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sabato 4 dicembre 2010

Mirafiori

“Si conferma che il modello Pomigliano, proposto anche per lo stabilimento di Mirafiori, punta a superare il contratto nazionale, a cancellare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e ad affermare in Italia un modello aziendalistico e neocorporativo.”
“Il Contratto nazionale senza deroghe, quello del 2008, è l’unico che può permettere di affrontare le nuove esigenze produttive, senza peggiorare le condizioni di chi lavora.”
“A questo punto è necessario coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici e farli decidere sulle loro condizioni. Per questo proponiamo che, a partire da lunedì, siano convocate le assemblee.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 3 dicembre 2010

COMUNICATO FIOM

Nell’incontro odierno avutosi tra Fiat Cnh Italia e la Rsu, l’Azienda ci ha comunicato quanto segue:

CIGO
-confermata la CIGO per le giornate 6-7-17-23 Dicembre 2010;
-causa il perdurare della situazione negativa di mercato sono state comunicate ulteriori giornate di Cigo per il prossimo anno nei giorni del 3-4-5-7 Gennaio 2011;
-il 2010 si chiuderà quindi con un numero di giorni di CIGO pari a 49.

TREDICESIMA E PAGA
-L’anticipo della Tredicesima sarà erogato al giorno 16 del c.m., il saldo e la Busta Paga al giorno 30 dello stesso.

CHIUSURA NATALIZIA
-E’ stato altresì comunicato l’utilizzo di PAR 6 per la sospensione dell’attività lavorativa dal 24 al 31 Dicembre, salvo diversa indicazione del lavoratore al caposquadra in merito all’eventuale utilizzo di ferie residue al posto dei PAR, o per chi si trovasse sprovvisto, l’eventuale anticipo fino a 3 giorni del 2011.

PENSIONAMENTI
A fine anno lo stabilimento vedrà l’uscita per raggiunta età pensionabile di 11 operai.

In ultimo,
la RSU della Fiom-Cgil giudica inopportuno e beffardo l’invito alla cena del 10 Dicembre, ritenendo che non vi sia alcunché da festeggiare con una Azienda che a fronte degli utili di quest’anno non paga il Premio di Risultato ai lavoratori, e in aggiunta, costantemente li divide in buoni e cattivi attribuendo meriti ad alcuni, e negandoli ad altri.
Ciò crediamo non sia di buon auspicio per il futuro.

3 Dicembre 2010         
la RSU della Fiom-Cgil

giovedì 2 dicembre 2010

Fiat. Fiom: “Le proposte per il confronto su Mirafiori illustrate stamattina all’assemblea degli iscritti”

Vi inviamo le proposte della Fiom-Cgil per il confronto di oggi pomeriggio a Torino su Mirafiori. Tali proposte sono state presentate questa mattina all’assemblea degli iscritti Fiom delle Carrozzerie della Fiat, dal Segretario generale della Fiom Maurizio Landini e dal Segretario nazionale e Coordinatore del settore auto, Giorgio Airaudo.

La Fiom Cgil rivendica la convocazione di un tavolo nazionale con il coinvolgimento anche del Governo e delle Istituzioni per concordare e discutere con Fiat i contenuti del piano industriale, la sua presenza in Italia, le scelte societarie e produttive, occupazionali, d’investimento e di innovazione per dare risposte e prospettive a tutti gli stabilimenti del nostro Paese, sia per le attività dell'auto, che per le attività industriali.

La Fiom Cgil rivendica la definizione di un piano pubblico di intervento e relativi finanziamenti per una mobilità sostenibile , politiche di settore, modelli di sviluppo alternativi e di sostegno al reddito.

La Fiom Cgil considera importante il progetto presentato dalla Fiat che assegna nuove produzioni alle Carrozzerie di Mirafiori. Contemporaneamente ne indica la parzialità e ribadisce la necessità di conoscere e poter discutere di tutte le attività svolte sul territorio di Torino comprese le funzioni di progettazione e ricerca.

La Fiom Cgil giudica non accettabile il trasferimento del modello Pomigliano a Mirafiori perché ripropone un peggioramento delle condizioni di lavoro attraverso deroghe al Contratto nazionale ed alle leggi, la violazione dei diritti individuali quali il trattamento economico in caso di malattia ed il diritto di sciopero e la possibile costituzione di una nuova società con lo scopo di superare l’applicazione dei contratti collettivi ed aggirare le normative in materia di trasferimento d’impresa.

