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martedì 6 marzo 2012

Fiat, Fiom: “Monti convochi Marchionne”

Lo chiede Maurizio Landini, segretario generale della Fiom durante la conferenza stampa che annuncia lo sciopero generale e il corteo delle tute blu Cgil in programma per venerdì 9 marzo. “Manifesteremo per difendere la democrazia all’interno dei luoghi di lavoro – sottolinea Landini – a partire dagli stabilimenti del gruppo Fiat dove non viene rispettata la Costituzione” 
Conferenza stampa su sciopero generale del 9 marzo a Roma

Watch live streaming video from fiomnet at livestream.com

INCREDIBILE

IL NUOVO TESTAMENTO FIAT 


É una via di mezzo fra le ambizioni del Grande Fratello e la satira dei Soliti idioti.
Ma se lo vedi con gli amici e i popcorn c’é da riderci su. 

La propaganda aziendale Fiat di MarchiOrwell
La dirigenza del Lingotto ha realizzato un kit per i capi che contiene oltre a degli opuscoli e anche un dvd con un filmato di sei minuti circa. Serve a spiegare poi ai dipendenti i contenuti del nuovo contratto di lavoro. Domande e risposte sul contratto, come piace all'Ad, senza lo spiacevole contraddittorio del sindacato
Due attori nello spazio, scontornati, come due figurine di Star Trek quando il teletrasporto fa i capricci. Domande e risposte sul contratto, come piace alla Fiat, senza lo spiacevole contraddittorio del sindacato. A Pomigliano va in onda “il Grande Fratello Contratto”, o “il cinegiornale Marchionne”, ovvero un nuovo modulo di comunicazione propagandistica che farà sicuramente epoca, condensato in un cd, in un apposito manualetto e in un video che avete davanti agli occhi.

Il fatto è questo: da pochi giorni, negli stabilimenti dell’azienda di Marchionne sta andando in onda a ciclo continuo, sugli schermi della diffusione interna, un meraviglioso filmino di 6 minuti e 45 secondi che illustra agli operai le meraviglie del nuovo contratto. Immaginatevi la scena: l’operaio Ciro se ne sta alla catena di montaggio della nuova Panda, combattuto dal problema di dover fare la pipì e avere a disposizione (grazie alla nuove norme) dieci minuti di pausa in meno, ed ecco che davanti a lui scorrono le immagini di questa meravigliosa campagna di indottrinamento. Basta con le obsolescenze dei sindacalisti, con tutte le chiacchiere vuote sui diritti. Basta anche con l’iconografia triste degli operai, in tuta blu e con la barba lunga. Lei, ragazza bruna con i capelli a caschetto, seno volitivo e sorriso smagliante, pare pronta per una telenovela. Lui, simpatica aria da tonno, capelli sale e pepe, camicia bianca e jeans è perfetto per la pubblicità del dentifricio: “Questo contratto – si chiede rapita lei – migliora le nostre condizioni?”. Le risposte rassicuranti di lui son tutto un programma: “Il contratto prevede una nuova busta paga che ha effetti quando si lavora di più”. Ovvero: non ci sono aumenti, ma usiamo una formulazione che lo lasci intendere, magari qualcuno ci crede.
Guarda il video:










D’altra parte lo scenario in cui va in onda la grande campagna di propaganda della Fiat è questo. Nelle nuove fabbriche dell’azienda, a partire da Pomigliano, lo schermo del cinegiornale-Lingotto arriva dopo che il campo è stato già preparato a dovere. Quelli che non hanno condiviso il contratto vengono tenuti fuori dalle nuove assunzioni (ad esempio 600 operai della Fiom a Pomigliano, nessuno dei quali è stato finora assunto) e così i dipendenti non vengono disturbati da antipatiche voci dissonanti. Mentre a tutti i capireparto viene fornito un accattivante kit da agit prop, con un bellissimo biglietto a visita e un numero verde per chiedere notizie e addirittura consulenze patronali, una brochure divisa in fascicoletti con una sorta di catechismo aziendale. Con lodevole efficienza la Fiat risolve il problema aperto dalla cacciata del sindacato sostituendolo. Esempio: “Per quel che riguarda la malattia: 1) Sono stati confermati i nostri trattamenti aziendali di miglior favore rispetto alla legge e in relazione alla malattia di lunga durata; 2) Sono state individuate misure – scrive l’opuscolo meravigliosamente ottimista – per fronteggiare nuovi abusi”. Ecco, pensate, quando c’erano ancora quei perfidi delegati della Fiom avevano persino stampato, a loro spese, il contratto (quello vero) presentato dall’azienda. Così – a Mirafiori – gli operai avevano potuto apprendere che i primi tre giorni di malattia non erano pagati.

