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lunedì 4 ottobre 2010

Informiamo i lavoratori che nella giornata di domani alle ore 7 circa del mattino, prima dello sciopero, il Segretario della FIOM Provinciale Giuseppe Ciarrocchi e la RSU FIOM dello stabilimento FIAT CNH di JESI interverranno in diretta televisiva al programma BUONGIORNO MATTINA su RAI 1.
La “ripresa” sarà effettuata ai cancelli dello stabilimento jesino e sarà incentrata sulla Manifestazione dei Metalmeccanici della Provincia di Ancona indetta domani a Jesi dalla FIOM-CGIL, e sul duro attacco rivolto ai diritti e alle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per chi volesse è gradita la partecipazione.

Jesi 4 Ottobre 2010             la RSU della FIOM-CNH

venerdì 1 ottobre 2010


NO ALLE DEROGHE
NO ALLA CANCELLAZIONE DEL CONTRATTO NAZIONALE

Nei giorni scorsi a Roma Fim e Uilm hanno firmato l'accordo con Federmeccanica che prevede le deroghe al contratto nazionale, cioè la possibilità di "definire a livello aziendale intese modificative della normativa contrattuale".

Nei fatti, come é avvenuto per Pomigliano, tutte le materie contrattuali potranno essere peggiorate, con una procedura che non solo non prevede la verifica del consenso dei lavoratori ma esautora le stesse RSU.

Per   quanto riguarda il salario non possono essere abbassati i minimi tabellari ma le deroghe sono possibili per le maggiorazioni, per i superminimi, per i premi derivanti da accordi aziendali.

Federmeccanica, con la collaborazione di Fim e Uilm, ha dato soddisfazione ai diktat della Fiat, annullando una delle poche certezze rimaste a tutti i lavoratori metalmeccanici: il Contratto nazionale.
In questo modo si rincorre l'idea, iniqua e illusoria, che abbassando i diritti e il salario, e peggiorando le condizioni di lavoro, si difendano il lavoro e  le  imprese.

Si tratta di uno strappo democratico gravissimo: Fim e Uilm non hanno alcun mandato dai lavoratori a firmare un accordo che apre un percorso di cancellazione del Contratto nazionale, anche se per la Fiom il Contratto in vigore è quello del 2008 che non prevede deroghe.

Fim e Uilm abbiano il coraggio di confrontarsi con i lavoratori nelle assemblee e verificarne il consenso attraverso il voto democratico!

Non è accettabile che a Pomigliano i lavoratori siano stati costretti, sotto ricatto, a votare su richiesta della Fiat, mentre il diritto ad esprimersi è negato quando la questione riguarda tutti!
In ogni caso i metalmeccanici non si lasceranno scippare il Contratto senza reagire: diventa ancor più importante  essere in tanti a Roma il 16 ottobre per la grande manifestazione della Fiom in difesa dei diritti, della democrazia e del Contratto nazionale!              
                                                                                                                                            
                                                                                         RSU FIOM-CGIL JESI
Contratto metalmeccanici. Landini (Fiom): “Si tratta di un accordo scellerato e un attacco a tutto il mondo del lavoro”

“Con l'intesa separata sulle deroghe, Fim, Uilm e Federmeccanica cancellano nei fatti il contratto di lavoro.”
“Si tratta di uno strappo gravissimo sia sul piano democratico, sia per il sistema delle relazioni industriali del nostro Paese. Ancora una volta, alle lavoratrici e ai lavoratori metalmeccanici è negato il diritto di decidere e votare sugli accordi che li riguardano.”
“L'intesa separata sulle deroghe, che introduce il principio dell'esigibilità e delle sanzioni, nei fatti cancella il diritto alla contrattazione collettiva e svilisce il ruolo delle Rsu. Inoltre, se si possono applicare le deroghe sia in caso di crisi che di investimenti, vuol dire che sono previste sempre.”
“E' una scelta scellerata, sia sul piano del peggioramento dei diritti di chi lavora, sia perché sposta la competizione dalla qualità del lavoro e dei prodotti, alla riduzione del costo del lavoro e al peggioramento della condizione dei lavoratori.”
“Per la Fiom è un'intesa illegittima poiché il vero contratto approvato dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici rimane quello stipulato nel 2008 e rivendicheremo la sua applicazione in ogni luogo di lavoro. Per difendere quel contratto, un accordo senza deroghe, saremo in piazza a Roma il 16 ottobre.”
“L'intesa separata, che recepisce l'accordo sul modello contrattuale non firmato dalla Cgil, è un attacco non solo ai metalmeccanici, ma a tutto il mondo del lavoro.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 30 settembre 2010