La Fiom Cgil intende sviluppare un vero negoziato rispettoso della dignità del lavoro, del Contratto nazionale senza deroghe e delle leggi, verificando fino in fondo la disponibilità espressa dall’amministratore delegato del gruppo Fiat.

La Fiom Cgil avanzerà al tavolo della trattativa le seguenti proposte:

Definizione di un regime di utilizzo degli impianti a partire dai 15 turni. A fronte di esigenze produttive, disponibilità ad applicare come previsto dal Ccnl le 40 ore procapite di straordinario comandato e le 64 ore procapite di orario plurisettimanale, introducendo in tal caso la possibilità per il lavoratore di scegliere tra il pagamento in regime di straordinario o il recupero sotto forma di permessi;

Utilizzo nel corso del turno della pausa mensa e dei 40 minuti di pause per ogni turno, al fine di una reale tutela delle condizioni di salute e sicurezza dei dipendenti;

Disponibilità a prevedere modalità di utilizzo delle pause anche a scorrimento, al fine di aumentare la capacità produttiva per ogni turno;

Disponibilità a definire forme e procedure di confronto preventivo e istantaneo tra le parti, anche con l’obiettivo di ridurre e prevenire le occasioni di conflitto, a partire dall’organizzazione della produzione e dei carichi di lavoro nelle linee di montaggio.

La Fiom Cgil considera necessario, dopo l’incontro odierno, discutere con le lavoratrici e i lavoratori lo stato del negoziato e definire un mandato su cui proseguire la trattativa. Pertanto proponiamo alle altre organizzazioni sindacali ed alle Rsu di convocare per lunedì 6 dicembre apposite assemblee retribuite - il primo giorno di lavoro utile di rientro dalla cassa integrazione – come concordato da tutti i sindacati negli ultimi incontri con i lavoratori.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 2 dicembre 2010

martedì 30 novembre 2010

Studenti e operai contro la Newco Italia

di Giorgio Cremaschi . Maria Stella Gelmini e Sergio Marchionne sono impegnati nella stessa impresa. L’amministratore delegato della Fiat ha presentato a Torino un progetto per Mirafiori che è la pura riproposizione di quello presentato a Pomigliano. In Campania, per fare uno dei modelli più vecchi e senza futuro della Fiat la Panda, si chiede ai lavoratori di rinunciare al contratto nazionale e al diritto costituzionale allo sciopero. A Torino per fare l’auto più inquinante del mondo, il Suv, si chiede la stessa cosa. L’unica differenza tra Torino e Pomigliano è il maggior tasso di ipocrisia con cui Marchionne si è presentato ai sindacati. Ma questo verrà meno presto, perché la sostanza è che Marchionne vuole imporre lo stesso diktat di Pomigliano anche ai torinesi, e alla fine riceverà gli stessi no che ha ricevuto quest’estate. (...)
Il modello organizzativo e sociale con cui Marchionne realizza i suoi arretratissimi progetti industriali è la “newco”, cioè una nuova compagnia secondo quell’inglese con cui in Italia spesso si coprono i peggiori misfatti sociali, nella quale assumere i lavoratori selezionati dall’azienda. Si smantella la vecchia Fiat, si chiudono Termini Imerese così come tanti altri impianti e reparti in tutta Italia, e da essa si estraggono gli impianti e i lavoratori che dovranno essere spremuti al massimo. La salute delle persone, così come l’innovazione tecnologica, non sono previste: si tratta di estrarre in fretta il maggior profitto possibile dalla realtà industriale così come essa è ora, chiedendo ai selezionati la rinuncia a tutto e buttando a mare tutti gli altri. Maria Stella Gelmini è stata tra le prime a sostenere Marchionne quest’estate. Oggi essa propone la newco nella scuola e nell’università pubblica. Da un sistema scolastico, di studio e di ricerca che viene abbandonato a se stesso, si estrae quella parte che verrà privatizzata e regalata al mondo degli affari. Anche lì una minoranza di studenti e ricercatori sarà selezionata, purché accetti di mettere conoscenza e libertà al servizio della speculazione. E i baroni che si rivestiranno dei panni del manager potranno rinnovare ed estendere i propri privilegi.
Per questo oggi c’è un’identificazione profonda tra operai, studenti e ricercatori in lotta. Essi sono di fronte allo stesso progetto economico e sociale. Non a caso “Il Sole 24 ore” sostiene con la stessa fermezza la newco di Marchionne e quella della Gelmini. Sono due progetti di esclusione sociale mascherati da riforma. Marchionne cancella il diritto al lavoro così come è sancito dalla Costituzione, la Gelmini il diritto allo studio, anch’essa, stracciando il dettato costituzionale. Questi progetti vanno fermati, anche a costo di scontrasi con tutti coloro, Fini e Casini in testa, che vogliono superare Berlusconi ma non la sua politica.
Bisogna fermare le newco, perché dopo di loro, se Gelmini e Marchionne dovessero vincere, toccherà alla Lega Nord o a chi per essa, sostenere che fatta le newco nelle fabbriche e nelle scuole resta solo da programmare la newco Italia.

