Pagine

venerdì 2 marzo 2012




Prot: 595/12/ML/mm
Roma, 28 febbraio 2012


Stimato Onorevole,


la Fiom-Cgil ha indetto per venerdì 9 marzo 2012 lo sciopero generale delle lavoratrici e
dei lavoratori metalmeccanici con manifestazione nazionale a Roma che si concluderà in
piazza San Giovanni. “Democrazia al lavoro” è il titolo della giornata di mobilitazione.
L’obiettivo, non è solo quello di chiedere la difesa delle condizioni di chi lavora ma,
avanziamo proposte per una nuova politica economica ambientalmente e socialmente
sostenibile fondata su un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per creare
nuovi posti di lavoro, porre fine allo scandalo della precarietà estendendo gli
ammortizzatori sociali, strumenti di tutela del reddito ed i diritti a tutte le imprese e a tutte
le forme di lavoro.
C’è bisogno che la democrazia entri nei luoghi di lavoro per smetterla con la politica degli
accordi separati, affermare il ruolo del Contratto Nazionale come strumento di tutela
generale dei diritti nel lavoro.
C’è bisogno di rispondere alla messa in discussione dei princìpi costituzionali attuata dalle
scelte della Fiat di manomettere diritti indisponibili, di discriminare gli iscritti della Fiom-
Cgil non assumendoli come avviene a Pomigliano, di negare il reintegro al lavoro a tre
lavoratori di Melfi come ordinato dalla Corte d’Appello di Potenza, di impedire alla Fiom-
Cgil di essere presente al pari degli altri sindacati negli stabilimenti Fiat, di mettere in
discussione la libertà di espressione e di pensiero togliendo ad esempio “l’Unità” dalle
bacheche sindacali.
Proprio per questo ci rivolgiamo a Lei, che è innanzitutto un rappresentante della Nazione
prima che un esponente del suo partito, di aderire alla giornata di lotta indetta dalla Fiom,
le cui rivendicazioni in difesa dei diritti costituzionalmente garantiti coincidono con il più
autentico interesse generale del paese, ed in ogni caso di agire in Parlamento per
ripristinare i principi costituzionali anche nel Gruppo Fiat.


                      Segretario generale Fiom-Cgil


MANIFESTAZIONE FIOM‐CGIL ‐ ROMA 9 MARZO 2012
APPELLO AL MONDO DELLA CULTURA E ALLA SOCIETÀ CIVILE

La Fiom‐Cgil ha proclamato per venerdì 9 marzo lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici con una manifestazione a Roma che si concluderà in piazza San Giovanni.
La democrazia ed il lavoro sono i nodi centrali del nostro tempo in Italia e in Europa.
Perché oggi il lavoro manca, è sempre più precario, è sempre meno pagato, al punto che pur 
lavorando si è poveri.
Perché oggi nei luoghi di lavoro, a partire dalla Fiat, si rischia l’autoritarismo con la messa in 
discussione del Contratto nazionale, dei diritti individuali e collettivi.
Perché la democrazia è negata. Alle donne e agli uomini che lavorano è impedito di votare 
liberamente gli accordi che li riguardano e di potersi scegliere chi li rappresenta, fino alla 
messa al bando di un’intera organizzazione sindacale e all’esplicita discriminazione verso 
gli iscritti della Fiom‐Cgil.
È in questo contesto che Governo e Confindustria vogliono far passare l’idea, sbagliata e 
inaccettabile, che per uscire dalla crisi bisogna cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei 
lavoratori, dopo aver manomesso il sistema pensionistico pubblico.
All’opposto devono essere universali, e quindi estesi a tutti, la cassa integrazione quale 
alternativa ai licenziamenti collettivi e la tutela del reddito come diritto di cittadinanza.
In una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” quale l’Italia deve costituzionalmente 
essere, la libertà operaia è la libertà di tutti, la sicurezza del disoccupato ed il superamento 
della precarietà è la sicurezza di tutti, un’economia ambientalmente sostenibile e un piano 
straordinario di investimenti pubblici e privati sono le condizioni per difendere i beni comuni 
e costruire nuovi posti di lavoro.
Lo sciopero generale e la manifestazione nazionale del 9 marzo diventano un appuntamento 
essenziale non solo per i metalmeccanici ma per tutti coloro che credono nella democrazia, 
nella giustizia sociale, nella libertà, nell’informazione libera e in un lavoro stabile con diritti. 
E in questo senso sono fondamentali il diritto allo studio, l’accesso alla cultura, la 
valorizzazione del patrimonio artistico e delle competenze.
Nel nome della nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista invitiamo 
ogni cittadino non solo ad aderire alla manifestazione, ma a farsi promotore e protagonista 
di questa giornata di mobilitazione partecipando attivamente.
Sono convinto che la nostra lotta difenda oggi gli interessi di tutto il paese mettendo al centro 
le lavoratrici e i lavoratori e proprio per questo sarebbe per noi importante avere la tua firma 
e la tua presenza in piazza San Giovanni il 9 marzo a Roma.