Insieme al kit dell’agit prop marchionniano arriva la nuova procedura: i dipendenti saranno riuniti a gruppi di venti per la catechesi del Nuovo Testamento. Agli operai, che evidentemente vengono considerati più sempliciotti, potranno essere dedicati non più di 15 minuti. Agli impiegati, che già sono più considerati, “Si potrà parlare per 30 minuti”. Saranno gli stessi capi, e non i sindacati che hanno sottoscritto l’accordo, a dedicarsi all’opera di indottrinamento. Nuova domanda del catechismo marchionniano: “Il diritto di sciopero sarà limitato?”. Risposta: “Non vi è alcuna limitazione”. Risposta interessante, se è vero che nessuno dei sindacati che ha sottoscritto l’accordo potrà scioperare contro il nuovo contratto.

Tutto questo nello stabilimento in cui, lo ha raccontato ieri su Il Foglio Lanfranco Pace, gli operai che perdono colpi e non rispettano le cadenze della catena di montaggio vengono simpaticamente invitati da capi e sottocapi a recitare al microfono il grazioso scioglilingua: “Song un omm’e ’ merd”. È in questo clima collaborativo che la Fiom con il suo responsabile auto Giorgio Airaudo presenta 60 ricorsi contro le esclusioni discriminatorie. Speriamo vivamente che non siano ammessi, così che degli estranei non possano disturbare le illustrazioni del nuovo contratto fatte dai capi reparto anche “con lavagna luminosa”. L’opuscoletto prevede uno schema sintetico in cui si prescrive di impostare il discorso “1) Per emozioni, 2) Per immagini, 3) Per vantaggi” e in cui si prescrive addirittura che “a nessun concetto possono essere dedicati più di 2 / 3 minuti”. Ecco perché questo video racconta molto di più di quanto l’azienda non creda: é un modello di relazioni, é un saggio maldestro di propaganda leccata. Da Marchionne a MarchiOrwell, nelle intenzioni della Fiat. 

venerdì 2 marzo 2012




Prot: 595/12/ML/mm
Roma, 28 febbraio 2012


Stimato Onorevole,


la Fiom-Cgil ha indetto per venerdì 9 marzo 2012 lo sciopero generale delle lavoratrici e
dei lavoratori metalmeccanici con manifestazione nazionale a Roma che si concluderà in
piazza San Giovanni. “Democrazia al lavoro” è il titolo della giornata di mobilitazione.
L’obiettivo, non è solo quello di chiedere la difesa delle condizioni di chi lavora ma,
avanziamo proposte per una nuova politica economica ambientalmente e socialmente
sostenibile fondata su un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per creare
nuovi posti di lavoro, porre fine allo scandalo della precarietà estendendo gli
ammortizzatori sociali, strumenti di tutela del reddito ed i diritti a tutte le imprese e a tutte
le forme di lavoro.
C’è bisogno che la democrazia entri nei luoghi di lavoro per smetterla con la politica degli
accordi separati, affermare il ruolo del Contratto Nazionale come strumento di tutela
generale dei diritti nel lavoro.
C’è bisogno di rispondere alla messa in discussione dei princìpi costituzionali attuata dalle
scelte della Fiat di manomettere diritti indisponibili, di discriminare gli iscritti della Fiom-
Cgil non assumendoli come avviene a Pomigliano, di negare il reintegro al lavoro a tre
lavoratori di Melfi come ordinato dalla Corte d’Appello di Potenza, di impedire alla Fiom-
Cgil di essere presente al pari degli altri sindacati negli stabilimenti Fiat, di mettere in
discussione la libertà di espressione e di pensiero togliendo ad esempio “l’Unità” dalle
bacheche sindacali.
Proprio per questo ci rivolgiamo a Lei, che è innanzitutto un rappresentante della Nazione
prima che un esponente del suo partito, di aderire alla giornata di lotta indetta dalla Fiom,
le cui rivendicazioni in difesa dei diritti costituzionalmente garantiti coincidono con il più
autentico interesse generale del paese, ed in ogni caso di agire in Parlamento per
ripristinare i principi costituzionali anche nel Gruppo Fiat.