venerdì 26 novembre 2010

Mirafiori

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione. 

E' importante che l’Amministratore delegato del Gruppo Fiat abbia indicato un progetto per produrre a Mirafiori auto e suv di classe superiore (segmenti C e D), anche se non prima della fine del 2012, con la tutela dell’occupazione”.
“Rimane, per la Fiom, la richiesta di un tavolo di confronto generale su tutto il piano “Fabbrica Italia” per dare risposte e prospettive a tutti gli stabilimenti del nostro Paese”.
La Fiom è assolutamente determinata e interessata a far partire un vero negoziato, senza preconcetti, rispettoso della dignità del lavoro, del contratto e delle leggi, verificando fino in fondo le disponibilità di “ripartire da un foglio bianco”, espresse all’inizio dell’incontro di questa mattina a Torino, dall’Amministratore delegato del Gruppo Fiat, Marchionne”.
“Le proposte avanzate dalla Fiat nella seconda parte dell’incontro, sono però in contraddizione con tali disponibilità, in quanto sono stati ribaditi su molti punti contenuti e logiche dell’intesa separata realizzata per Pomigliano d’Arco (Napoli), fino alla costituzione di una newco, che notoriamente sono state giudicate dalla Fiom non accettabili”.
La Fiat ha, infatti, proposto per Mirafiori la costituzione di una nuova società con riassunzione individuale dei singoli dipendenti, 120 ore di straordinario obbligatorio per ogni dipendente, la riduzione delle pause per gli addetti alle linee di montaggio, lo spostamento della pausa mensa a fine turno in due casi su tre, “le clausole di responsabilità sugli accordi raggiunti, degli schemi di utilizzo degli impianti di cui in un caso si arriva a proporre addirittura un turno di 10 ore giornaliere”.”
La Fiat ha poi indicato la volontà di intervenire sul trattamento di malattia, denunciando per Mirafiori un alto tasso di assenteismo portando come esempio positivo il basso tasso di assenteismo di Pomigliano”.
“Non era forse fino a ieri l’assenteismo il problema che non permetteva di fare gli investimenti a Pomigliano?”.
“In ogni caso la Fiom, nel rispetto del mandato ricevuto nelle assemblee, avanzerà delle proposte per coniugare al meglio gli investimenti, la capacità produttiva di Mirafiori, i diritti e la tutela delle condizioni di lavoro e di salute delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Per la Fiom, una delle condizioni irrinunciabili per svolgere un vero negoziato, rimane il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, al fine di assumere tutte le decisioni necessarie per realizzare un accordo condiviso e rispettoso del Contratto nazionale e dei principi costituzionali”.