        Segretario generale Fiom‐Cgil



02/03/2012 - Il giudice del lavoro condanna 7 aziende modenesi per attività anti-sindacale. La Fiom\Cgil canta vittoria
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Modena Morcavallo con il dispositivo del 27 febbraio 2012 ha rigettato l’opposizione delle 7 aziende modenesi (CNH, Maserati, Ferrari, Emmegi, Glem Gas, Titan e Rossi Motoriduttori) condannate in primo grado dal Giudice del Lavoro di Modena Ponterio nell’aprile 2011 per attività anti-sindacale verso la Fiom/Cgil. 

Così stamattina Giordano Fiorani segretario Fiom/Cgil Modena ha presentato in conferenza stampa insieme all’avvocato Ernesto Giliani (Studio Legale Giliani & Borsari) l’ultimo atto della vertenza legale in corso con le 7 aziende modenesi che nel 2011 la Fiom/Cgil ha denunciato per attività antisindacale, ex art.28 dello Statuto dei Lavoratori, per aver applicato il CCNL separato 2009 mentre era ancora in vigore il CCNL 2008, senza averne data alcuna informazione ai lavoratori interessati. Le imprese interessate avevano allora fatto opposizione alla condanna, “ma il Giudice ha oggi respinto questa opposizione – precisa Fiorani - con alcune precisazioni interessanti contenute nella minuta del dispositivo scritto a mano (in attesa della sentenza completa dattiloscritta che sarà resa nota tra 60 giorni).” 

Il giudice sostanzialmente dice che ai lavoratori in forza al 31.12.2011 l’azienda deve chiedere se intendono aderire al CCNL 2009 o meno, in caso dichiarino che non vogliono l’applicazione del CCNL 2009 è implicito che deve essere loro applicato il CCNL unitario 2008, anche se scaduto il 31.12.2011, in virtù dell’ultrattività prevista dall’art.2 dello stesso CCNL (decorrenza e durata) sino al rinnovo di un successivo contratto da parte di tutti i firmatari di quell’accordo (Fim, Fiom e Uilm). “Questa sentenza – spiega Fiorani – apre uno scenario importante nei confronti di Fiat, poiché significa che per i lavoratori delle 3 aziende del Gruppo (CNH, Ferrari e Maserati) che non accettano il CCNL 2009, rimane in vigore il CCNL 2008, e la Fiom/Cgil che ne è firmataria intende dunque esercitare i diritti di assemblea, alle trattenute sindacali per i propri iscritti, all’elezione delle Rsu”, diritti che dal 1° gennaio 2012 – è bene ricordarlo – la Fiom/Cgil non gode più poiché non firmataria del contratto di Gruppo Fiat del 13 dicembre 2011.