                      Segretario generale Fiom-Cgil


MANIFESTAZIONE FIOM‐CGIL ‐ ROMA 9 MARZO 2012
APPELLO AL MONDO DELLA CULTURA E ALLA SOCIETÀ CIVILE

La Fiom‐Cgil ha proclamato per venerdì 9 marzo lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici con una manifestazione a Roma che si concluderà in piazza San Giovanni.
La democrazia ed il lavoro sono i nodi centrali del nostro tempo in Italia e in Europa.
Perché oggi il lavoro manca, è sempre più precario, è sempre meno pagato, al punto che pur 
lavorando si è poveri.
Perché oggi nei luoghi di lavoro, a partire dalla Fiat, si rischia l’autoritarismo con la messa in 
discussione del Contratto nazionale, dei diritti individuali e collettivi.
Perché la democrazia è negata. Alle donne e agli uomini che lavorano è impedito di votare 
liberamente gli accordi che li riguardano e di potersi scegliere chi li rappresenta, fino alla 
messa al bando di un’intera organizzazione sindacale e all’esplicita discriminazione verso 
gli iscritti della Fiom‐Cgil.
È in questo contesto che Governo e Confindustria vogliono far passare l’idea, sbagliata e 
inaccettabile, che per uscire dalla crisi bisogna cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei 
lavoratori, dopo aver manomesso il sistema pensionistico pubblico.
All’opposto devono essere universali, e quindi estesi a tutti, la cassa integrazione quale 
alternativa ai licenziamenti collettivi e la tutela del reddito come diritto di cittadinanza.
In una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” quale l’Italia deve costituzionalmente 
essere, la libertà operaia è la libertà di tutti, la sicurezza del disoccupato ed il superamento 
della precarietà è la sicurezza di tutti, un’economia ambientalmente sostenibile e un piano 
straordinario di investimenti pubblici e privati sono le condizioni per difendere i beni comuni 
e costruire nuovi posti di lavoro.
Lo sciopero generale e la manifestazione nazionale del 9 marzo diventano un appuntamento 
essenziale non solo per i metalmeccanici ma per tutti coloro che credono nella democrazia, 
nella giustizia sociale, nella libertà, nell’informazione libera e in un lavoro stabile con diritti. 
E in questo senso sono fondamentali il diritto allo studio, l’accesso alla cultura, la 
valorizzazione del patrimonio artistico e delle competenze.
Nel nome della nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista invitiamo 
ogni cittadino non solo ad aderire alla manifestazione, ma a farsi promotore e protagonista 
di questa giornata di mobilitazione partecipando attivamente.
Sono convinto che la nostra lotta difenda oggi gli interessi di tutto il paese mettendo al centro 
le lavoratrici e i lavoratori e proprio per questo sarebbe per noi importante avere la tua firma 
e la tua presenza in piazza San Giovanni il 9 marzo a Roma.

        Segretario generale Fiom‐Cgil



02/03/2012 - Il giudice del lavoro condanna 7 aziende modenesi per attività anti-sindacale. La Fiom\Cgil canta vittoria
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Modena Morcavallo con il dispositivo del 27 febbraio 2012 ha rigettato l’opposizione delle 7 aziende modenesi (CNH, Maserati, Ferrari, Emmegi, Glem Gas, Titan e Rossi Motoriduttori) condannate in primo grado dal Giudice del Lavoro di Modena Ponterio nell’aprile 2011 per attività anti-sindacale verso la Fiom/Cgil. 

Così stamattina Giordano Fiorani segretario Fiom/Cgil Modena ha presentato in conferenza stampa insieme all’avvocato Ernesto Giliani (Studio Legale Giliani & Borsari) l’ultimo atto della vertenza legale in corso con le 7 aziende modenesi che nel 2011 la Fiom/Cgil ha denunciato per attività antisindacale, ex art.28 dello Statuto dei Lavoratori, per aver applicato il CCNL separato 2009 mentre era ancora in vigore il CCNL 2008, senza averne data alcuna informazione ai lavoratori interessati. Le imprese interessate avevano allora fatto opposizione alla condanna, “ma il Giudice ha oggi respinto questa opposizione – precisa Fiorani - con alcune precisazioni interessanti contenute nella minuta del dispositivo scritto a mano (in attesa della sentenza completa dattiloscritta che sarà resa nota tra 60 giorni).” 