Fiom-Cgil/Ufficio stampa
 
 

Roma, 26 novembre 2010

LO SPIRITO TOYOTA NON FA PER NOI

Dietro lo scontro tra l'Ad della Fiat e la Fiom c'è solo la questione di come si organizzano le relazioni industriali, a cominciare dal contratto nazionale di categoria, o c'è un metodo? Sergio Marchionne in diverse occasioni lo ha richiamato: è il World Class Manufacturing (Wcm), ovvero lo spirito Toyota trasferito in Occidente. In questo passaggio il toyotismo ha messo al centro la competizione sul mercato mondiale e dato minor peso alle esigenze di valorizzazione dei lavoratori. Dominano l'ossessione per il "miglioramento continuo" e la "lotta agli sprechi". Ogni mancanza è multata, come ben sanno gli operai di Pomigliano. Nel Wcm si mischiano principi dello scientific management (un neo-taylorismo fatto di standardizzazione di metodi e procedure; intensificazione di ritmi e di carichi di lavoro; crescente controllo) e tecniche di gestione finalizzate ad acquisire coinvolgimento, partecipazione, consenso da parte dei lavoratori. Dice Yamashina, il guru giapponese di Marchionne: «Per essere abbastanza forti nella produzione, è necessario avere buoni cervelli , ma anche muscoli forti, cioè una capacità di produzione resistente. Inoltre è necessario possedere anche un buon sistema nervoso per connettere i cervelli con i muscoli, cioè avere dipendenti fortemente coinvolti". In Usa e in Europa i lavoratori hanno, però, resistito all'idea di immedesimarsi totalmente nei destini aziendali. Fin da subito i principi Toyota applicati alla Nissan britannica hannò provocato una reazione operaia, pur in una zona con alta disoccupazione. Lo stesso fenomeno è accaduto alla Fiat di Melfi. In Usa, per superare il rischio che la resistenza operaia si tramutasse in conflitto organizzato, si è fatto di tutto per impedire l'ingresso del sindacato in azienda. Quasi sempre Wcm e scelte no-union sono andate insieme. Tuttavia il metodo Toyota, se è solo una gabbia di ferro, funziona male. Un eccesso di "miglioramento continuo", con una organizzazione delle linee produttive con tempi e ritmi imposti secondo una logica neo-taylorista, ha obbligato la Toyota nel 2009 a ritirare dal mercato per difetti 10 milioni di autovetture, con un colpo durissimo all'immagine total quality. In Europa il Wcm ha ricercato il sostegno del sindacato per assicurarsi il consenso dei lavoratori. Senza servirebbe uno sforzo notevolmente maggiore, in termini di risorse economiche e di mezzi, per realizzare gli stessi obiettivi di efficacia ed efficienza produttiva . Il sindacato diventa un prolungamento dell'azienda, gestisce le criticità ed i problemi che si verificano nello svolgimento dell'attivita lavorativa, ma non negozia la progettazione degli aspetti organizzativi, né o contratta la prestazione d'opera. La prima conseguenza è che una quota significativa di lavoratori sceglie il rapporto diretto, non negoziato, con il management aziendale. Alla Fiat sta già succedendo e con la New-co a Pomigliano si punta a rafforzarlo con la selezione degli assunti, a cominciare dall'accettazione individuale di un accordo imposto e non condiviso dal 40% degli operai. È possibile che Cisl e Uil, in un contesto del genere, mantengano iscritti e delegati, ma la questione vera è se poi avranno il consenso per impedire la rinascita di una conflittualità diffusa. E facile prevedere che non sarà così e lo ha già dimostrato la dura lotta alla Sata di Melfi nel 2004. E se il sindacato perde il suo molo di organizzatore del conflitto, viene meno una forza decisiva per la difesa della democrazia. Dall'ingegner Taylor (esiste un solo modo - one best way - per risolvere i problemi del lavoro) alla signora Thatcher («There is no alternative», perché tutto lo decide il mercato) fino al Wcm ed a Sergio Marchionne la questione vera è se è legittimo, oltre che possibile, sostenere un'alternativa allo stato di cose presente. Amartya Sen ci dice che una società giusta ha come base il confronto tra posizioni diverse e prospettive divergenti che portano a soluzioni decisionali alternative. Se è cosa, la mediazione del conflitto attraverso la pratica sociale della contrattazione è fondante della giustizia e della democrazia: «Esistono ingiustizie palesemente risolvibili, a cui desideriamo porre rimedio». Il Premio Nobel ed il delegato Fiom stanno, dunque, dalla stessa parte, perché danno una comune risposta.

MARIO SAL

mercoledì 24 novembre 2010

COMUNICATO FIOM

La RSU della Fiom-Cgil giudica insufficiente l’attuale fase di relazioni industriali con CNH ITALIA, particolarmente incerte dal punto di vista delle prospettive occupazionali e produttive per i mesi a venire.