FIM, UILM, FEDERMECCANICA DALLA DISDETTA ALLA CANCELLAZIONE DEL CONTRATTO NAZIONALE

Un anno fa avevano firmato l’accordo separato sul Contratto e avevano detto: i lavoratori metalmeccanici hanno il contratto senza scioperi con aumenti fin dal primo giorno di vigenza (14 euro netti!) e miglioramenti normativi ed economici che riaffermano il ruolo e il valore del contratto nazionale. Oggi:

LE DEROGHE introdotte dall’accordo separato, cancellano, di fatto, il contratto.

COSA PREVEDE L’INTESA?

In caso di crisi aziendale o per favorire nuovi investimenti, cioè sempre, si può peggiorare il contratto attraverso “intese modificative” che: “dovranno indicare: gli obiettivi che si intendono conseguire, la durata (qualora di natura sperimentale o temporanea), i riferimenti puntuali agli artt. del Ccnl oggetto di modifica, le pattuizioni a garanzia della esigibilità dell’accordo con provvedimenti a carico degli inadempienti di entrambe le parti.”
Le deroghe verranno sottoscritte a livello aziendale e per renderle esigibili prevedono la definizione di sanzioni, così l’esigibilità sostituisce ed annulla il ruolo della RSU.

TUTTO QUESTO È AVVENUTO ALL’INSAPUTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI METALMECCANICI.

HANNO COMPIUTO UN ATTO ILLEGITTIMO!

Il vero contratto – quello del 2008 – senza deroghe e votato con il referendum delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici è in vigore!

CONTRO GLI ACCORDI SEPARATI DIFENDIAMO IL CONTRATTO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA TUTTE E TUTTI IN PIAZZA IL 16 OTTOBRE

Roma, 30 settembre 2010                  FIOM NAZIONALE 


mercoledì 29 settembre 2010

MARTEDI' 5 OTTOBRE: 4 ORE DI SCIOPERO

L'accelerazione imposta dall'Amministratore Delegato della FIAT dottor Sergio Marchionne all'intero sistema di relazioni industriali del paese, ha posto le condizioni affinché proprio in questi giorni Federmeccanica assieme alle oramai solite note complicità sindacali, ha messo in campo l'attacco più grave al diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a contrattare la loro condizione: il contratto nazionale di lavoro.
L'estensione delle deroghe all'intero settore metalmeccanico frantuma nella sostanza l'istituto contrattuale come elemento solidaristico e di unità dei lavoratori tutti, permettendo così alle imprese il ricatto scambio diritti-lavoro, facendo si che gli investimenti produttivi dovranno essere inevitabilmente legati alla capacità dei vari siti produttivi a rinunciare a salari e diritti, una concorrenza spietata che porterà inevitabilmente al peggioramento degli equilibri sociali dell'intero Paese. Tutto ciò senza che le organizzazioni sindacali che occupano i tavoli della Federmeccanica abbiano ricevuto alcun mandato dai lavoratori. Per questo:

MARTEDI' 5 OTTOBRE 
4 ORE DI SCIOPERO
Per tutte le aziende metalmeccaniche della provincia di Ancona Manifestazione davanti lo stabilimento Fiat CNH di Jesi Comizio conclusivo di GIORGIO CREMASCHI

CONTRO LA CANCELLAZIONE DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO E PER AFFERMARE IL DIRITTO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI A VOTARE CONTRATTI E ACCORDI, 
CONTRO L'IDEA CHE PER USCIRE DALLA CRISI BISOGNA SPEZZARE LE VITE DEGLI INDIVIDUI LICENZIANDO O RIDUCENDO I SALARI E I DIRITTI,
PER IL LAVORO COME BENE COMUNE E ATTIVITA' POSITIVA E SIGNIFICATIVA PER SE' E PER GLI ALTRI, OGGI E' TEMPO DI SCEGLIERE!!!!