La Fiom/Cgil si farà forza di questa sentenza che intende richiamare nei ricorsi ex art.28 per attività anti-sindacale che sta predisponendo verso le aziende modenesi del Gruppo Fiat poiché hanno rigettato la nomina delle Rsa Fiom (rappresentanze sindacali aziendali), hanno negato i permessi sindacali e la disponibilità a fare le trattenute agli iscritti Fiom, non riconoscono gli Rls Fiom (rappresentanti per la sicurezza), in quanto la Fiom non è firmataria del contratto del 13.12.2011. Sempre alla luce di questa sentenza, alle prossime assemblee previste in Ferrari per martedì 6 marzo per illustrare il contratto (in Maserati e CNH sono già state fatte con pesanti contestazioni ai dirigenti nazionali di Fim Uilm e Fismic), la Fiom/Cgil eserciterà il diritto ad essere presente. Se Fim e Uilm non convocheranno le assemblee in Ferrari (si sta profilando anche questa disdetta), sarà la Fiom/Cgil a chiedere di convocarle. “Se la nostra richiesta sarà respinta, significa che Fearrari non dà applicazione ad una sentenza del Giudice” ha chiosato Fiorani, criticando ancora una volta come di un accordo che è in vigore dal 1° gennaio di quest’anno non sia stata ancora data informazione ai lavoratori.

Fiorani ha ribadito la critica della Fiom/Cgil alla linea di Fiat che decide quali sindacati ammettere in azienda e quali no, e le pesanti iniziative di contrasto alla libera rappresentanza. “Un vero e proprio degrado della democrazia”, l’ha definita Fiorani. Fiorani ha anche ricordato il ritiro della denuncia di CNH contro Fiom/Cgil e i delegati per aver scioperato nel 2010 durante alcuni sabati comandati, ovvero per aver scioperato su materie previste dal contratto. Il ritiro dimostra come siano infondate le motivazioni della denuncia. “Tutti gli scioperi sono inadempimenti contrattuali – ha spiegato l’avvocato Giliani – ma il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione e prevale su tutti gli accordi, non può subire alcuna limitazione (se non nelle modalità di esecuzione e per violazione di altri diritti costituzionalmente garantiti, es. diritto alla vita, diritto alla salvaguardia e integrità dei macchinari)”. 

Per questo la Fiom/Cgil continuerà a sostenere la sua battaglia, anche legale per sostenere che è illegittimo sostenere che non si può fare sciopero su materie definite dal contratto pena la possibilità di sanzioni da parte dell’azienda (sia ai sindacati che ai lavoratori). Ma questo è proprio ciò che è previsto nella clausola di salvaguardia dell’accordo del Gruppo Fiat che Fim e Uilm hanno firmato, e che in questo modo sono altrettanto responsabili dell’azienda. “Sindacati che accettano di impedire l’esistenza di altri sindacati, stanno abdicando al loro ruolo” ha detto Fiorani. La Fiom/Cgil vuole rientrare dalla porta principale in Fiat e oltre alle azioni già indicate, sta chiedendo alle Amministrazioni comunali l’utilizzo di spazi nei parcheggi davanti alle aziende Fiat per sostare con una propria postazione. Su tutti questi aspetti democrazia, rappresentanza e riconquista del contratto nazionale di lavoro la Fiom/Cgil ha proclamato sciopero generale nazionale di 8 ore venerdì 9 marzo con manifestazione a Roma (comizio in piazza San Giovanni). La Fiom/Cgil invita i lavoratori e le lavoratrici a partecipare e prenotare i pullman presso le sedi sindacali.

venerdì 24 febbraio 2012


   Il Segretario generale della Fiom
  MAURIZIO 
 LANDINI
   incontra tutti gli/le iscritti/e e tutti i simpatizzanti della
    Fiom-Cgil  dello stabilimento jesino della Cnh
    nell’assemblea aperta che si terrà
     SABATO 3 MARZO 2012
      alle ore 15.00 nella
  Sala del Lampadario del Circolo Cittadino di Jesi 

   Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori alla massima partecipazione

         Ora che il silenzio è più forte,

        riprendiamoci la parola.