1. Non c’è ancora una data disponibile sull’incontro da effettuarsi all’Associazione Industriali Ancona, previsto per il 21 Ottobre.

2.Per i prossimi mesi, in special modo al reparto Trasmissioni, è previsto un preoccupante e ulteriore calo produttivo; ai punteggi sempre in crescita dei vari Audit WCM è paradossale che parallelamente corrisponda costantemente il calo della produzione.
L’Azienda ha oggi parlato di nuovi modelli per il 2011, ci dica quali, in che numeri e in quali tempi.

3.Dal nostro punto di vista è inoltre insufficiente le modalità con cui l’Azienda si rapporta con la RSU in fatto di Informazione, è inconcepibile che la gran parte delle notizie si vengano a sapere da “radio fabbrica”.

Auspichiamo alla RSU di Fim e Uilm, vista la situazione del monte ore assembleare che vede ancora disponibili 5 ore (4 da gestire unitariamente e 1 di categoria ), di fare richiesta unitaria in tempi brevissimi di un’Assemblea sulle problematiche attuali dello stabilimento.

Jesi 23 Novembre 2010               la RSU della FIOM-CGIL

giovedì 18 novembre 2010

LA FIOM-CGIL CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI FIAT PER IL LAVORO

L'Assemblea delle delegate e dei delegati FIOM-CGIL del Gruppo FIAT, riunitasi a Roma il 18 novembre 2010, ha deciso di aprire un confronto di massa con le lavoratrici e i lavoratori di tutte le sedi, con le altre organizzazioni sindacali, le forze politiche, le istituzioni e il Governo. Il nostro obiettivo è la realizzazione di un accordo attraverso un vero negoziato con la FIAT che affronti la sua permanenza in Italia, le scelte societarie, industriali, produttive ed occupazionali di investimenti e il modello di relazioni sindacali della più grande realtà privata italiana.

La FIOM-CGIL denuncia:
- la totale assenza di un’azione e di un progetto del Governo in materia di politica industriale, di sostegno alla ricerca e all’innovazione dei prodotti con particolare riferimento a politiche di domanda e indirizzo verso una mobilità sostenibile che guardi anche a consumi e a modelli di sviluppo alternativi;
- le scelte di FIAT (dalla disdetta degli accordi aziendali sull’orario di lavoro, sull’organizzazione del lavoro e sui diritti ed agibilità sindacali, all'uso strumentale della cassa in deroga fino alla costituzione di Newco che sancirebbero il superamento del Contratto nazionale e della contrattazione collettiva) rivolte a scaricare i costi della crisi sulle sole condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.
La FIOM, d'intesa con la CGIL, rivendica l'immediata convocazione di un tavolo negoziale con il coinvolgimento delle istituzioni per impedire anche la contrapposizione dei territori e degli stabilimenti e concordare:
le misure di intervento e relativi finanziamenti per una mobilità sostenibile, le politiche di settore e di sostegno al reddito;
il piano industriale della FIAT e le conseguenze finanziarie e produttive della prossima divisione societaria fra Auto e Attività Industriali con le ricadute sull'intera filiera produttiva e le eventuali cessioni di asset (Alfa, Marelli, Ferrari ecc.)
il dettaglio sito per sito degli investimenti e delle produzioni e la difesa dei livelli occupazionali.
L'Assemblea delle delegate dei delegati respinge la campagna, falsa e offensiva verso le lavoratrici e i lavoratori, messa in atto dalla FIAT. Questa campagna ha creato disinformazione sul lavoro in Fiat e un clima di intimidazione (dalla cassa integrazione ai licenziamenti antisindacali fino a chiusure di stabilimenti). La Fiat sta cercando di imporre soluzioni autoritarie e in contrasto con il diritto del lavoro e i principi della costituzione. La FIOM rifiuta le posizioni ultimative e rivendica la trattativa che è tale solo se ricerca la mediazione fra i diversi interessi dell'impresa e dei lavoratori. L'industria italiana, a partire dalla FIAT, ha bisogno di un rilancio per lo sviluppo del Paese. Questo può avvenire senza contrapporre il lavoro ai diritti che non solo è una strada socialmente inaccettabile ma anche economicamente dannosa.

La FIOM-CGIL vuole affrontare la trattativa indicando le proprie priorità.