Il giudice sostanzialmente dice che ai lavoratori in forza al 31.12.2011 l’azienda deve chiedere se intendono aderire al CCNL 2009 o meno, in caso dichiarino che non vogliono l’applicazione del CCNL 2009 è implicito che deve essere loro applicato il CCNL unitario 2008, anche se scaduto il 31.12.2011, in virtù dell’ultrattività prevista dall’art.2 dello stesso CCNL (decorrenza e durata) sino al rinnovo di un successivo contratto da parte di tutti i firmatari di quell’accordo (Fim, Fiom e Uilm). “Questa sentenza – spiega Fiorani – apre uno scenario importante nei confronti di Fiat, poiché significa che per i lavoratori delle 3 aziende del Gruppo (CNH, Ferrari e Maserati) che non accettano il CCNL 2009, rimane in vigore il CCNL 2008, e la Fiom/Cgil che ne è firmataria intende dunque esercitare i diritti di assemblea, alle trattenute sindacali per i propri iscritti, all’elezione delle Rsu”, diritti che dal 1° gennaio 2012 – è bene ricordarlo – la Fiom/Cgil non gode più poiché non firmataria del contratto di Gruppo Fiat del 13 dicembre 2011.

La Fiom/Cgil si farà forza di questa sentenza che intende richiamare nei ricorsi ex art.28 per attività anti-sindacale che sta predisponendo verso le aziende modenesi del Gruppo Fiat poiché hanno rigettato la nomina delle Rsa Fiom (rappresentanze sindacali aziendali), hanno negato i permessi sindacali e la disponibilità a fare le trattenute agli iscritti Fiom, non riconoscono gli Rls Fiom (rappresentanti per la sicurezza), in quanto la Fiom non è firmataria del contratto del 13.12.2011. Sempre alla luce di questa sentenza, alle prossime assemblee previste in Ferrari per martedì 6 marzo per illustrare il contratto (in Maserati e CNH sono già state fatte con pesanti contestazioni ai dirigenti nazionali di Fim Uilm e Fismic), la Fiom/Cgil eserciterà il diritto ad essere presente. Se Fim e Uilm non convocheranno le assemblee in Ferrari (si sta profilando anche questa disdetta), sarà la Fiom/Cgil a chiedere di convocarle. “Se la nostra richiesta sarà respinta, significa che Fearrari non dà applicazione ad una sentenza del Giudice” ha chiosato Fiorani, criticando ancora una volta come di un accordo che è in vigore dal 1° gennaio di quest’anno non sia stata ancora data informazione ai lavoratori.

Fiorani ha ribadito la critica della Fiom/Cgil alla linea di Fiat che decide quali sindacati ammettere in azienda e quali no, e le pesanti iniziative di contrasto alla libera rappresentanza. “Un vero e proprio degrado della democrazia”, l’ha definita Fiorani. Fiorani ha anche ricordato il ritiro della denuncia di CNH contro Fiom/Cgil e i delegati per aver scioperato nel 2010 durante alcuni sabati comandati, ovvero per aver scioperato su materie previste dal contratto. Il ritiro dimostra come siano infondate le motivazioni della denuncia. “Tutti gli scioperi sono inadempimenti contrattuali – ha spiegato l’avvocato Giliani – ma il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione e prevale su tutti gli accordi, non può subire alcuna limitazione (se non nelle modalità di esecuzione e per violazione di altri diritti costituzionalmente garantiti, es. diritto alla vita, diritto alla salvaguardia e integrità dei macchinari)”. 

Per questo la Fiom/Cgil continuerà a sostenere la sua battaglia, anche legale per sostenere che è illegittimo sostenere che non si può fare sciopero su materie definite dal contratto pena la possibilità di sanzioni da parte dell’azienda (sia ai sindacati che ai lavoratori). Ma questo è proprio ciò che è previsto nella clausola di salvaguardia dell’accordo del Gruppo Fiat che Fim e Uilm hanno firmato, e che in questo modo sono altrettanto responsabili dell’azienda. “Sindacati che accettano di impedire l’esistenza di altri sindacati, stanno abdicando al loro ruolo” ha detto Fiorani. La Fiom/Cgil vuole rientrare dalla porta principale in Fiat e oltre alle azioni già indicate, sta chiedendo alle Amministrazioni comunali l’utilizzo di spazi nei parcheggi davanti alle aziende Fiat per sostare con una propria postazione. Su tutti questi aspetti democrazia, rappresentanza e riconquista del contratto nazionale di lavoro la Fiom/Cgil ha proclamato sciopero generale nazionale di 8 ore venerdì 9 marzo con manifestazione a Roma (comizio in piazza San Giovanni). La Fiom/Cgil invita i lavoratori e le lavoratrici a partecipare e prenotare i pullman presso le sedi sindacali.

