Pagine

domenica 13 giugno 2010




MANOVRA: EPIFANI ACCUSA IL GOVERNO, HA INGANNATO IL PAESE

Il paese ''e' stato ingannato'' dal Governo sulla crisi ed ora, le contromisure assunte non sono accettabili perche' fanno pesare i sacrifici imposti dalla manovra solo sui ceti deboli e sui dipendenti pubblici e privati. E' un attacco a tutto campo, quello del leader della Cgil Guglielmo Epifani contro la manovra del Governo nel suo discorso conclusivo della manifestazione del sindacato, dal palco di piazza del Popolo a Roma. La stessa Cgil stima una partecipazione di almeno 100 mila persone nella capitale con l'arrivo di 400 pullman e 4 treni speciali.Chiudendo la manifestazione a Piazza del Popolo, Epifani ha voluto subito premettere che ''non verra' mai meno quel senso di responsabilita' nazionale che la Cgil ha sempre avuto nella sua storia. Ma quello per cui ci battiamo - ha subito aggiunto - e' nell'interesse generale del paese, dei lavoratori e delle fasce piu' deboli del paese''.

''Sappiamo che c'e' bisogno che si faccia una operazione di correzione dei conti pubblici. Semmai c'e' da chiedere piu' Europa e piu' democrazia in Europa, di regole e trasperemza e di sedi di controllo per la finanza''.

Epifani, ha poi chiesto ''una tassazione sulle transazioni delle operazioni finanziarie a scopo speculativo''.

Quindi, l'affondo contro il Governo: ''chi diceva ieri altre cose solo a dicembre dello scorso anno - ha detto il leader della Cgil - devono chidere scusa al paese. Dove sono quelli che dicevano che la crisi stava finendo? Perche' nessuno voleva vedere che un milione persone avrebbero perso il lavoro con la crisi? E dove erano i maestri e il Presidente del Consiglio e il Ministro dell'economia che ci avevano detto che il nostro stava meglio degli altri paesi? Ci vuole un filo di coerenza: se tutto va bene perche' devi fare una manovra cosi'? Altri capi di governo dicevano la verita'''.

Da qui il cuore della posizione della Cgil: ''Non va bene che una crisi di cui nessuno di noi porta la responsabilita', la paghiamo solamemente noi. - ha detto dal palco Epifani - la questione, lo ripeto, non e' se la manovra va fatta, ma quello che non ci sta bene e' come la sta facendo questo governo''.

Epifani ha, poi, indicato tre motivi per dire 'no' a questa manovra: ''il primo - ha spiegato - e' che e' una manovra iniqua, cioe' non giusta e solidale. E' una manovra dove i sacrifici si scaricano sui soliti e dove chi piu' ha non ci mette neppure un euro. E' una manovra, poi, senza riforme che deprime quella poca crescita che il paese sta faticosamente creando''.

venerdì 11 giugno 2010


Fiat. Fiom: “Respingiamo il diktat su Pomigliano. Lunedì 14 convocato il Comitato centrale”

Di fronte al rifiuto della Fiat ad apportare qualsiasi modifica al testo da lei presentato lo scorso 8 giugno, la Fiom ha confermato la propria indisponibilità ad aderire a un documento che contiene deroghe al Contratto nazionale e alle leggi in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e la messa in discussione di diritti individuali, compreso il diritto di sciopero.

La Fiat, dopo aver disdettato, nel solo sito di Pomigliano, tutti gli accordi aziendali in vigore nel resto del Gruppo in materia di orario e organizzazione del lavoro, vuole condizionare l’investimento per il rilancio di Pomigliano all’accettazione di un nuovo accordo da parte di tutti i sindacati, basato tra le altre, sulle seguenti condizioni:

  • realizzazione di 18 turni settimanali di lavoro sulle linee di montaggio;
  • 120 ore di straordinario obbligatorio;
  • possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno;
  • riduzione delle pause dagli attuali 40 minuti a 30 minuti per ogni turno;
  • possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti;
  • sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento;
  • facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa.