POLITICHE INDUSTRIALI
Nella divisione del Gruppo FIAT in due Società devono prevalere le ragioni industriali su quelle finanziarie. Devono essere acclarati gli assetti proprietari. Deve essere affermato il ruolo centrale degli insediamenti italiani sia per le attività Auto e collegate (Sevel, Marelli, Ferrari, ecc) che per le Attività Industriali (Iveco e Cnh) su cui va avviato un confronto specifico.La Fiat deve investire in ricerca e innovazione nei prodotti, nei motori e nella componentistica. E', infatti, nella scarsa propensione agli investimenti e nel ritardo dei nuovi prodotti la ragione della caduta verticale delle vendite sui mercati europei. La sfida, dunque, non sta nella "governabilità" degli stabilimenti ma nella capacità di FIAT di fare produzioni a maggior valore aggiunto e ricche di innovazione, valorizzando i lavoratori italiani. Se lo Stato deve (come hanno fatto tutti i grandi paesi industriali) finanziare la ricerca e gli investimenti, la proprietà non può essere assente ma deve investire anche lei nei progetti. Non sono accettabili comportamenti socialmente irresponsabili verso i lavoratori e le comunità locali come le annunciate chiusure degli stabilimenti di Imola e Termini Imerese. Una grande azienda globale deve sentirsi vincolata alla ricerca di valide soluzioni industriali alternative. Per Termini Imerese la FIAT e il Governo devono passare dagli incontri inconcludenti e dilatori alla soluzione che deve salvaguardare l’occupazione per tutti i lavoratori e le lavoratrici anche dell’indotto e che per noi può e deve essere nel settore automobilistico valorizzando il territorio.

ORARIO DI LAVORO E UTILIZZO DEGLI IMPIANTI
La FIOM a fronte di investimenti e avvio di nuovi e innovativi prodotti e a difesa dei livelli occupazionali è favorevole a realizzare intese anche per un migliore e più esteso utilizzo degli impianti e se necessarie e motivate anche flessibilità orarie utili a rispondere alle fluttuazioni del mercato compreso il ricorso agli straordinari. Le norme del Contratto Nazionale di Lavoro e la diversa accordistica del Gruppo permettono di rispondere a tutte le esigenze di flessibilità senza deroghe e salvaguardando orari e condizioni dei lavoratori. La FIAT può e deve riconoscere inoltre in termini salariali il maggior disagio dei lavoratori derivante dalle diverse turnistiche.

ORGANIZZAZIONE E CONDIZIONI DI LAVORO
L'introduzione del WCM in tutti gli stabilimenti e di una nuova metrica del lavoro non possono essere scelte unilaterali o imposte ai lavoratori. Ribadiamo la richiesta di un confronto tecnico e di sperimentazioni che permettano alle lavoratrici e ai lavoratori interessati di verificare la metodologia proposta per evitare di sottostimare i fattori di rischio per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori ed evitare di aumentare ulteriormente la saturazione dei tempi di lavoro, garantendo anche strumenti adeguati di trasparenza e controllo ai rappresentanti sindacali. Lo spostamento della mensa a fine turno e la riduzione delle pause sulle linee sono incompatibili con un’organizzazione del lavoro che abbia al primo posto la salute, la sicurezza e la qualità. Così come è inaccettabile qualsiasi riduzione dei diritti delle lavoratrici in materia di tutela della maternità e della parità. Un recupero di produzione significativo (10% circa) può invece venire dalla nostra proposta di introdurre e sperimentare le pause a scorrimento.

