo di partecipare numerosi, così poi da andare tutti insieme alla manifestazione regionale ad Ancona dove uno dei nostri delegati interverrà dal palco.

p.s. Oltre a ringraziare gli oltre 400 lavoratori Fiat che hanno frmato ai cancelli per i referendum sul lavoro, invitiamo chi non lo avesse ancora fatto, a farlo nel prossimo banchetto che sistemeremo la prossima settimana prima dello sciopero.

Jesi, 27 Novembre 2012 La Rsu della Fiom Cgil

giovedì 22 novembre 2012

PRODUTTIVITA': UN IMBROGLIO REAZIONARIO


Giorgio Cremaschi
Il patto sulla produttività rappresenta un concentrato delle ideologie reazionarie e della programmata iniquità che è alla base della agenda Monti.
La tesi di fondo che l'ispira è un brutale imbroglio di classe.
La produttività italiana ha toccato il massimo negli anni 70, quando il potere dei lavoratori nelle imprese e nel mercato del lavoro era al massimo. Da allora è sempre declinata, fino a crollare quando il sistema economico è stato strangolato dai vincoli dell'euro e del liberismo europeo.
In tutti questi anni il salario ha solo perso posizioni, sia rispetto ai profitti sia nel confronto con gli altri paesi Ocse. Un operaio italiano in un anno lavora due mesi in più del suo equivalente tedesco, eppure la produttività della Germania è ai vertici.
Allora perché in Italia si fa un accordo che chiede a chi lavora ancora più orario in cambio di ancor meno salario? (...)
Per la stessa ragione per la quale Monti vanta oggi il più feroce sistema pensionistico europeo, la massima flessibilità del lavoro i più brutali tagli alla scuola pubblica e allo stato sociale, e allo stesso tempo proclama che questo è solo l'inizio e pretende che i suoi successori di centrosinistra continuino sulla stessa strada.
Perché c'é un metodo in questa follia. Se l'Italia deve sottostare ai drastici vincoli dei patti di stabilità europea, delle banche e della finanza, della moneta unica, dei governi conservatori, se il sistema delle imprese vuole incrementare i margini di profitto nonostante la crisi, allora è chiaro che l'unica leva che rimane , l'unica reale flessibilità è quella che viene dal supersfruttamento del lavoro.
Il patto sulla produttività estende ovunque il sistema Marchionne: i pochi che ancora lavorano devono accettare di farlo ai prezzi del mercato globale, altro che contratti e diritti.
Tutto questo non ha nulla a che fare con la difesa dell'occupazione ma solo con quella dei profitti. Anzi la disoccupazione di massa è indispensabile per costringere i lavoratori a piegarsi al supersfruttamento . La disoccupazione deve restare e crescere, altrimenti il modello non funziona.
A tale fine il governo mette a disposizione la riduzione delle tasse solo per il salario flessibile. Mentre alla maggioranza dei lavoratori viene calata la paga, una minoranza può mantenere il potere d'acquisto se lavora di più in una azienda che va bene, e solo questa minoranza avrà meno tasse sulla busta paga. Questo mentre non si trovano più i fondi per la cassa integrazione o per l'indennità di disoccupazione.
Questo non è solo un accordo sindacale è un progetto di selezione sociale. Ed è la vera risposta alla crisi di Monti e degli interessi di classe che rappresenta. Interessi che impongono una svalutazione sociale del lavoro sempre più brutale, visto che quella che dura da trent'anni non è stata sufficiente.
Questo modello sociale reazionario si appoggia su un sistema corporativo di caste e interessi burocratici organizzati. Tutto il sistema delle imprese, comprese naturalmente le cooperative e le piccole aziende strettamente legate a partito democratico, ha sottoscritto con entusiasmo il testo. Tra i sindacati, i firmatari sono tutti coloro che hanno già sottoscritto le stesse condizioni alla Fiat, ricevendone in cambio la facoltà di sopravvivere protetti dal padrone.
La Cgil finora non ha aderito all'accordo, ma annaspando in un mare di contraddizioni e incertezze.
Il patto sulla produttività è in pochi anni il terzo accordo interconfederale che devasta il contratto nazionale e tutto il potere di contrattazione del lavoro. Il primo nel gennaio 2009 non è stato sottoscritto dalla Cgil. Il secondo, in pura continuità con il precedente, il 28 giugno del 2011 è invece stato firmato dalla stessa Cgil, che anzi con la Fiom oggi ne rivendica la piena applicazione. Ora il patto sulla produttività scioglie ai danni dei lavoratori alcune formule ambigue dell'accordo precedente, demolendo definitivamente il contratto nazionale.
Ma firmare una volta sì e una no  non costruisce un'alternativa al cedimento, a maggior ragione poi quando i principali contratti nazionali  già dispensano un'orgia di flessibilità e solo nei metalmeccanici la contrattazione è separata.
Il no della Cgil è dunque di fronte al solito bivio ove da tempo si dividono tutte le posizioni critiche verso il liberismo. Si fa sul serio, oppure si testimonia il dissenso e poi ci si adatta alle nuove schiavitù ricercando il male minore?
Il bivio dei contratti è lo stesso della politica.
Il centrosinistra ha già deciso di far finta di superare Monti, mentre sottoscrive tutte gli impegni assunti dall'attuale governo. La Cgil seguirà la stessa strada, cedendo con adeguata fermezza alla cancellazione di ogni solidarietà contrattuale tra i lavoratori?
Se non si vuole seguire un copione già recitato tante volte, non basta non firmare l'accordo. Se non si è d'accordo con il patto sulla produttività, bisogna combatterlo, disobbedire alle sue regole, scontrarsi con chi invece le accetta.
O si sta, anche solo passivamente, con Monti, la sua politica , i suoi accordi, o si sta contro di essi e contro chi li sostiene, in mezzo ci sono solo impotenza e ipocrisia.