            


Il Fatto Quotidiano

25 febbraio 2012
Landini: “Le promesse Fiat erano tutte balle”
maurizio_landini
di LUCA TELESE
Questa intervista di Sergio Marchionne contiene molte falsità. Ma soprattutto una notizia grave, che non dovrebbe preoccupare solo noi, ma tutti gli italiani: la Fiat pensa di chiudere due stabilimenti”. Maurizio Landini ieri ha compulsato riga per riga quello che Marchionne ha detto al Corriere della Sera. Due pagine piene di messaggi in codice. Il leader della Fiom la considera “un punto di non ritorno”. Landini, perché è così preoccupato? Perché tutto quello che la Fiom ha detto per anni, spesso in solitudine, si sta purtroppo realizzando. Si riferisce alla produzione? Cominciamo con il dire che Marchionne non ha parlato in un giorno a caso. Ma quando i giudici hanno detto che tre lavoratori licenziati ingiustamente vanno reintegrati. Dice che l’ad ha provato a oscurare la vittoria di Barozzino e dei suoi compagni, con l’azienda che ora si rifiuta ancora di reintegrarli? Non so. Ma di sicuro c’è un fatto: è la quarta volta in un anno e mezzo che la Fiat viene condannata per comportamenti antisindacali! E per di più per vicende diverse e da tribunali diversi: penso al reintegro ordinato a Torino per il licenziamento ingiusto dell’impiegato Pino Capozzi. Vuol dire che sono eventi collegati? Ovviamente sì: c’era un disegno preciso: avere in fabbrica solo i sindacati che piacciono alla Fiat e intimidire gli altri. C’è riuscita? Può riuscire se in questo paese il governo non si rende conto che deve intervenire per ripristinare la rappresentanza. Dice Marchionne che voi fate politica. Mi diverte molto che il dottor Marchionne, che è appena uscito dalla Confindustria, ieri sponsorizzava il suo candidato, Bombassei: l’unico in campagna elettorale per ora è lui. Lei non lo sopporta, dica la verità. Affatto. Trovo pericoloso che metta in discussione la rappresentanza sindacale, questo sì. Lui dice che a Pomigliano non ci sono discriminazioni per voi. Un’altra bugia: il fatto che invitino gli operai a stracciare la tessera è apparso su tutti i giornali. Quindi Marchionne mente? Non c’è un solo iscritto Cgil su 2000 assunti. Questo è un fatto, punto. E sul piano industriale? Leggendo l’intervista incalzante di Mucchetti la cosa più preoccupante è che il piano Fabbrica Italia non esiste più. Non lo dice esplicitamente. Dice che il mercato non è più quello che aveva previsto, dice che in Italia non venderà più un milione e 400 mila auto. Non parla più dei 20 miliardi di investimenti! Colpisce più voi o più Uil e Cisl? Chi ha firmato contratti adesso sa che ha messo il suo sigillo su cambiali in bianco. E poi? In quattro mesi è scomparso un altro stabilimento In che senso? Presentando la nuova Thema Marchionne disse: è venuta meno la produzione di uno stabilimento. Adesso parla di due. Se segue questo ritmo a giugno non c’è più nulla. Ma il governo non ha nulla da dire? Però Marchionne dice che se vende in America si salvano… Ha chiuso Termini dicendo costava troppo attraversare il Tirreno. Adesso pensa che le Punto devono attraversare l’Atlantico? Per lui l’accordo sul gruppo Fiat è valido perché votato dagli operai. Altra balla! Hanno votato 6 mi-la su 80 mila! E ci sono 20 mila firme che chiedono un referendum su questo contratto. Perché non lo fa se è così sicuro? Pensa di vincerlo? Io mi limito a osservare che con 20 mila firme che lo chiedono, quelli che non vogliono farlo sono loro. È arrabbiato perché Marchionne dice che con Rinaldini, suo predecessore, si trattava meglio? Fa assolutamente sorridere. Abbiamo condiviso tutte le scelte: solo in questi anni non ha accettato di vederci. È lui che ha cambiato stile e modi, non noi. Ma lei ci parlerebbe? Anche domani. Temo che si sta preparando a fondere il gruppo in cui la Chrysler è il vero baricentro e l’Italia solo un’appendice. Non crede di dover dialogare con Uil e Cisl? Ho già proposto a loro di far votare i lavoratori sul contratto. Se loro lo accettano io sono disposto a fare un grande accordo per la democrazia sindacale. Non è colpa mia se si rifiutano. Lei sa che per loro il referendum è un boccone amaro… Io non lo voglio fare perché sono certo di vincerlo. Io voglio farlo perché è giusto. E se lo perdesse lei firmerebbe il contratto, Landini? La mia organizzazione, quando i referendum si svolgono senza ricatti, ne rispetta sempre il verdetto. Ma siccome questa possibilità non ce la danno il 9 marzo saremo in piazza San Giovanni, per difendere il lavoro.