SOSTEGNO AL REDDITO
Le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo, hanno oggi un reddito falcidiato pesantemente dalla Cassa Integrazione e tutti, anche coloro che hanno sempre lavorato, da due anni non percepiscono quanto atteso in termini di premio di risultato. Rivendichiamo alla FIAT il pagamento a Luglio di un importo di Solidarietà di almeno 1000 euro a tutti i dipendenti come riconoscimento dei costi della crisi.
L'Assemblea delle delegate e dei delegati della FIOM ritiene l'unità dei lavoratori un bene prezioso. Le divisioni prodotte dalla FIAT e dal Governo, possono e devono essere superate se tutte le organizzazioni sindacali accettano il pluralismo rimettendo ai lavoratori le scelte negoziali e il giudizio sugli accordi tranne che nel caso della messa in discussione di diritti indisponibili dove il voto non può essere libero. La responsabilità i lavoratori la assumono tutta e sempre, nella crisi più che mai, non servono clausole per imporla e l’associazione e l’azione sindacale deve restare libera nella costituzione.
La creazione di Newco cambierebbe le relazioni sociali e configurerebbe una lesione democratica nel paese che riguarderebbe tutti non solo le parti sociali ma anche la rappresentanza politica del lavoro chiediamo a tutti di non lasciare soli le lavoratrici e i lavoratori. L'Assemblea esprime solidarietà e pieno sostegno ai delegati e agli iscritti FIOM ingiustamente licenziati e decide di promuovere una campagna straordinaria di adesione alla FIOM e la mobilitazione di tutte le realtà del Gruppo.

L’Assemblea delle delegate e dei delegati della FIOM, dà mandato alla Segreteria nazionale e al Coordinamento Fiat di proclamare una giornata di lotta di tutte le lavoratrici e i lavoratori della FIAT.

Approvato all’unanimità con 1 astenuto

mercoledì 17 novembre 2010

Fiat. World Class Manufacturing e sistema ErgoUas.

   Analisi di Francesco Tuccino della Fiom-Naz.

domenica 14 novembre 2010

Fiat. Landini (Fiom): “Un attacco alla democrazia senza precedenti”

“Scrive oggi Repubblica che la Fiat intende, a partire da Pomigliano, dar vita a newco per non applicare il contratto nazionale e le leggi del nostro Paese ed anche al fine di impedire che le lavoratrici e i lavoratori possano iscriversi alla Fiom o votare nelle elezioni delle Rsu i candidati dei metalmeccanici Cgil.”
“Cioè vorrebbero cancellare la presenza della Fiom dagli stabilimenti della Fiat che, in base ai voti ricevuti nelle elezioni delle Rsu, è risultato il sindacato maggioritario”
“Se ciò corrispondesse al vero, siamo di fronte ad un attacco senza precedenti al sistema democratico, di relazioni sindacali e costituzionale del nostro Paese.”
“E’ un sogno illusorio pensare che, dalla grave crisi che colpisce la Fiat, si può uscire cancellando i diritti di chi lavora, il contratto nazionale e la democrazia.”
“Ci auguriamo che le altre Organizzazioni sindacali non si rendano complici di un tale disegno della Fiat, che in realtà vuole semplicemente cancellare definitivamente il diritto e la libertà di ogni singolo lavoratore di poter decidere collettivamente di contrattare i contenuti della propria condizione di lavoro. Invece che pensare ad escludere la Fiom, sarebbe opportuno mettere i lavoratori nella condizione di scegliere il proprio sindacato e di votare sulle proprie condizioni, senza che vengano sottoposti a ricatti”
“Ciò che serve alle lavoratrici e ai lavoratori è di aprire una vera trattativa sul piano industriale e degli investimenti del Gruppo Fiat per difendere l’occupazione, costruire prodotti innovativi, definire le missioni produttive per ogni stabilimento, garantendo la continuità produttiva e occupazionale anche per Termini Imerese.”
“Trattativa che deve coinvolgere anche il Governo sulla base di un vero piano pubblico di politica industriale, capace di sostenere un reale processo di innovazione dei prodotti e di qualificazione della struttura produttiva dell’auto e dei mezzi di produzione nel nostro Paese.”
“Oggi registriamo nel Gruppo Fiat un aumento al ricorso alla Cassa integrazione, il rinvio del piano degli investimenti per ora solo annunciati, ed un calo delle vendite. Non è accettabile che la Fiat, di fronte a queste reali difficoltà, cerchi di alimentare le divisioni, anziché assumersi le proprie responsabilità ed accettare di svolgere una vera trattativa con tutte le rappresentanza sindacali presenti nel Gruppo.”
“Non siamo disponibili ad accettare questa pericolosa deriva, non solo perché peggiora le condizioni salariali e di lavoro dei dipendenti del Gruppo, ma perché così non si affrontano i reali problemi che stanno impedendo alla Fiat di recuperare una nuova capacità competitiva.”

Fiom-Cgil/Ufficio stampa

 

Roma, 12 novembre 2010