Lo sciopero si terrà nelle seguenti modalità: 
1'turno ultime 4 ore 
2'turno ultime 4 ore 
3'turno ultime 4 ore
centrale dalle 9 alle 11.30, e l'ultima ora e mezza

ritrovo fuori dei cancelli dello stabilimento alle ore 9 

Vista l'occasione e il convergere di tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della provincia presso i nostri cancelli invitiamo tutti alla massima adesione e a rimanere fno al comizio conclusivo di Giorgio Cremaschi

Jesi, 29 Settembre 2010 la RSU della FIOM-CGIL

martedì 28 settembre 2010

29 SETTEMBRE:TUTTI I SINDACATI IN LOTTA TRANNE LA CISL E LA UIL CHE PREFERISCONO BERLUSCONI

di Giorgio Cremaschi
Il 29 settembre è la giornata di lotta europea contro le politiche economiche dei governi. L’ha indetta la Ces, la Confederazione europea dei sindacati, e in tutta Europa ci saranno iniziative, scioperi e manifestazioni. A Bruxelles ci sarà la manifestazione centrale che vedrà la partecipazione di tutti i sindacati europei. Tutti meno due: la Cisl e la Uil. Queste due organizzazioni sindacali sono infatti le uniche che non aderiscono in Europa a questa giornata di lotta. E non che nel nostro continente non ci siano sindacati moderati e concertativi. E, tuttavia, tutti – tranne Cisl e Uil – hanno sentito il bisogno di scendere in piazza e di mobilitarsi contro quelle politiche economiche che, in tutta Europa, stanno imponendo sacrifici ai lavoratori in cambio di promesse di crescita e sviluppo. Tutti i sindacati in Europa dicono basta con queste politiche, tranne Cisl e Uil che invece le condividono e che sono diventate le organizzazioni che più sostengono e appoggiano il governo Berlusconi.
Il 29 settembre, d’altra parte, Cisl e Uil saranno impegnate in altro. A concordare con la Federmeccanica la distruzione del contratto nazionale, estendendo a tutti i lavoratori le deroghe e le negazioni dei diritti imposte dalla Fiat a Pomigliano. Tutti i sindacati europei lottano per conservare o estendere il contratto nazionale, Cisl e Uil operano assieme alla Confindustria e al governo per distruggerlo. (...)
Basterebbero questi fatti per rimarcare che oggi in Italia non sono la Fiom e la Cgil ad essere isolate, ma la Cisl e la Uil che sono sempre più lontane da ciò su cui si discute e si lotta in Europa. La subalternità al governo e alla Confindustria di questi sindacati è uno dei principali ostacoli a ottenere in Italia una politica economica che difenda il lavoro e crei un vero sviluppo. Invece grazie alla complicità della Cisl e della Uil, la Confindustria può parlare di patto sociale, mentre naturalmente si prepara a distruggere i vincoli sociali del contratto nazionale. E’ ora che la Cgil, invece che continuare a offrire altre guance a chi ti prende a schiaffoni, capisca che il patto sociale con la Confindustria, Sacconi, la Cisl e la Uil è l’ultimo danno che si può fare ai diritti dei lavoratori, in Italia come in Europa.