Le altre Organizzazioni sindacali, pur avendo inizialmente giudicato inaccettabili alcune richieste della Fiat e formalmente avanzato proposte di modifica, hanno alla fine aderito al testo iniziale dell’Azienda, accettandone le condizioni imposte.

La Fiom denuncia il ricatto a cui sono sottoposte le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano, in Cassa integrazione da oltre 18 mesi, chiamati a scegliere fra il proprio posto lavoro e il radicale peggioramento dei propri diritti.

La Fiom, di fronte al carattere generale di questa scelta della Fiat che punta a cancellare il Contratto nazionale e superare le Leggi di tutela sul lavoro, ha convocato il Comitato centrale per lunedì 14 giugno per dare un giudizio approfondito, per impedire la condizione di isolamento nella quale si vuole relegare i lavoratori di Pomigliano e assumere le decisioni necessarie.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 11 giugno 2010

giovedì 10 giugno 2010

Coordinamento nazionale Fiom sulla vertenza Fiat di Pomigliano

Il Coordinamento nazionale Fiat della Fiom si è riunito oggi a Roma per valutare la situazione del Gruppo.

Il Coordinamento esprime il pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori degli stabilimenti di Imola e di Termini Imerese, minacciati di chiusura, e a quello di Pomigliano d’Arco, impegnato in una difficile vertenza.

La Fiom, a partire dal piano industriale della Fiat presentato il 21 aprile 2010, è convinta che vadano messe in campo tutte le iniziative, anche con il coinvolgimento delle Istituzioni ad ogni livello, utili a realizzare la difesa, l’innovazione e lo sviluppo delle produzioni automobilistiche in Italia e dell’occupazione.

La scelta della Fiat di portare la produzione della Nuova Panda a Pomigliano d’Arco è importante per la realizzazione di questo obiettivo. Contemporaneamente, la Fiom considera non accettabile la scelta di chiudere Termini Imerese per il quale vanno individuate le soluzioni industriali capaci di garantire una continuità produttiva e la conseguente difesa dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto.

Il Coordinamento, ai fini del rilancio di Pomigliano, ribadisce la volontà della Fiom di trattare sulle condizioni per garantire il massimo utilizzo degli impianti, le flessibilità utili a rispondere alle fluttuazioni del mercato, un’organizzazione del lavoro che garantisca qualità e produttività, salvaguardando le condizioni di lavoro. In tale ambito, la Fiom conferma le proposte avanzate lo scorso 8 giugno in materia di utilizzo degli impianti e di gestione delle pause che, se accettate, permetterebbero all’Azienda di raggiungere la produzione di 300.000 vetture annue, senza peggioramenti sulle condizioni di lavoro e senza aggravio di costi.

Il Coordinamento respinge, nello stesso tempo, la pretesa di Fiat (espressa con chiarezza nel Documento proposto dall’Azienda) di condizionare la vertenza di Pomigliano con richieste inaccettabili di deroghe al Contratto nazionale, alle leggi dello Stato e di violazione della stessa Costituzione in materia di diritto di sciopero.

Queste posizioni della Fiat non hanno niente a che vedere con le esigenze industriali di produttività e di utilizzo degli impianti, su cui riconfermiamo la nostra disponibilità al negoziato, ma sono rivolte a colpire i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori, compreso quello di contrattare collettivamente le condizioni di lavoro.

Il Coordinamento Fiom del Gruppo considera inaccettabile e da contrastare la volontà della Fiat di derogare il Contratto nazionale e le leggi dello Stato, perché ciò determinerebbe l’affermazione di una gestione unilaterale e di un comando dell’impresa sulle condizioni di lavoro, modificando in peggio tutti gli accordi esistenti nel Gruppo.

