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sabato 15 maggio 2010

MALATTIA, LEGGE 104 E PAR IN CIGO

Spett.le CNH ITALIA S.p.A.
Ufficio Personale
Via Agnelli
60035 JESI

Oggetto:richiesta chiarimenti

La presente viene inviata dalla scrivente Organizzazione Sindacale in nome e per conto della R.S.U. Aziendale e dei lavoratori nostri iscritti per chiedere una serie di chiarimenti sulle seguenti problematiche:
1. trattamento economico della malattia iniziata prima dell'avvio del periodo di cassa integrazione nel caso in cui non ci sia la CIGO a zero ore nel reparto in cui è adibito il lavoratore;
2. calcolo dei permessi (3giorni) legge 104/92 per assistenza a familiare in condizioni di handicap grave in caso di cassa integrazione;
3. pagamenti PAR maturati e non goduti al 31/12/2007 in caso di cassa integrazione.
In riferimento al primo punto contestiamo il fatto che ad alcuni lavoratori che erano in malattia prima dell'avvio della CIGO anziché la malattia come previsto dalla circolare INPS 82/2009.
Per quanto riguarda il secondo punto l'Azienda nell'applicare l'algoritmo (circolare INPS 133/2000) previsto per i lavoratori che stanno in cassa ad orario ridotto ha preso come riferimento le ore di CIGO dell'intero reparto, anziché le ore effettive del lavoratore. Pertanto a seguito di tale procedura il lavoratore ha perso il diritto a poter utilizzare un giorno di permessi per la legge 104/92.
Infine per quanto riguarda il pagamento dei PAR 2007 anziché essere stati liquidati con la retribuzione in atto al momento della scadenza, come previsto dalla normativa contrattuale, sono stati utilizzati dall'azienda al posto della CIGO senza dare alcuna motivazione specifica al riguardo.
Afronte delle nostre osservazioni restiamo in attesa di urgenti chiarimenti, rendendoci disponibili anche ad effettuare un incontro in azienda. In caso contrario tuteleremo gli interessi dei lavoratori nelle sedi più appropriate.
Distinti saluti.