domenica 18 novembre 2012

RESISTERE


giovedì 15 novembre 2012

martedì 13 novembre 2012


“IN ITALIA E IN EUROPA CONTRO
MONTI E LA TROIKA
CONTRATTO DIRITTI DEMOCRAZIA
MAI DOMI RESISTENZA STORICA”

Nello sciopero di 4 ore proclamato dalla Cgil mercoledì prossimo la Fiom starà all'interno della manifestazione con le sue parole d'ordine (dietro un mega striscione che porterà le parole sopra) per esprimere il nostro No a politiche europee che utilizzano la crisi per smantellare i diritti dei lavoratori (art.18) e lo stato sociale (pensioni), e che scaricano tutti i costi della crisi sui più deboli per salvare invece finanza e banche. Quando dentro le fabbriche come allo stesso modo nella società, non sono più gli uomini e le donne a contare, ma gli spread e i profitti degli azionisti, significa che ad essere messa in discussione è la stessa democrazia oltre che la condizione di vita di milioni di persone.
L'altro elemento importante è che pur nelle differenze è stato possibile per la prima volta riunifcare in questa giornata di lotta importantissima le ragioni delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini di tutta Europa; di quella Europa che pensa che è ora di cambiare, e di mettere in campo un'alternativa a chi alle nostre vite preferisce i cambi delle Borse.
          
MERCOLEDI' 14 NOVEMBRE 2012
SCIOPERO DI 4 ORE

Alle ore 9.00 davanti allo stabilimento avremo un pullman che ci porterà alla manifestazione in Ancona. Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori del nostro stabilimento a partecipare numerosi.

Lo sciopero sarà nelle ultime 4 ore di ogni turno lavorativo ad eccezione del turno centrale che sciopererà dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.45 alle 16.15 (per quelli che hanno la mensa alle ore 13, lo sciopero sarà dalle 9 alle 13)



Jesi, 13 Novembre 2012                  La Rsu della Fiom Cgil

martedì 6 novembre 2012

LA RETROMARCIA


COMUNICATO SINDACALE

A proposito delle scelte fatte dall’Azienda riguardo la gestione di un’officina,
notiamo che il Responsabile di produzione di quest’ultima manifesta poca
gratificazione verso le Maestranze e ha comportamenti da despota.

Secondo uno studio autorevole dell’Università di Stoccolma, tali comportamenti
portano ai Dipendenti ripercussioni sulla produttività, qualità e salute, soprattutto
se a comportarsi così è una persona non idonea a dirigere   il futuro del nostro
Stabilimento.

Affermiamo tutto ciò perché abbiamo la prova provata dei suoi comportamenti:

Alza la voce a sproposito o di proposito contro tutti, attribuisce ad un altro primo
livello le colpe dei suoi fallimenti, pur di fare i numeri affida macchine di piccola
revisione appaltandole a caro prezzo a ditte esterne.

Le macchine si mandano in grossa revisione solo quando hanno almeno quattro
ore di rilavorazione  e  ci  domandiamo  perché non si formino più persone
qualificate per le attività di recupero e l’assemblaggio lungo le Linee così che si
aumenti la qualità del prodotto finale.

La qualità, ovviamente si fa in Linea, se si spostano le persone delle linee alla
revisione non tenendo conto del loro fabbisogno si abbassa lo standard
qualitativo in modo irreversibile!!!

Infine ricordiamo a lui e ai suoi “compagni di merende” che le operazioni che
sono previste a ciclo non possono essere affidate alle ditte esterne… ci troviamo
con un’altra fabbrica all’interno dello Stabilimento!

Chiediamo a gran voce che questa persona si faccia da parte per il bene
dello Stabilimento, essendo responsabile del prodotto finale !!!

Jesi, 30/10/2012                                                                        la RSA Fim-Uilm

LA RETROMARCIA!
Questo comunicato è stato messo e tolto nel giro di poche ore dalla Fim e dalla Uilm. L’Azienda non avrebbe gradito quanto diceva ! Come sempre, siamo alle comiche ! E pensare, che per una volta avevano scritto qualcosa di sensato !

Jesi, 6 Novembre 2012                                     La Rsu della Fiom Cgil