È pertanto necessario coinvolgere, con Assemblee, tutti i lavoratori e le lavoratici del Gruppo.


mercoledì 9 giugno 2010

25 GIUGNO 2010: SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL


"Il Comitato Direttivo della CGIL proclama lo Sciopero Generale per il giorno 25 giugno di almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati e dell'intera giornata per quelli pubblici". E’ quanto si legge nel Documento conclusivo del Direttivo CGIL approvato oggi all’unanimità.
In occasione dello sciopero del 25 si svolgeranno manifestazioni regionali o territoriali.
-CLICCA SOPRA IL TITOLO PER VEDERE IL VOLANTINO-

INTERVISTA DEL MANIFESTO A GIANNI RINALDINI SEGRETARIO GENERALE USCENTE DELLA FIOM-CGIL

Il congresso si è concluso, il testimone è passato in buone mani. A guidare la Fiom tocca ora a Maurizio Landini. Che farà da grande Gianni Rinaldini, dove metterà a frutto esperienza e passione? «Epifani non mi ha fatto alcuna proposta, io non intendo chiedere. Ho maturato le condizioni la pensione e come volontario lavorerò alla mozione di minoranza che si trasforma in area programmatica». Una conclusione amara. Non sarà che adesso, anche in Cgil, chi vince prende tutto?Otto anni alla guida del sindacato ribelle. Rinaldini, qual è il bilancio?Il bilancio lo fanno gli altri. Io ho lasciato la Fiom come l'ho trovata: nel 2002 si era in una fase di accordi separati. Ed esplodeva la crisi Fiat. Lascio la Fiom dopo aver riconquistato un contratto unitario, cancellato arbitrariamente 9 mesi dopo da un accordo separato. Con Cisl e Uil abbiamo i problemi di allora, così con la Fiat.E se il problema fosse proprio la Fiom, come dicono in tanti?È vero. La Fiom ha costruito la sua identità sulla democrazia e la contrattazione. In questi otto anni, però, il rapporto con la Cgil si è complicato.Non è che prima fosse idilliaco. Al G8 di Genova la Fiom c'era, la Cgil no.Ma non era mai successo che la segreteria mandasse un comunicato contro di noi come quello diffuso per la manifestazione nazionale contro la precarietà del 4 ottobre 2006. Il vero o presunto coinvolgimento di persone della Fiom in inchieste sul terrorismo è stato impropriamente utilizzato per la battaglia interna alla Cgil. Come è successo a Milano con il ritiro della tessera a mezzo gruppo dirigente, poi rientrato. O alla Piaggio, quando si lasciò intedere il coinvolgimento della Fiom, salvo scoprire che si sarebbe dovuto scavare altrove. Ma la cosa più grave è che la Cgil non ha mai assunto l'esperienza Fiom. Anche quando conquistammo l'unità con Fim e Uilm sulle regole democratiche, quell'esperienza non venne fatta propria dalla Cgil. E dopo l'accordo separato sul sistema contrattuale siamo stati lasciati soli a difendere il punto di vista che avrebbe dovuto essere di tutta la Cgil. Si pensa di rimuovere la debolezza contrattuale con un confronto spesso costoso e inutile con governo e Confindustria, nell'ottica del sindacato dei servizi. Finita la concertazione si poteva imboccare la strada dell'autonomia contrattuale ma la Cgil ha scelto la strada della riduzione del danno prodotto da Cisl e Uil.Non si parla di quale sindacato serva dentro la crisi...La crisi sindacale è drammatica, qui come nel resto del mondo. Il congresso ha nascosto le dimensioni del problema. E dire che noi abbiamo presentato la 2° mozione proprio per riaprire il confronto sui nodi strategici. Invece si è raccontato che era solo uno scontro interno alla burocrazia Cgil. Anche noi abbiamo fatto errori: sulle regole del congresso ci siamo fidati, immaginando una Cgil migliore. Solo dopo il voto la maggioranza ha ammesso differenze strategiche tra le mozioni su contrattazione, democrazia, rapporti con Cisl e Uil. Mi amareggia constatare come il gruppo dirigente - tutto - concepisce la democrazia, giocando a fregarsi reciprocamente per qualche voto in più. Penoso. Noi abbiamo raccolto il 17% dei consensi, il 24% tra gli attivi, ma solo nel 52% delle assemblee abbiamo potuto presentare la mozione.Sei sempre stato contro all'area programmatica. Hai cambiato idea?Sì, perché la discussione vera non c'è stata nel congresso e a norma statutaria, per avere agibilità sindacale ci dobbiamo costituire in area programmatica. Non pensare a trattative sulle quote, la mozione è incompatibile con una logica di spartizioni. Certo non ci si può imporre il centralismo democratico. Al direttivo abbiamo detto che entro l'8 luglio definiremo le modalità per avere la possibilità di proposta e l'agibilità sindacale.Hai detto che la segreria che oggi verrà eletta è debole. In che senso?Non ha la consapevolezza della fase in cui siamo. Nei prossimi 4-5 mesi capiterà di tutto, dal versante del governo al tavolo sulla produttività con Marcegaglia, dal collegato lavoro allo Statuto, ai contratti territoriali. La vicenda Fiat si manifesta in tutta la sua brutalità: usano il ricatto polacco per strappare non l'accordo a Pomigliano ma un nuovo contratto generale, affossando le regole. Bene le mobilitazioni e lo sciopero decisi dalla Cgil, peccato che non prefigurino l'apertura di una fase generale di mobilitazione e d'opposizione. Solo una testimonianza, in un quadro di continuità. Del resto, le conclusioni del congresso parlano chiaro.La Cgil fa opposizione sociale come il centrosinistra fa opposizione politica?E dire che solo che la Cgil potrebbe costruire un'opposizione vera, come è già successo nel recente passato...Il futuro Fiom sarà sempre in Cgil?Il congresso è stato di svolta, anche sulle questioni statutarie della democrazia, che per noi contano: per noi gli accordi senza la validazione dei lavoratori non esistono. Ma la Cgil ora deve fare i conti con la realtà. Due giorni dopo il congresso e la scelta del rapporto con Cisl e Uil, è arrivata la mossa umiliante di governo e Confindustria di un rapporto esclusivo con Cisl e Uil. Vogliono imporre una subordinazione alla logica dell'impresa e del mercato. Marchionne ci manda a dire che a fronte di una eventuale ripresa il conflitto va eliminato. Scoprirà che è difficile mettere a tacere i metalmeccanici. Difficile per tutti. E la Cgil deve decidere se diventare un sindacato complice di questi processi o costruire un'ipotesi alternativa. Vie di mezzo non esistono. La Fiom la sua strada l'ha scelta.