Jesi, 10 Maggio 2010
Segreteria FIOM CGIL Ancona

40 anni dello Statuto dei Lavoratori

venerdì 14 maggio 2010

Fiat: Wcm e sistema ErgoUas

La Fiat sta adottando un modello di organizzazione del lavoro, il World class manifacturing(Wcm), che si propone di ridurre i costi e aumentare efficienza e qualità dei prodotti; il Wcm in «versione Fiat» prevede anche l’utilizzo di una metodologia (ErgoUas) che associa gli aspetti ergonomici con la definizione dei tempi e dei ritmi di una postazione di lavoro. La Fiat ha iniziato la sperimentazione di ErgoUas a Mirafiori (Torino) a settembre 2008 e intende estenderla in tutti gli stabilimenti in Italia. Il risultato di questa sperimentazione è stata la riduzione dei«fattori di riposo», con conseguente aumento dei ritmi di lavoro e della fatica, nella maggioranza delle postazioni analizzate. L’aumento dei ritmi di lavoro è stato confermato
anche dai risultati di un questionario effettuato tra i lavoratori dalla Fiom di Torino. Di fronte al rifiuto della Fiat di discutere le proposte sindacali e di procedere in modo unilaterale nell’applicazione di ErgoUas, la Fiom ha deciso di coinvolgere lavoratrici e lavoratori per definire collettivamente le iniziative da intraprendere per contrastare un modello di organizzazione del lavoro che, soprattutto se gestito in modo unilaterale, peggiora le condizioni di lavoro.
Prima di esporre le proposte Fiom vogliamo fornire degli elementi sintetitici di conoscenza sia sul Wcm che su ErgoUas.
1. Il World class manufacturing (Wcm)
Cos’è il Wcm?
Il Wcm può essere considerato come una rivisitazione del modello giapponese della Lean production (produzione snella); un modello d’organizzazione, diffuso in particolare nelle grandi aziende del settore auto, che si basa essenzialmente su due fattori: il just in time e l’autoattivazione-coinvolgimento dei lavoratori. In teoria, infatti, in un sistema che si propone di «agganciare» la produzione alle richieste del mercato e ridurre al minimo le scorte di magazzino (just in time), dovrebbe essere fondamentale, per garantire continuità e flessibilità del flusso produttivo, il fatto che i lavoratori si attivino autonomamente (autoattivazione) per risolvere i problemi nelle singole postazioni di lavoro. Ma al di là dell’enfasi sul coinvolgimento dei lavoratori, descritto anche nei manuali distribuiti ai lavoratori («il Wcm è nelle tue mani», «diventa protagonista del Wcm» ecc.), il programma Fiat per l'implementazione del Wcm si focalizza in particolare sulle tecniche per ottenere «un'aggressione sistemica di ogni tipo di perdita e spreco». Si tratta di tecniche per analizzare le operazioni effettuate da un lavoratore ed eliminare quelle considerate «a non valore aggiunto»; quelle, cioè, che possono essere eliminate
senza compromettere la produzione nelle singole postazioni di lavoro. Esempi di attività considerate «a non valore aggiunto» sono: camminare, tentativi di avvitamento-assemblaggio-inserimento-posizionamento, passaggio di mano, posare attrezzo, cercare, contare, scegliere, trasportare, capovolgere, sollevare, tirare, abbassare ecc. Questa «razionalizzazione» delle operazioni di una mansione comporta, a fronte di un eventuale miglioramento della struttura ergonomica delle postazioni di lavoro, un evidente aumento dei ritmi di lavoro. L’adozione, ad esempio, di carrellini collegati alla «scocca» del veicolo che contengono i materiali da utilizzare (viti ecc.), possono ridurre la fatica del «camminare», ma aumentano la fatica dovuta allo «stare in piedi» e quella dei movimenti delle braccia e delle mani. 2. Ergonomia e organizzazione del lavoro: il sistema ErgoUas Nell’ambito del modello organizzativo del World class manufacturing la Fiat sta sperimentando una metodologia, denominata ErgoUas, che definisce i tempi di riposo di una fase lavorativa (ad es. 5 secondi in una fase di 1 minuto) sulla base del calcolo dell’indice di rischio di patologie muscolo-scheletriche (alle braccia, alla colonna vertebrale, alle gambe ecc.).
Se un lavoratore, ad esempio, in una postazione è costretto ad effettuare dei movimenti
dannosi per la salute (piegare la schiena, applicare forza con le mani, sollevare pesi, movimenti ripetitivi delle braccia ecc) il sistema ErgoUas assegna un fattore di riposo più elevato; se, invece, i movimenti a rischio sono poco significativi, ErgoUas riduce il fattore di riposo. Gli effetti negativi di ErgoUas sulle condizioni di lavoro possono derivare prevalentemente da due fattori:
a) la modalità di utilizzo della metodologia. Un'analisi effettuata senza il contributo dei lavoratori e dei delegati può dare dei risultati che non corrispondono alla realtà lavorativa.
b) ErgoUas definisce i tempi e i ritmi di lavoro tenendo conto solo dei movimenti considerati a rischio per la salute, ma non considera la fatica dovuta, ad esempio, al fatto di «stare in piedi fermi» in una postazione di lavoro. Nell'ambito dell'accordo Fiom-Fim-Uilm del 1971 era stata definita una soglia minima di fattori di riposo, per compensare la fatica e lo stress dei lavori ripetitivi, anche in assenza di rischi per la salute. Il sistema ErgoUas, invece, se i rischi per la salute sono poco significativi, elimina questa soglia, riduce i fattori di riposo e aumenta i ritmi di lavoro. Fiat non può utilizzare la situazione di crisi economica per aumentare i ritmi e peggiorare le condizioni di lavoro. Se Fiat vuole veramente migliorare la tutela della salute dei lavoratori, e aumentare la qualità dei prodotti, deve accettare la sfida di un controllo reale da parte dei lavoratori delle metodologie di organizzazione del lavoro che intende utilizzare; in particolare su ErgoUas deve tenere conto dei seguenti aspetti:
a) mantenere la soglia minima di fattore di riposo definita nell'accordo del
1971;
b) rivedere, secondo l'elenco delle modifiche tecniche elaborate dalla Fiom,
tutti punti di ErgoUas che non sono coerenti con le normative di riferimento;
c) garantire a delegati e lavoratori la possibilità di verificare concretamente
l’oggettività delle analisi ErgoUas attraverso:
- la consegna dei dati dettagliati su cui si basano le analisi;
- una formazione per acquisire le competenze adeguate,
- il tempo (i permessi) e gli spazi d'agibilità necessari per effettuare delle verifiche
efficaci sull'oggettività delle valutazioni aziendali dei rischi muscolo-scheletrici.