Salari: IRES CGIL, potere acquisto perde 5.500 euro in dieci anni

I lavoratori dipendenti italiani hanno perso in dieci anni circa 5.500 euro di potere d'acquisto. E’ questo il dato che emerge dal V rapporto IRES CGIL 'Salari in Italia - 2000-2010: un decennio perduto' presentato oggi dal Segretario Generale della confederazione di Corso d’Italia, Guglielmo Epifani, e dal presidente dell’IRES, Agostino Megale.
Secondo l’analisi dell’istituto di ricerche economiche e sociali della CGIL le retribuzioni, nel corso degli ultimi dieci anni, hanno avuto a causa dell'inflazione effettiva più alta di quella prevista, una perdita cumulata del potere di acquisto di 3.384 euro ai quali si aggiungono oltre 2 mila euro di mancata restituzione del fiscal drag, che porta la perdita nel complesso a 5.453 euro.
La perdita cumulata calcolata sulle retribuzioni equivale a circa 44 miliardi di maggiori entrate complessivamente sottratte al potere d’acquisto dei salari. Questo spiega perché, nel decennio 2000-2010, le entrate da lavoro dipendente abbiano registrato una crescita reale (quindi al netto dell’inflazione) del 13,1% a fronte di una flessione reale di tutte le altre entrate del -7,1%.
“Una tendenza sconfortante”, quella relativa all'andamento della produttività, dei salari e della redistribuzione dei redditi, “che anno dopo anno si fa sempre più pesante” ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, intervenendo nel corso della presentazione. Il rapporto IRES, fotografa una situazione salariale allarmante: “il quadro che emerge - ha precisato Epifani - genera preoccupazioni, soprattutto in una situazione politica economica che vede il nostro Paese in continuo affanno”. La crisi dei salari, secondo Epifani, è la conseguenza di una forte pressione fiscale sulle retribuzione di lavoro dipendente e sulle pensioni “non è più accettabile che il bene più scarso, il lavoro, sia oggi più tassato di altre forme di reddito”, è necessario quindi “un intervento urgente che sgravi il lavoro dipendente, e che sposti la tassazione dai salari e dalle pensioni alle grandi ricchezze e ai grandi patrimoni”.
L'importanza di un 'fisco giusto', di una riforma fiscale è stata ribadita anche dal presidente dell'IRES, Agostino Megale “da dieci anni, il nostro istituto di studi della CGIL, ha acceso i riflettori sulla questione salariale in Italia”. I salari nel 2010 ha dichiarato Megale alla CGILtv (guarda il video) “chiuderanno con un 0,3% sopra l'inflazione”. “Anche nella crisi - ha proseguito - sono aumentate le tasse e questo aumento lordo viene mangiato da una tassazione ulteriore sul lavoro”.

lunedì 27 settembre 2010

  Martedì 5 ottobre 4 ore di sciopero




  È TEMPO DI SCHIERARSI

Oggi la posta in gioco è alta e per tutti è venuto il tempo di scegliere. Ci sono domande a cui tutti devono rispondere. Il lavoro è un bene comune oppure una variabile dipendente, una merce? Le lavoratrici e i lavoratori devono avere diritti, oppure essere schiavi? La democrazia è un elemento irrinunciabile, dentro e fuori i cancelli delle imprese, oppure è un optional?
I parametri della “moderna” competizione sono precarietà, insicurezza, salari da fame, turni massacranti, orari impossibili, fatica, negoziazione dell’intelligenza e del sapere dei lavoratori, oppure qualità dei prodotti, innovazione dei processi, compatibilità ambientale, sicurezza, miglioramento delle condizioni di lavoro e riconoscimento del suo valore?
Noi non abbiamo dubbi, ma presente e il futuro di questo paese non sono e non devono essere un problema solo delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e della Fiom.
Serve una forte, condivisa, combattiva risposta generale, perché non si realizzi l’obiettivo dell’amministratore delegato di Fiat, del Governo e delle forze che lo sostengono, dell’Associazione degli Industriali e di chi ha scelto di piegarsi ai loro voleri.

Martedì 5 ottobre 4 ore di sciopero
per tutte le Aziende metalmeccaniche della provincia di Ancona (sciopero 4 ore a fine turno salvo diversa indicazione delle RSU aziendali).
Manifestazione a JESI  davanti allo stabilimento FIAT CNH, comizio conclusivo di Giorgio Cremaschi della FIOM Nazionale.
Concentramento alle ore 9 presso la rotatoria della zona  ZIPA (Via dell’industria).