Fiat Pomigliano: Epifani, vogliono investire o no?


Landini (Fiom): "Forse stanno cercando un capro espiatorio per coprire altre scelte industriali"
"Le condizioni poste dalla Fiat al tavolo sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d’Arco esulano dal merito della trattativa, ovvero conciliare le esigenze di produzione e flessibilità con le condizioni dei lavoratori, e fanno sorgere il dubbio che il Lingotto non voglia raggiungere un accordo sullo stabilimento Campano". E’ questa la posizione della Cgil, e della categoria dei metalmeccanici del sindacato di Corso d’Italia, alla luce della fase in cui versa il confronto tra il gruppo torinese e le organizzazioni sindacali, dopo l'incontro di ieri a Torino e in attesa del riavvio della trattativa in programma venerdì a Roma.

E’ stato il Segretario Generale della Cgil
, Guglielmo Epifani, a ribadirlo oggi sottolineando di fatti come "il confronto sull’investimento per la nuova Panda a Pomigliano è in una fase molto delicata". Il leader della Cgil ha aggiunto che "l’obiettivo non può che essere di conciliare le esigenze di produzione e flessibilità richieste dall’azienda con le condizioni dei lavoratori” e ha precisato che “la Cgil e la Fiom vogliono l'investimento per garantire a Pomigliano un futuro di lavoro ed occupazione fondamentale nell'area di Napoli e per la crescita della Fiat in Italia”.

"La Fiat vuole l'investimento?".
Questa - secondo il segretario della Cgil - è la domanda vera da porsi, "altrimenti - osserva Epifani - non si spiegano le forzature che vengono esercitate su delicati diritti dei lavoratori".

Anche Maurizio Landini
, segretario generale della Fiom Cgil, si chiede se Fiat stia in realtà "cercando un capro espiatorio per coprire altre scelte industriali". "La Fiom - afferma Landini - ribadisce con forza la volontà che si realizzino gli investimenti per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco e ribadisce la disponibilità a fare un vero negoziato".