Fiom-Cgil nazionale
www.fiom.cgil.it

Fiat

Fiat. Rinaldini (Fiom): “L’incontro di oggi ha avuto un carattere interlocutorio. La settimana prossima ci vedremo con gli altri sindacati per definire una posizione comune su Pomigliano”

“L’incontro che abbiamo avuto oggi a Roma con la Fiat, in merito allo stabilimento auto di Pomigliano d’Arco, ha avuto un carattere interlocutorio. Con questo appuntamento, si è chiusa la serie degli incontri a carattere esplorativo promossi dall’Azienda con i sindacati dei metalmeccanici.” Lo ha detto Gianni Rinaldini, Segretario generale della Fiom-Cgil, parlando con i giornalisti presenti al termine dell’incontro svoltosi in mattinata presso la sede romana della Fiat.

“Nella trattativa relativa a Pomigliano – ha spiegato Rinaldini – non c’è nessuna stretta, tant’è vero che non abbiamo ancora la data del prossimo appuntamento. Quello che sappiamo è che il prossimo incontro avrà un carattere unitario, nel senso che tutti i sindacati saranno presenti insieme allo stesso tavolo con l’Azienda.”

“In tale prospettiva – ha proseguito Rinaldini – ci vedremo agli inizi della prossima settimana con gli altri sindacati della categoria allo scopo di mettere a punto, nella speranza che ciò sia possibile, una posizione comune.”

“In ogni caso – ha concluso Rinaldini – per noi rimane fondamentale il rapporto con i lavoratori, sia per ciò che riguarda il loro diritto di essere informati sugli sviluppi del negoziato, sia per ciò che riguarda la sostanza della trattativa.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 14 maggio 2010

da "Fiat autunno '80" di Pier Milanese e Pietro Perotti

giovedì 13 maggio 2010

Occupati, disoccupati, disperati- da radio3-

www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/

Raccolta firme su rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro

SCIOPERO ALLA INDESIT COMPANY DI ALBACINA


SCIOPERO

Dopo mesi di confronto serrato con la direzione Aziendale Indesit Company Albacina

Dopo aver tenuto conto del cambio dell’intero management Aziendale dell’ultimo anno

Vista la situazione di forte disagio e difficoltà, che porta ogni giorno ad un deterioramento dei rapporti interni tra i lavoratori e viste tutte le problematiche ancora irrisolte, tra cui:

· rinnovo accordo monopresse

· nuova organizzazione del lavoro sugli impianti a polvere in smalteria

· contestazioni ai lavoratori, che per ritmi di lavoro e problemi organizzativi accidentalmente commettono errori

· ricollocazione RCL

· continui spostamenti del personale tra i reparti

· mancanza di organico nei reparti

· verifica velocità delle linee

· pause/bisogni fisiologici linee lean

Contro l’ennesima richiesta di modifica dei cicli sulle linee forni a discapito dei lavoratori (olio di gomito) , che già da oggi con i cicli già esistenti non permettono il raggiungimento dell’obbiettivo qualità, ed incidono sulle condizioni di salute dei lavoratori aumentando l’incidenza dell’assenteismo

La RSU proclama per lunedì 17 maggio 2 ore di SCIOPERO con il seguente orario:

primo turno e centrale dalle 8,00 alle 10,00

secondo e terzo turno ultime 2 ore

stesse modalità anche per i part-time

La RSU insieme ai lavoratori chiedono fin da ora:

" una politica di investimenti che riduca la saturazione sulle postazioni di lavoro, che porti al recupero della qualità e della produttività senza che questo ricada come sempre sulle spalle dei lavoratori

" una visibilità chiara e a lungo termine dei volumi produttivi e strategie Aziendali

" la possibilità di ricollocare gli RCL senza stravolgere la normale attività dello stabilimento

" risposte adeguate ai lavoratori dello stampaggio (turnazione speciale) per quanto riguarda la parte economica e l’attività di lavoro