SENZA DIRITTI
I lavoratori della Fiat Trattori scrivono alla città di Jesi

Cittadine e cittadini,
dal 1 Gennaio di quest'anno con un accordo capestro che distrugge il contratto
nazionale di lavoro, Fiat nega ai suoi dipendenti libertà sindacali e diritti sanciti dalla
Costituzione Italiana riportando di fatto i rapporti di lavoro dentro la fabbrica a
tempi che parevano oramai lontani.

Viene così impedito a chi lavora di scegliersi liberamente l'organizzazione sindacale
alla quale aderire, di eleggere i propri rappresentanti, di votare gli accordi e i contratti
che li riguardano. Si mette in discussione il diritto di sciopero e la tutela del
pagamento della malattia. Gravissimo è inoltre l'atto con cui si cancella dalla
rappresentanza in fabbrica la Fiom Cgil che con il 52% dei consensi è il sindacato più
rappresentativo tra i lavoratori. Con le nuove regole paradossalmente è Fiat che
decide chi fa sindacato in fabbrica, non i lavoratori.

Eppure Pomigliano doveva essere “un eccezione”. Così ci avevano detto. Di certo c'è
invece che la crisi e le ricette che ci propongono per uscirne, oltre ad aumentare la
disoccupazione e la precarietà mettono in moto pratiche autoritarie dentro ai luoghi di lavoro
dove a farne le spese troppo spesso sono la democrazia e i diritti. Negando così a chi
lavora la possibilità di poter scegliere e di poter decidere della loro condizione. Ciò
che rimane non è lavoro, ma mero sfruttamento.

In aggiunta va detto che tutto ciò avviene nel più totale silenzio di una Politica
nazionale e locale che non sa più rappresentare il Lavoro, e di una Informazione che
troppo spesso decide di non raccontarlo. A Marchionne in troppi hanno deciso a
priori di non chieder conto di nulla, lasciando così soli gli operai al ricatto dirittilavoro.

Per tutto questo la lotta dei lavoratori della Fiat a cominciare dallo sciopero generale
indetto dalla Fiom con manifestazione a Roma “Democrazia al lavoro” del 9 Marzo
prossimo assume una importanza decisiva per salvare non solo la dignità di chi lavora
in Fiat, ma la Democrazia nel Paese.

In ultimo chiediamo a chi vorrà farlo, di partecipare alle nostre iniziative e di
sostenerci nella campagna internazionale “Io voglio la Fiom in Fiat” per le libertà
sindacali e i diritti nelle fabbriche Fiat. http://www.fom.cgil.it/sottoscrizione/default.htm.

                                 
Le lavoratrici e i lavoratori Fiom della Fiat Cnh di Jesi
                          http://fom-rsufomjesi.blogspot.com/

giovedì 23 febbraio 2012


Federazione Impiegati Operai Metallurgici
BASILICATA
Via Bertazzoni, 100 – 85100 Potenza 

Fiom Cgil Basilicata: il giudice reintegra Barozzino, Lamorte e Pignatelli.
Una vittoria che ripristina democrazia e libertà sindacale.  
La Fiom CGIL Basilicata esprime soddisfazione per il dispositivo della Corte di Appello 
di Potenza, sezione lavoro, che accoglie l’appello presentato dalla nostra organizzazione 
ribaltando il giudizio di primo grado e, dopo quasi due anni, reintegra al lavoro 
Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte, Marco Pignatelli.
Il pronunciamento della corte fa giustizia di quanto sostenuto dalla nostra organizzazione 
sui principi di democrazia e libertà delle lavoratrici e dei lavoratori di esercitare legittimamente 
i propri diritti. 
Oggi inizia un nuovo corso per le relazioni sindacali negli stabilimenti Fiat e non solo, con le
lavoratrici ed i lavoratori che non devono avere più paura di coniugare i diritti con il lavoro.
Nei prossimi giorni partiranno la serie dei ricorsi ex art. 28 in tutti gli stabilimenti Fiat, per il
riconoscimento del diritto dei lavoratori ad eleggere le RSU e a potersi iscrivere liberamente 
al sindacato.
Alla luce dei fatti di oggi lo sciopero del 9 marzo a Roma assume una valenza particolare 
per il ripristino delle condizioni di democrazia, per ribadire il ruolo centrale del contratto 
nazionale di lavoro, per la tutela e l’estensione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori 
contro i licenziamenti ingiusti ed illeggittimi.  