Secondo il segretario Fiom,
"è possibile, nell’ambito del Contratto nazionale e delle leggi italiane, definire un adeguato e flessibile utilizzo degli impianti, tutelando le condizioni di lavoro e tenendo conto di temporanee necessità produttive in fase di avviamento degli investimenti previsti dal piano triennale della Fiat. Se, invece, l’obiettivo è dire che non c’è più il Contratto nazionale e derogare alle leggi sul lavoro - conclude Landini - allora è la Fiat che pensa a strumentalizzare la trattativa per altri scopi

martedì 8 giugno 2010


Fiat Pomigliano, il confronto resta difficile

Negoziato in fase di stallo, venerdì prossimo incontro. Marcegaglia attacca la Fiom: “Per la sua cecità rischiamo di perdere 700 milioni”. Il sindacato risponde: “L'azienda fa proposte peggiorative, sia ragionevole”. Fim e Uilm sono più disponibili

E' in fase di stallo il confronto tra azienda e sindacati sullo stabilimento Fiat di Pomigliano. A quanto si apprende, l'incontro di oggi (martedì 8 giugno) non ha fatto registrare passi avanti nella discussione sul futuro del sito. Le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto due giorni per parlare con i delegati di fabbrica. Il confronto riprende venerdì 11 giugno a Roma, nella sede di Confindustria, subito dopo il tavolo su Termini Imerese. Giovedì i sindacati terranno una riunione unitaria delle Rsu, prima dell'incontro.

LA GIORNATA. La riunione è iniziata alle 11 all'Unione Industriale di Torino. Erano presenti i responsabili del settore auto della Fim, Bruno Vitali, della Fiom, Enzo Masini, della Uilm, Eros Panicali e il segretario generale Fismic, Roberto Di Maulo, mentre la delegazione aziendale era guidata dal responsabile delle relazioni industriali Fiat, Paolo Rebaudengo. Già nei giorni scorsi il Lingotto ha fatto sapere che considera il suo documento conclusivo (scaricalo in pdf). Dopo circa tre ore di discussione, l'incontro è stato sospeso per una pausa tecnica. Al centro dei colloqui, a quanto si apprende, sono stati i punti ritenuti più critici per arrivare all'intesa. Tra questi c'è l'esigibilità e il sistema sanzionatorio in caso di non rispetto del contratto, e le sanzioni da applicare per punte di assenteismo anomalo, collegate a tipologie contrattuali ben individuate. Le parti non hanno individuato le condizioni per chiudere. La Fiom si è dichiarata insoddisfatta, ma ha specificato che al momento non si profila un'intesa separata. In ogni caso, ognuno ha ribadito le sue posizioni.

Masini (Fiom): andiamo avanti, Fiat sia ragionevole
“La Fiat ci ha consegnato un testo modificato rispetto a quello datoci nei giorni scorsi”. Lo ha dichiarato il coordinatore nazionale della Fiom per il settore auto, Enzo Masini. “Questo testo, purtroppo, continua a presentare proposte che non sono solo complicate per ciò che riguarda la nostra possibilità di accettarle, ma forse anche illegittime da un punto di vista del sistema dei diritti vigente in questo Paese e, comunque, non inerenti ai temi che appaiono fondamentali per il rilancio dello stabilimento di Pomigliano”.

L'azienda, a suo avviso, “ha dato qualche risposta alle questioni poste dai sindacati in materia di orari, turnazioni e prestazioni di lavoro, ma è rimasta invece molto rigida sulle questioni che a noi paiono estranee rispetto alla natura del negoziato. Su questo terreno, l’azienda ha avanzato oggi delle proposte, se possibile, perfino peggiorative del testo precedente. In questa vertenza sono in gioco migliaia di posti di lavoro e una parte decisiva del nostro sistema industriale. Si tratta di una sfida evidentemente molto importante. Proprio per questo continuiamo a stare agganciati alla trattativa rispetto alla quale ci proponiamo di operare affinché nella Fiat prevalgano elementi di ragionevolezza. Per parte nostra - ha concluso -, continueremo a restare al tavolo fino all’ultimo minuto e anche dopo l’ultimo minuto”.