NOI CHIEDIAMO

A chi non si rassegna ai licenziamenti, alla chiusura delle Aziende, alla precarietà, alla negazione dei diritti, al restringimento degli spazi democratici, alla cancellazione del contratto nazionale di lavoro, alla regressione del paese.
A chi si batte contro la distruzione della scuola pubblica, la privatizzazione della sanità e dei servizi essenziali, le pensioni da fame e l’aumento del tempo di lavoro.
A chi difende la Costituzione, la democrazia, la legalità.
A chi rifiuta la logica della competizione al ribasso, quella senza diritti per i lavoratori, senza qualità dei prodotti e dei processi, senza futuro.
A chi pensa che la dignità non si possa comprare (neppure con la master card).

DI RIFIUTARE I RICATTI
DI LOTTARE PER I DIRITTI
IL 16 OTTOBRE A ROMA E OGNI GIORNO
NEI LUOGHI DI LAVORO E NEI QUARTIERI

SEGRETARIO GENERALE FISM, JYRKI RAINA


Caro Maurizio,

A nome dei 25 milioni di metalmeccanici rappresentati dalla Federazione internazionale dei metalmeccanici, FISM, in oltre 100 paesi nel mondo, voglio esprimere incondizionata solidarietà con i nostri fratelli e sorelle per la manifestazione nazionale dei metalmeccanici a Roma il 16 ottobre.

La FISM è con voi nella lotta contro gli attacchi del Governo, di Confindustria e della Fiat contro il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori e la stessa Costituzione.

Sosteniamo inoltre la vostra campagna di denuncia della attuale legislazione relativa all'immigrazione che viola diritti fondamentali dei migranti come cittadini e come lavoratori.

La FISM e i suoi affiliati nel mondo sono con voi nella lotta per i diritti dei lavoratori e lavoratrici ad organizzarsi, contrattare collettivamente, avere lavori di qualità e vivere in una democrazia effettiva.

In solidarietà

Jyrki Raina
Segretario generale FISM





 Dipartimento UAW Chrysler


USA - UAW - International Union Automobile, Aerospace & Agricultural implement workers of America

Presidente, Bob King
Vice Presidente - Dipartimento Chrysler, General Holiefield

Caro Segretario Generale,

Scriviamo per esprimere, a nome del milione di lavoratori e pensionati UAW, **il nostro sostegno e solidarietà con il vostro sindacato e la resistenza agli attacchi ispirati dal Governo, ai fondamentali diritti del lavoro di tutti i metalmeccanici italiani.

L'attuale crisi economica ha messo in luce la necessità di rafforzare la solidarietà internazionale del movimento sindacale. La vostra lotta in Italia, per difendere i posti di lavoro, condizioni di lavoro dignitose, legalità e democrazia, è la stessa lotta che abbiamo di fronte anche qui negli Stati Uniti. E, data la recente alleanza Fiat-Chrysler, è più importante che mai che la UAW e la FIOM-CGIL lavorino in modo solidale.

UAW e i lavoratori americani guarderanno a voi quando, il 16 ottobre 2010, esprimerete la vostra protesta nelle strade di Roma. Auguriamo buona fortuna alla vostra manifestazione pubblica e per la vostra vittoria finale per la giustizia economica e sociale.

In solidarietà

Bob King, Presidente 
General Holiefield, Vice presidente, Dipartimento UAW Chrysler
- Ai Soci della Consulta Nazionale dei CAF

LORO SEDI

Roma, 24 Settembre 2010
Prot. 108/2010
Servizi fiscali n. 082/2010

Oggetto: Detassazione straordinari e lavoro notturno

Vi informiamo che l’Agenzia delle Entrate ci ha appena confermato che la nostra proposta di spostare la gestione dei rimborsi per la detassazione degli straordinari (Ris.83/2010) nel modello CUD 2011 con relativo rimborso nel 730/2011, è stata accolta.
Questa verrà ufficializzata in una risoluzione che l’Agenzia ci ha detto verrà pubblicata lunedì 27/09/2010.