Potenza, 23 febbraio 2012

lunedì 20 febbraio 2012


VOGLIAMO LA PAROLA

Le lavoratrici e i lavoratori della Cnh di Jesi chiedono alle organizzazioni sindacali presenti
all'interno dello stabilimento di esercitare quello che è un loro diritto fondamentale: riunirsi 
in assemblea retribuita.Per questo hanno raccolto e stanno raccogliendo in questi giorni un
numero considerevole di firme, peraltro consultabili da parte coloro che hanno la facoltà di
indire le assemblee.
Ordine del giorno

1. situazione produttiva e occupazionale
2. copertura delle 4 giornate perse che Fiat non ha coperto con la Cigo
3. varie ed eventuali

La Rsu della Fiom Cgil appoggia l'iniziativa dei lavoratori e ha già fatto richiesta a Fiat di 
assemblea retribuita d'organizzazione che come ben sappiamo l'azienda rispedirà al mittente.
Invitiamo pertanto le altre organizzazioni sindacali a tenere conto della richiesta dei lavoratori 
convocando assemblee e ricordando che il diritto di chi lavora a riunirsi in assemblea è
previsto dall'art. 20 dello Statuto dei Lavoratori e non appartiene alle organizzazioni sindacali 
ma ai lavoratori.
Informiamo i lavoratori e le lavoratrici che la mattina di Sabato 25 Febbraio alle ore 10 a Jesi 
in Piazza della Repubblica, la Fiom con la Rsu e i lavoratori terranno un “presidio sindacale”
per denunciare alla città, alle istituzioni, e alla politica, il gravissimo attacco che Fiat sta 
portando ai diritti e alle libertà sindacali dentro lo stabilimento di Jesi. Concluderemo l'iniziativa 
recandoci al Comune per chiedere l'impegno anche del sindaco e del consiglio comunale. 
Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a partecipare numerosi.

Jesi, 21 febbraio 2012                                                           La Rsu della Fiom Cgil

sabato 18 febbraio 2012

ROMA, 18 FEBBRAIO 2012 - PALA ATLANTICO Assemblea delle delegate, dei delegati della Fiom


1° parte (relazione Maurizio Landini e interventi dei delegati)





                     2° parte (interventi e conclusioni di Maurizio Landini)

giovedì 16 febbraio 2012


9 marzo

Landini: sciopero contro l'attacco al lavoro



di rassegna.it
Le scelte della Fiat mettono in discussione il contratto e la dignità delle persone. Allo stesso modo governo e Confindustria vogliono "manomettere" l'articolo 18. "Questo attacco ai diritti del lavoro è inaccettabile. Il modo per uscire dalla crisi è estendere diritti per chi non ce l'ha, ridurre la precarietà, avviare un piano straordinario di investimenti per lavoro e occupazione". Per questo la Fiom scende in piazza venerdì 9 marzo a Roma, in occasione dello sciopero generale di 8 ore proclamato dei metalmeccanici. Il segretario generale, Maurizio Landini, lo spiega ai microfoni di RadioArticolo1 (audio). Nelle relazioni industriali "bisogna definire regole democratiche - chiede -, che permettano alle parti di fare accordi e ai lavoratori di decidere su ciò che li riguarda direttamente".