ULTERIORE CASSA INTERGRAZIONE A JESI

Nel pomeriggio di ieri lunedì 7 Giugno 2010 la Direzione Aziendale CNH ITALIA S.p.A. ha comunicato alla RSU un ulteriore ricorso alla CIGO, causa “l’ennesimo” calo del mercato, per le giornate di Mercoledì 30 Giugno, Giovedì 1 Luglio e Venerdì 2 Luglio.

E’ stata inoltre riconfermata la giornata di Venerdì 11 Giugno nella quale sarà chiamato al lavoro per produzione unicamente il reparto Cabine per le linee C1 e C2 su entrambi i turni lavorativi.

E’ stato inoltre fissato un incontro per la giornata di Giovedì 10 Giugno con gli RLS inerente alle problematiche della nuova organizzazione del lavoro al tratto B1 -la favolosa unione motori crociera volante, geniale frutto del miglioramento continuo!-

Infine, ai ripetuti solleciti della RSU sull’indiscriminato, ingiusto e sottaciuto uso dello Straordinario verificatosi all’interno dello stabilimento negli ultimi mesi, la Direzione si è fatta carico di dare risposte sullo sbalorditivo monte ore lavorativo che alcuni “ vassalli stakanovisti ” – i favolosi cavalli da corsa tuttofare dell’Azienda – hanno realizzato nell’ ultimo periodo, e sulla quale prevale su tutto l’organigramma aziendale, -dai capisquadra ai primi livelli, capi officina compresi- una profonda omertà dove nessuno né vede, né sente, né parla, né autorizza.



Jesi, 8 Giugno 2010 la RSU della FIOM-CGIL

lunedì 7 giugno 2010

Fiat. E' bene che tutti conoscano le vere intenzioni dell'azienda -contiene anche il documento presentato dall'azienda ai sindacati per Pomigliano-


La Fiat vuole distruggere il contratto nazionale, di Giorgio Cremaschi

 



Una stampa e un palazzo compiacenti hanno cancellato la sostanza delle posizioni della Fiat per Pomigliano d’Arco. L’azienda non ha aperto nessun tavolo di trattativa, ma ha consegnato ai sindacati un documento che è un drammatico diktat che scardina alla radice il contratto nazionale e i diritti dei lavoratori. (...)
I 18 turni sono il meno, anche se pesantissimi nelle loro modalità, l’attacco sulle pause, sulla mensa, la riduzione dei salari sono anch’essi fatti gravissimi, ma non danno il senso ancora della brutalità delle richieste Fiat. L’azienda infatti chiede:
-    La deroga al contratto nazionale sullo straordinario obbligatorio aumentandolo fino all’80%.
-    La deroga al contratto nazionale sui recuperi produttivi. L’abolizione del pagamento dei 3 giorni di malattia in casi di assenze superiori a una certa        percentuale.
-    L’obbligo di esigibilità per tutte le organizzazioni sindacali su straordinari e flessibilità, pena sanzioni verso i sindacati e le Rsu.
-    L’obbligo di obbedienza per i lavoratori alle nuove regole di flessibilità pena il licenziamento.
Tutto questo stravolge sugli orari di lavoro e sui diritti il contratto nazionale, ne rappresenta una sostanziale cancellazione, porta lo stabilimento Fiat di Pomigliano fuori dalla contrattazione collettiva dei metalmeccanici. Più vicino alle condizioni sindacali americane che a quelle italiane.
Una stampa e un’opinione pubblica interessate alla verità dovrebbero chiedersi del perché la Fiat si comporta come nessuna multinazionale ha finora pensato fare in Italia e se questo, più di tutte le altre chiacchiere, non voglia dimostrare che la Fiat non è più italiana. Ma la sostanza è che si vuole imporre una modifica della Costituzione in nome della salvaguardia dell’occupazione. E’ esattamente quello che annuncia Tremonti, quando dichiara di voler superare l’articolo 41 della Costituzione repubblicana, in nome della libertà d’impresa. La Fiat è oggi apripista delle posizioni più reazionarie e antisindacali del governo. La Fiom si trova da sola, circondata dalla complicità e dalla paura, a dover fronteggiare quest’attacco che è a tutti i diritti del lavoro. Deve assolutamente reggere, anche da sola, nel nome di tutti questi diritti.