         CIRCOLARE N. 48/E     

OGGETTO: Compensi per incrementi di produttività: lavoro notturno e
                    straordinario e sgravio contributivo

Con la risoluzione n. 83 del 2010 è stato chiarito che può essere assoggettato all’imposta sostitutiva del 10 per cento (anzichè a tassazione ordinaria) anche l’intero compenso erogato per lavoro notturno (e non la sola maggiorazione) e le somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. c), del decreto-legge n.93 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge 24 luglio 2008, n. 126.
La risoluzione ha precisato che per gli anni 2008 e 2009 i lavoratori possono applicare la tassazione più favorevole presentando una dichiarazione dei redditi integrativa o avvalendosi dell’istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
La medesima risoluzione ha chiarito che, a tal fine, il datore di lavoro deve certificare l’importo delle somme erogate a titolo di incremento della produttività sulle quali non ha applicato la tassazione sostitutiva per i periodi d’imposta 2008 e 2009.
Le associazioni dei datori dei lavoro, i sindacati e la Consulta dei CAF hanno rappresentato la difficoltà di porre in essere nei tempi ordinari gli adempimenti richiesti - che comportano specifiche attività per ciascun periodo d’imposta - per permettere ai dipendenti la concreta fruizione della tassazione agevolata.
In considerazione della concorde rappresentazione da parte di tutti i soggetti interessati delle difficoltà operative riscontrate nel dar corso ai suddetti adempimenti, si ritiene di poter adottare una procedura che consenta di richiedere, unitariamente per entrambi i periodi d’imposta interessati, il rimborso delle maggiori imposte pagate mediante i modelli di dichiarazione e di certificazione da utilizzare nel 2011 che saranno
opportunamente integrati.
In particolare, il datore di lavoro dovrà indicare nel CUD/2011 le somme erogate negli anni 2008 e 2009 per i conseguimento di elementi di produttività e redditività ovvero per lavoro straordinario assoggettabili a imposta sostitutiva in tali anni; il dipendente potrà recuperare il proprio credito mediante la dichiarazione dei redditi da presentare nel 2011.
Tale soluzione, che consente di contemperare le esigenze di semplificazione con quelle di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, richiede che il datore di lavoro riporti nel CUD/2011 anche gli importi che eventualmente abbia già certificato al dipendente a seguito della richiamata risoluzione n. 83 del 2010.
Per quanto riguarda, inoltre, i quesiti pervenuti in relazione al regime fiscale applicabile alle somme erogate a seguito dello sgravio contributivo concesso sulle retribuzioni variabili, si fa presente quanto segue.
L’art. 1, comma 67, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, ha introdotto - in via sperimentale per il triennio dal 2008 al 2010 e a domanda delle aziende - uno sgravio contributivo sulle retribuzioni variabili fissate dalla contrattazione collettiva di secondo livello, entro i limiti delle risorse predeterminate.
Le aziende che hanno ricevuto dall'INPS la comunicazione dell’ammissione al beneficio devono restituire ai dipendenti interessati un importo pari ai contributi in precedenza trattenuti.
Le somme restituite, in quanto costituiscono la quota di contribuzione di competenza del dipendente che non è stata inserita nell’imponibile fiscale nel momento in cui il premio è stato erogato, devono considerarsi reddito di lavoro dipendente, così come chiarito con la risoluzione n. 136 del 2005 per una ipotesi analoga.
La medesima risoluzione ha altresì chiarito che l’ammontare della contribuzione recuperata e relativa ad anni pregressi, rientra tra "gli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti" ai sensi dell'art. 17, comma 1, lettera b), del Tuir.
Tuttavia, qualora ricorrano le condizioni per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10 per cento prevista per i premi di produttività e di risultato, le somme in questione possono essere assoggettate a tale più favorevole regime fiscale, anche se le stesse si riferiscono a premi erogati in periodi di imposta precedenti.
Le Direzioni Regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente osservati dagli uffici.    

                                                                                     Roma, 27 settembre 2010