" di rivedere immediatamente l’organizzazione del lavoro alle postazioni di lavoro degli impianti a polvere e collaudi, e si intervenga tempestivamente per il problema microclima sulle nuove postazioni

" di intervenire immediatamente al problema di organizzazione del lavoro sulle linee “lean” dando la possibilità di riorganizzare le fermate collettive

" una migliore organizzazione del lavoro e programmazione

Invitiamo tutti i lavoratori alla massima partecipazione allo sciopero


Albacina, lì 13/05/2010 la RSU Fim-Fiom-Uilm Indesit Albacina

LUNGIMIRANZA

Due sole sembrano essere negli ultimi tempi le idee di fondo che accompagnano la riorganizzazione aziendale interna a “ricetta” della crisi: l’accorpamento di sottogruppi nelle linee di montaggio (una grande catena stile Ford primi anni del ‘900), e la continua saturazione indistinta su linee, sottogruppi e collaudi; un’azienda insomma che invece di guardare avanti, si volta indietro, su strade già battute, e che la storia ha già dimostrato poco proficue: il taglio dei tempi.


Va da sé allora porre alcuni quesiti di importanza capitale per quello che sarà lo stabilimento di domani:

aumentando a dismisura la fatica e lo stress psicofisico in fabbrica movendo su ritmi e tempi, quale vantaggio ne trarrà la QUALITA’ DEL PRODOTTO, prerogativa indispensabile del mercato?

E’ giusta l’idea di rincorrere una volta turchi, una volta polacchi, puntando tutto sull’ abbattimento dei costi e mettendo in secondo piano il sapere operaio dello stabilimento ?

E’ possibile (secondo noi lo è, e sarebbe saggio) percorrere strade alternative?

Se andiamo a ben vedere, molte delle strade percorribili erano state anche se solo a parole, e anche se solo in parte, presentate dalla stessa Azienda in più occasioni nei vari kaizen o wcm che si sono affacciati in questi anni; di tutto questo però rimane ben poco.

Pensiamo ad esempio alla tanto vituperata ergonomia, oggi è intesa unicamente come risparmio in seno ai costi aziendali; avevano parlato di impiego cognitivo, attraverso di esso sembrava quasi dovessimo liberarci dal lavoro manuale, un coinvolgimento che doveva sviluppare stati di autonomia e capacità decisionale, insomma la tanto osannata partecipazione.

L’unica forma di coinvolgimento rimangono invece le proposte di miglioramento, (troppo spesso diventano di peggioramento!) usate come strumento divisorio sui lavoratori; esaltando la competizione tra lavoratori e tra i reparti. Qualsiasi richiesta anche la più legittima viene considerata valida solo dentro tale contesto, privilegiando il metodo al fine, in modo da inficiare in maniera fallace gli indicatori della partecipazione, secondo cui non è importante risolvere il problema, ma aumentare il numero delle proposte.

In ultimo, si può pensare di continuare ad apportare significative modifiche all’organizzazione del lavoro, (vedi cabine, officina2 e off.1 come in questi giorni) riducendo al minimo gli spazi dell’informazione e della contrattazione sindacale (sui tempi da troppo tempo il bilancio è insufficiente) senza oltretutto ricevere risposte chiare sui perché di tali cambiamenti, e su quali sono i “veri” programmi produttivi dell’ Azienda, come nel caso della “Trasmissione” o delle cabine “Utility”.

Una grande catena di montaggio sembra ben poca cosa dinanzi a una crisi di tal misura, ed evidenzia sul medio periodo condizioni lavorative severamente più usuranti per i lavoratori dello stabilimento di Jesi. Tutto ciò non va d’accordo né con la qualità della vita di chi vi lavora, né con la tanto agognata qualità che fiat sembra voler sacrificare in nome dei costi; senza dimenticare l’impatto che tutto ciò potrebbe avere sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, e non ultima, l’occupazione.

Se l’organizzazione del lavoro per buona parte è prerogativa aziendale e insindacabile come previsto dagli accordi, è legittima da parte nostra la richiesta di un “tempo giusto che non logori la forza lavoro e metta al centro il “prodotto”: solo così si fanno buoni trattori.

La crisi passa ma le scelte restano, pretendiamo risposte serie e non di facciata.


Jesi, 14 Settembre 2009 LA RSU FIOM-CGIL