Per Marcegaglia lo sciopero non serve, il presidente di Confindustria ha detto che "così non si risolvono i problemi". Landini risponde: "Non facciamo uno sciopero fine a sé stesso, non siamo contenti di proclamarlo perchè chiediamo ai lavoratori di rimetterci lo stipendio. Ma alla Marcegaglia voglio ricordare che la Fiat è uscita dalla sua associazione per non rispettare il contratto nazionale. Noi - prosegue il segretario - scioperiamo per riprenderci il contratto e proporre un nuovo modello di sviluppo, diverso da quello di questi anni e dell'ultimo governo, con cui Confindustria spesso è stata d'accordo. Quindi si prenda la sua parte di responsabilità".
Landini non ha preferenze per il prossimo presidente di Confindustria - Squinzi o Bombassei -, solo un auspicio: "La smetta di favorire accordi separati, definisca con noi regole condivise in base alla rappresentanza. Insomma, deve fare i conti con ciò che i lavoratori democraticamente chiedono". Per questo serve una legge sulla rappresentanza.
Il leader della Fiom commenta le vendite del settore auto, in continua discesa. "Fiat non sta facendo investimenti, non produce nuovi modelli e perde quote di mercato - a suo avviso -. Ma il tema non viene affrontato: un governo degno di questo nome dovrebbe convocare il più grande gruppo industriale del paese e chiedere conto dei suoi investimenti". In caso contrario, il timore è che "si investa sempre più fuori dall'Italia, considerando che a Pomigliano stanno rientrando 2.000 persone (e nessun iscritto alla Fiom), siamo lontani dai 5.000 promessi dalla Fiat".





A proposito di Fiat, impossibile non tornare sull'accordo separato e sul referendum "ricatto" di Marchionne, che ha escluso la Fiom da Pomigliano. "I referendum si fanno in Fiat solo sotto ricatto - spiega Landini -. Infatti oggi rifiutano di sottoporre al referendum abrogativo l'intesa sostitutiva del contratto nazionale. Hanno firmato 20mila persone, ma ci viene negato". Quindi a suo avviso "c'è un problema di democrazia che non ha precedenti: secondo la Fiat la Fiom è fuori dagli stabilimenti, siamo alla discriminazione contro i nostri iscritti".
E nell'accordo ci sono condizioni durissime: "Porta l'orario settimanale da 40 a 43 ore alla settimana, è un'intesa contro l'occupazione e mette in discussione diritti fondamentali come lo sciopero e la malattia. Il governo Berlusconi ha fatto l'articolo 8 della manovra proprio per garantire questo regolamento. Il nuovo governo deve intervenire per cancellarlo. E poi convocare subito un tavolo con la Fiat: chiedere che fine hanno fatto i 20 miliardi di investimento che avevano annunciato".
Oggi un delegato della Fiom come vive la sua azione sindacale nella Fiat? "Sono dei veri e propri eroi - secondo Landini - : non hanno nessun riconoscimento, non ci sono ore di permesso né la bacheca sindacale. Fanno un lavoro di contatto durante pausa mensa, entrata e uscita. Abbiamo dei camper davanti agli stabilimenti. E i nostri delegati, se organizzano iniziative, sono anche vittime di azioni disciplinari".
Lo sciopero del 9 marzo è l'occasione per confermare il no alla la riforma delle pensioni. "Vogliamo dire che non ci piace - scandisce il segretario -: è contro i giovani, non distingue tra i lavori che si fanno, introduce un sistema di contribuzione che non esiste in Europa. In più non aiuta l'occupazione, perchè portare l'età pensionabile a 70 anni non favorisce certamente l'ingresso all'impiego. Il governo Monti deve cambiare politica economica". E a breve bisogna tornare a votare: "Le persone non si sentono rappresentate dai tecnici non eletti da nessuno. E' un problema di democrazia: bisogna scegliere tra programmi diversi, dare un mandato vero al prossimo governo e Parlamento".

giovedì 9 febbraio 2012


IL NUOVO LOGO DI FIM-UILM-FISMIC


  IL LORO NUOVO INCARICO 
POSTINI AZIENDALI




IL NUOVO LOGO DEI LAVORATORI 





ANDIAMO TUTTI A ROMA IL 9 MARZO

PER UNA GRANDE MANIFESTAZIONE

PER RICONQUISTARE IL CONTRATTO A PARTIRE DA FIAT 

PER ESTENDERE I DIRITTI E L' OCCUPAZIONE


PER DIFENDERE L'ART 18 CHE NON PUO' ESSERE OGGETTO NE' DI TRATTATIVA NE' DI NEGOZIATO