venerdì 24 febbraio 2012


   Il Segretario generale della Fiom
  MAURIZIO 
 LANDINI
   incontra tutti gli/le iscritti/e e tutti i simpatizzanti della
    Fiom-Cgil  dello stabilimento jesino della Cnh
    nell’assemblea aperta che si terrà
     SABATO 3 MARZO 2012
      alle ore 15.00 nella
  Sala del Lampadario del Circolo Cittadino di Jesi 

   Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori alla massima partecipazione

         Ora che il silenzio è più forte,

        riprendiamoci la parola.

            


Il Fatto Quotidiano

25 febbraio 2012
Landini: “Le promesse Fiat erano tutte balle”
maurizio_landini
di LUCA TELESE
Questa intervista di Sergio Marchionne contiene molte falsità. Ma soprattutto una notizia grave, che non dovrebbe preoccupare solo noi, ma tutti gli italiani: la Fiat pensa di chiudere due stabilimenti”. Maurizio Landini ieri ha compulsato riga per riga quello che Marchionne ha detto al Corriere della Sera. Due pagine piene di messaggi in codice. Il leader della Fiom la considera “un punto di non ritorno”. Landini, perché è così preoccupato? Perché tutto quello che la Fiom ha detto per anni, spesso in solitudine, si sta purtroppo realizzando. Si riferisce alla produzione? Cominciamo con il dire che Marchionne non ha parlato in un giorno a caso. Ma quando i giudici hanno detto che tre lavoratori licenziati ingiustamente vanno reintegrati. Dice che l’ad ha provato a oscurare la vittoria di Barozzino e dei suoi compagni, con l’azienda che ora si rifiuta ancora di reintegrarli? Non so. Ma di sicuro c’è un fatto: è la quarta volta in un anno e mezzo che la Fiat viene condannata per comportamenti antisindacali! E per di più per vicende diverse e da tribunali diversi: penso al reintegro ordinato a Torino per il licenziamento ingiusto dell’impiegato Pino Capozzi. Vuol dire che sono eventi collegati? Ovviamente sì: c’era un disegno preciso: avere in fabbrica solo i sindacati che piacciono alla Fiat e intimidire gli altri. C’è riuscita? Può riuscire se in questo paese il governo non si rende conto che deve intervenire per ripristinare la rappresentanza. Dice Marchionne che voi fate politica. Mi diverte molto che il dottor Marchionne, che è appena uscito dalla Confindustria, ieri sponsorizzava il suo candidato, Bombassei: l’unico in campagna elettorale per ora è lui. Lei non lo sopporta, dica la verità. Affatto. Trovo pericoloso che metta in discussione la rappresentanza sindacale, questo sì. Lui dice che a Pomigliano non ci sono discriminazioni per voi. Un’altra bugia: il fatto che invitino gli operai a stracciare la tessera è apparso su tutti i giornali. Quindi Marchionne mente? Non c’è un solo iscritto Cgil su 2000 assunti. Questo è un fatto, punto. E sul piano industriale? Leggendo l’intervista incalzante di Mucchetti la cosa più preoccupante è che il piano Fabbrica Italia non esiste più. Non lo dice esplicitamente. Dice che il mercato non è più quello che aveva previsto, dice che in Italia non venderà più un milione e 400 mila auto. Non parla più dei 20 miliardi di investimenti! Colpisce più voi o più Uil e Cisl? Chi ha firmato contratti adesso sa che ha messo il suo sigillo su cambiali in bianco. E poi? In quattro mesi è scomparso un altro stabilimento In che senso? Presentando la nuova Thema Marchionne disse: è venuta meno la produzione di uno stabilimento. Adesso parla di due. Se segue questo ritmo a giugno non c’è più nulla. Ma il governo non ha nulla da dire? Però Marchionne dice che se vende in America si salvano… Ha chiuso Termini dicendo costava troppo attraversare il Tirreno. Adesso pensa che le Punto devono attraversare l’Atlantico? Per lui l’accordo sul gruppo Fiat è valido perché votato dagli operai. Altra balla! Hanno votato 6 mi-la su 80 mila! E ci sono 20 mila firme che chiedono un referendum su questo contratto. Perché non lo fa se è così sicuro? Pensa di vincerlo? Io mi limito a osservare che con 20 mila firme che lo chiedono, quelli che non vogliono farlo sono loro. È arrabbiato perché Marchionne dice che con Rinaldini, suo predecessore, si trattava meglio? Fa assolutamente sorridere. Abbiamo condiviso tutte le scelte: solo in questi anni non ha accettato di vederci. È lui che ha cambiato stile e modi, non noi. Ma lei ci parlerebbe? Anche domani. Temo che si sta preparando a fondere il gruppo in cui la Chrysler è il vero baricentro e l’Italia solo un’appendice. Non crede di dover dialogare con Uil e Cisl? Ho già proposto a loro di far votare i lavoratori sul contratto. Se loro lo accettano io sono disposto a fare un grande accordo per la democrazia sindacale. Non è colpa mia se si rifiutano. Lei sa che per loro il referendum è un boccone amaro… Io non lo voglio fare perché sono certo di vincerlo. Io voglio farlo perché è giusto. E se lo perdesse lei firmerebbe il contratto, Landini? La mia organizzazione, quando i referendum si svolgono senza ricatti, ne rispetta sempre il verdetto. Ma siccome questa possibilità non ce la danno il 9 marzo saremo in piazza San Giovanni, per difendere il lavoro.

SENZA DIRITTI
I lavoratori della Fiat Trattori scrivono alla città di Jesi

Cittadine e cittadini,
dal 1 Gennaio di quest'anno con un accordo capestro che distrugge il contratto
nazionale di lavoro, Fiat nega ai suoi dipendenti libertà sindacali e diritti sanciti dalla
Costituzione Italiana riportando di fatto i rapporti di lavoro dentro la fabbrica a
tempi che parevano oramai lontani.

Viene così impedito a chi lavora di scegliersi liberamente l'organizzazione sindacale
alla quale aderire, di eleggere i propri rappresentanti, di votare gli accordi e i contratti
che li riguardano. Si mette in discussione il diritto di sciopero e la tutela del
pagamento della malattia. Gravissimo è inoltre l'atto con cui si cancella dalla
rappresentanza in fabbrica la Fiom Cgil che con il 52% dei consensi è il sindacato più
rappresentativo tra i lavoratori. Con le nuove regole paradossalmente è Fiat che
decide chi fa sindacato in fabbrica, non i lavoratori.

Eppure Pomigliano doveva essere “un eccezione”. Così ci avevano detto. Di certo c'è
invece che la crisi e le ricette che ci propongono per uscirne, oltre ad aumentare la
disoccupazione e la precarietà mettono in moto pratiche autoritarie dentro ai luoghi di lavoro
dove a farne le spese troppo spesso sono la democrazia e i diritti. Negando così a chi
lavora la possibilità di poter scegliere e di poter decidere della loro condizione. Ciò
che rimane non è lavoro, ma mero sfruttamento.

In aggiunta va detto che tutto ciò avviene nel più totale silenzio di una Politica
nazionale e locale che non sa più rappresentare il Lavoro, e di una Informazione che
troppo spesso decide di non raccontarlo. A Marchionne in troppi hanno deciso a
priori di non chieder conto di nulla, lasciando così soli gli operai al ricatto dirittilavoro.

Per tutto questo la lotta dei lavoratori della Fiat a cominciare dallo sciopero generale
indetto dalla Fiom con manifestazione a Roma “Democrazia al lavoro” del 9 Marzo
prossimo assume una importanza decisiva per salvare non solo la dignità di chi lavora
in Fiat, ma la Democrazia nel Paese.

In ultimo chiediamo a chi vorrà farlo, di partecipare alle nostre iniziative e di
sostenerci nella campagna internazionale “Io voglio la Fiom in Fiat” per le libertà
sindacali e i diritti nelle fabbriche Fiat. http://www.fom.cgil.it/sottoscrizione/default.htm.

                                 
Le lavoratrici e i lavoratori Fiom della Fiat Cnh di Jesi
                          http://fom-rsufomjesi.blogspot.com/